Nasce il fly sharing, l’app per condividere l’aereo

Nasce dall’idea di un imprenditore piemontese il fly sharing, un sistema simile alla condivisione delle auto ma che funziona con piccoli voli privati

Un app per condividere l’areo. Si chiama FlyFreeAirways ed è il primo fly sharing gestibile da web o cellulare per la condivisione dei piccoli voli privati di business e per turismo.

Creata dall’imprenditore Francesco D’Alessandro, il fly sharing è stato presentato a Matera in occasione di “Heroes” il più importante festival mediterraneo su innovazione e impresa. Definita “la sua creatura” il segretario di Feditalimprese Piemonte afferma di aver fatto nascere “una vera e propria piattaforma multicanale per la condivisione tratta per tratta dei voli on demand”.

La prima tratta operativa sarà Torino-Milano-Roma con possibilità di toccare tutti gli aeroporti intermedi o vicini e di personalizzare i voli. “Voli – spiega D’Alessandro – organizzati appositamente per gli imprenditori che necessitano di un servizio puntuale e di alta qualità ma low cost e prenotabile in qualsiasi momento anche comodamente dalla scrivania o dalla poltrona di casa”. Un servizio che, sfruttando le oltre 600 piste di atterraggio per piccoli voli, permette di viaggiare velocemente con un aereo completamente a propria disposizione.

In realtà già qualche anno fa negli Stati Uniti si era iniziato a parlare del “jet sharing” dove  un cliente acquistava un aereo privato con una formula che non era troppo distante da quella della multiproprietà delle case di vacanza.

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Il fenomeno del trasporto condiviso è iniziato con il car sharing, da cui sono nate varie app e servizi per condividere il “passaggio” in auto risparmiando sul costo del carburante e con un minor impatto ambientale. Ora lo stesso concetto sta alla base del flight sharing


Nasce il fly sharing, l’app per condividere l’aereo - Ultima modifica: 2019-10-04T13:30:31+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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