Influencer per le aziende, come sfruttare il marketing più potente

Gli Influencer per le aziende giocano oggi un ruolo importante, l’esperto di Matteo Pogliani offre ottimi spunti per trattare i temi dell’influencer marketing in azienda


Gli influencer per le aziende sono diventati una risorsa significativa e l’influencer marketing e la gestione delle community un nuovo terreno di sviluppo. Approfondiamo le potenzialità dell’unione di questi due ambiti, che porta ad avere un leader autorevole che appartiene all’azienda e che crea intorno a sé una community, come accade, per esempio, per Roland con gli Artigiani Tecnologici e per Abarth.
Se un’impresa riesce a sviluppare un progetto di questo tipo, i benefici in termini di vendite sono enormi: non esiste uno strumento marketing più potente del leader interno che guida una community, per legare all’azienda i clienti e farli sentire parte di un’unica famiglia.
Per ottenere tutto ciò ci vuole un professionista competente e appassionato che sia in grado di ottenere fiducia da parte dei clienti, diventarne il leader e quindi di influenzarne le scelte.
Ho quindi coinvolto Matteo Pogliani, di cui è stato appena pubblicato il libro “Professione Influencer” per approfondire il tema dell’influencer in azienda.

Matteo Pogliani Influencer marketing

Matteo Pogliani

Influencer per le aziende

Avere una figura aziendale che sia un influencer, favorisce l’immagine e la competitività aziendale?

Certo, perché permette, attraverso la maggiore credibilità di una persona, di dimostrare la competenza e le qualità del brand. Permette inoltre di aggiungere, parallelamente a quella corporate, una strategia di comunicazione alternativa, con tone of voice e tematiche diverse.

Da domani voglio che qualcuno in azienda diventi un influencer. È possibile che ciò avvenga, e che requisiti deve avere il prescelto per poterlo diventare?

Progettarlo “a tavolino” è sicuramente difficile e spesso poco vantaggioso. È però possibile valutare le figure più idonee in azienda (competenti, autorevoli, bravi comunicatori) e creare dei progetti dedicati che prevedano formazione e un loro coinvolgimento strategico, supportandoli nella produzione di contenuti e nelle loro attività di personal branding.

Come si diventa influencer

Qual è il percorso per diventare influencer?

Comprendere le proprie competenze, passioni, attitudini è la giusta base, quella su cui poi possiamo riflettere e comprendere come sfruttarle per metterle al servizio di una necessità degli utenti online. Si tratta di un progetto che necessita di analisi e capacità di ascolto.
A questa fase di preparazione segue un piano strategico dove diamo vita al format.
Una cosa importante: non si è mai arrivati. Infatti, anche quando iniziamo a raccogliere risultati dobbiamo sempre analizzarli e continuare a migliorare sulla base dei dati. Solo così potremo ottenere successo.

Nel tuo libro asserisci che la fiducia porta ricavi. In che senso?

Solo attraverso la fiducia è possibile vincere la difficile sfida che consiste nell’ottenere l’attenzione del pubblico e legarlo a sé con un percorso che, step by step, porti a generare prima dialogo e poi relazioni. E le relazioni influenzano positivamente i ricavi.

Come fa ad emergere un tuo contenuto in un mare di contenuti simili?

Differenziandosi, cercando cioè di proporre qualcosa non di rivoluzionario, sia chiaro, ma quantomeno di nuovo nell’approccio, nel contenuto, nella realizzazione. Difficile vincere la sfida con gli altri creator facendo cose uguali a chi, magari, è già posizionato da anni.
Altro tema importante è quello dell’utilità che resta la migliore e più potente forma di influenza possibile.

Influencer marketing

Come si crea un contenuto efficace?

Si parte dall’affinità con il nostro target, cercando di creare un messaggio ricco, ma comunque semplice, capace cioè di essere maggiormente digeribile. Questi punti, uniti ad una buona analisi delle esigenze della nostra audience (non mi stancherò mai di dirlo), vanno poi confezionati in modo da far emergere i nostri know-how e autorevolezza.
Ciò non significa essere “freddi”: originalità e capacità di far leva sul lato emotivo sono fondamentali perché il nostro messaggio arrivi nel modo giusto.

