I dati Assintel 2013: IT italiana in recessione

Non lasciano molto spazio all’entusiasmo i dati dell’Assintel Report 2013. L’analisi, svolta da NEXTVALUE per l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese, fotografa una Information Technology italiana in piena recessione, con quasi 4 miliardi persi dal 2008 ad oggi. E per la fine dell’anno la chiusura sarà ancora in negativo con un -4% rispetto al dato (già […]

Non lasciano molto spazio all’entusiasmo i dati dell’Assintel Report 2013. L’analisi, svolta da NEXTVALUE per l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Imprese, fotografa una Information Technology italiana in piena recessione, con quasi 4 miliardi persi dal 2008 ad oggi. E per la fine dell’anno la chiusura sarà ancora in negativo con un -4% rispetto al dato (già di segno meno) del 2012.

Tutti i comparti soffrono:

  • Hardware -9,5%,
  • Software -3,2%
  • Servizi IT -4,3%

Lo stesso vale per i mercati verticali, eccetto quello Consumer che registra un timido +1%:

  • PA e Sanità oltre il -11%
  • Commercio
  • Distribuzione e Servizi a – 5,4%
  • Industria – 4,7%
  • Trasporti e Logistica – 4,8%
  • Telecomunicazioni -2%
  • Banche (il maggior spender IT) – 2,1%

Che cosa vogliamo fare? Questa a caratteri cubitali è la domanda che più ci preme, a noi aziende che facciamo innovazione ma anche a noi cittadini che assistiamo al depauperamento del sistema economico. Non siamo più nel tempo del dire ma in quello del fare, semplicemente perché non c’è più tempo“, questo il commento amareggiato e quasi rabbioso di Giorgio Rapari, presidente di Assintel e della Commissione Innovazione e Servizi di Confcommercio.

Le parole della politica ormai sono miraggi dissolti a cui nessuno crede più,come l’agenda digitale che aspetta ancora i decreti attuativi, come la strategia nazionale per l’Innovazione che non arriva, come il credito alle piccole imprese e il sostegno agli investimenti digitali inesistente, o infine il sostegno all’occupazione attraverso la vera riduzione del costo del lavoro. Non per nulla nel Global Competitivenessindex del World Economic Forum, l’Italia è quest’anno scesa al 50° posto: ma è addirittura al 118° posto per l’importanza dell’IT nella visione del Governo e al 130° per la sua promozione fatta – anzi non fatta – dal Governo.

Dobbiamo unirci affidandoci alle nostre forze: questa è l’anima del progetto associativo di Assintel. Facciamo squadra, lavoriamo insieme, facciamo network: questo è il richiamo che facciamo ai mille campanili di questa Italia dei campanili, questa è la sollecitazione al fare che lanciamo a tutti coloro che si muovono nel mondo dell’Innovazione“.

Come sempre i dati vanno letti nella loro completezza, e anche se lo scoramento è giustificato, l’economia digitale – nel suo complesso – non si ferma.

I tablet sono al +42%, gli smartphone, già 28 milioni, crescono a vista d’occhio, e con essi l’accesso al web, il cloud, ecc. Il PIL digitale ha raggiunto il 3,1% di quello nazionale (che a dire il vero non è esaltante al momento), l’e-commerce cresce del +18% e il Mobile Commerce del +160%. Numeri che farebbero sorridere se potessimo non confrontarli con quelli europei: dal confronto ne usciamo ancora una volta sotto la media.

Chi è carente di immaginazione può continuare a pensare ad una Information Technology  connessa a efficienza, a consolidamento, a riduzione di costi, ma gli stakeholder dell’Assintel Report, gli imprenditori, i manager, gli addetti ai lavori che ci seguono, ritengono che sia decisamente il momento di liberare nuove idee e renderle concrete, questo almeno è l’input che riceviamo di continuo“, così Alfredo Gatti, Managing Partner di NEXTVALUE, che ha realizzato la ricerca per conto di Assintel. “Come mostrano i risultati del nostro panel di decisori, per le imprese top e medie l’IT è fondamentale per affrontare l’innovazione: oltre il 40% dei budget IT sono oggi dedicati da queste imprese all’innovazione e alla trasformazione digitale. Perciò anche le aziende dell’Offerta devono operare nuove scelte, affrontare nuove aree di turbolenza ancorché più remunerative, ritrovare quello spirito imprenditoriale un po’ offuscato dagli anni di tanto disagio, imparare a interagire e a collaborare secondo nuovi paradigmi. Il nostro Report propone numeri e indicazioni, in molti ci dicono che sono molto utili per operare delle scelte e sono le scelte che fanno grandi le imprese.

Una nota positiva – fortunatamente – arriva dalle aziende Top: il 13% di esse prevede un aumento della spesa IT esterna superiore al 5% nei prossimi 12 mesi.

Le altre contraggono:

  • -19,7% le micro imprese
  • -14,8% per le piccole
  • -11% per le medio-piccole
  • -7,4% per le medie imprese

La tendenza è quella di spostarsi verso budget IT esterni all’azienda, che incidono per il 54% del totale; la buona notizia è che il 20% di esso è dedicato a nuovi progetti e innovazione, primi fra tutti quelli di Mobile Computing (64%), con un aumento del 48% rispetto allo scorso anno.

Infine uno sguardo più nel dettaglio sul Software e sui Servizi, che coprono i 2/3 della spesa complessiva. Per la prima volta il Software cala decisamente a -3,2% (4.145 milioni di euro) in tutte le sue componenti:Software di Sistema (-4,3%), Middleware (-3,8%), Software applicativo (-2,6%), quest’ultima non ancora compensata dalle nuove voci di applicazioni di Digital marketing, social e-commerce, App, Internet of Things e Big Data.

I Servizi continuano la loro decennale ed infelice decrescita (-4,3%), soprattutto a causa della carenza di investimento in nuovi progetti da parte delle PMI e del downpricing delle tariffe professionali. Malissimo la Formazione (-14,2%) e il Process Management (-10,3%), più contenute le perdite per la System Integration (-2,4%) e addirittura un lievissimo segno positivo per la consulenza (+0,7%) e i servizi di Application Management (+2,2%).


I dati Assintel 2013: IT italiana in recessione - Ultima modifica: 2013-10-23T16:10:00+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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