Se non investi in pubblicità, non otterrai visibilità. La maggior parte dei social sta diventando un paid media, quindi se vuoi che un tuo contenuto sia visto devi pagare. È vero?

Purtroppo sì. È difficile oggigiorno avere un percorso di personal branding di valore senza l’uso, anche minimo, dell’advertising. Altrimenti il rischio è di metterci impegno e risorse per creare contenuti certamente buoni, ma che vengono poi goduti solo da un pubblico limitato.

Ma se i miei contenuti ottengono visibilità pagando, anche quelli degli influencer, quale vantaggio ho ad avere un influencer in azienda?

La situazione non è facile, ma gli influencer (proprio perché persone) riescono ancora ad avere un impatto maggiore sugli utenti, bilanciando in parte il calo del traffico organico. Inoltre, come nel principio dei vasi comunicanti, l’azienda potrà sfruttare e prendere in prestito le qualità e l’autorevolezza dell’influencer per la propria comunicazione.

I canali dell’influencer

Quali sono i canali in cui un influencer deve essere presente?

Non esiste una risposta assoluta. Dipende dal settore dove operiamo e dai nostri obiettivi. Certo è che, viste le richieste dei brand, Instagram e Youtube sono canali immancabili. Non sottovaluterei, come invece fanno molti, LinkedIn che ha grandi potenzialità vista la platea e, soprattutto, ha un algoritmo ancora “premiante”.L’unicità è un fattore differenziante che permette ad un influencer di avere successo.

Ma ci sono numerosi influencer con contenuti e format unici che di successo non ne hanno. Perché?

Perché bisogna avere la forza di non concentrarsi solo su noi stessi, ma soprattutto sulle esigenze e le necessità degli utenti. Sono e saranno loro a sancire il nostro successo, e rispondere a tali necessità è certamente una strategia vincente. Ascoltare resta un’attività fondamentale quando parliamo di comunicazione.

I contenuti

I contenuti più efficaci sono i video, e quindi tutte le piattaforme social investono in quella direzione. Per esempio Instagram, il social per antonomasia degli influencer, investe pesantemente sulla IGTV. Ma conviene investire in video se la visibilità organica è scarsa comunque?

Conviene se è idoneo al nostro progetto e se ci permette di avere impatto sulla nostra audience target. I video sono una risorsa di grande valore, data la loro grande capacità comunicativa e gli sviluppi delle piattaforme (basti vedere Instagram e Facebook), ma solo se si è in grado di farli nella giusta maniera. È un formato che non permette improvvisazioni.

Quanti post e quante story deve postare un influencer al giorno?

Non c’è una quantità, l’importante è l’impatto che tale contenuto ha sulla nostra audience. Meglio pubblicare meno, ma bene (e sponsorizzando magari). Una presenza costante è, soprattutto nelle fasi iniziali, fondamentale per guadagnare visibilità e posizionarsi.

Ultima curiosità: la maggior parte degli influencer guadagna molto o quasi nulla?

Può non sembrare, visto il rumore sul tema influencer, ma sono in pochi a riuscire a farne un lavoro e “mangiarci”. Accanto alla Ferragni, a youtuber e instagramer di grido, c’è infatti uno stuolo di creator che fatica a monetizzare in modo importante il proprio lavoro. Secondo una ricerca dell’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing) l’83,2% degli influencer intervistati dichiara di non riuscire a mantenersi.

 

Matteo Pogliani

Matteo Pogliani è partner esperto di comunicazione online, social media in particolare, è da anni riferimento sul tema dell’influencer marketing. Autore di alcuni libri, tra cui il recente “Professione Influencer, crea il tuo Personal Branding, comunica e monetizza la tua presenza online”. È inoltre founder dell’ONIM, l’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing.Professione Influencer


Influencer per le aziende, come sfruttare il marketing più potente - Ultima modifica: 2019-07-16T14:18:03+00:00 da Matteo Ranzi

Matteo Ranzi è Presidente di Mille Ottani (www.milleottani.it) e Consulente Marketing specializzato nel Settore IT. Le sue riflessioni sul Marketing quotidiane? www.facebook.com/milleottani . Vuoi saperne di più su di lui? http://alturl.com/5hsqn

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