L’intelligenza artificiale ora fa anche le multe

Negli Usa sono già attivi sistemi con intelligenza artificiale sulle strade che emettono sanzioni e multe ai guidatori che non rispettano le regole.


L’intelligenza artificiale si mette al servizio della legge: la polizia dello stato americano di New York ha catturato e condannato un trafficante di droga sulla base delle sue abitudini di guida sospette, grazie al tracciamento delle targhe effettuato dall’Ai. E non si tratta della prima intromissione della tecnologia nel codice della strada. Se finora si era discusso dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni dei veicoli e lanciare le auto a guida autonoma, ora la novità assume le difese del codice della strada e inizia a fare le multe ai guidatori che infrangono le regole.

L'intelligenza artificiale ora fa anche le multe

Il primo caso a New York

La polizia del dipartimento di Westchester County ha sfruttato un programma con Ai per arrestare un ricercato. Cercando in un database di 1,6 miliardi di targhe raccolte negli ultimi due anni in tutto lo Stato di New York, il sistema ha determinato che un’auto sospetta stava compiendo un viaggio tipico di un trafficante di droga. In questo modo ha colto in fragrante un uomo con 12 kg di cocaina nel bagagliaio. Si tratta del primo utilizzo integrato di telecamere per il riconoscimento delle targhe e intelligenza artificiale; la società dietro la novità spiega di aver già raggiunto accordi con numerosi dipartimenti di polizia negli Stati Uniti e in Australia.

Dall’autovelox all’Ai

Finora, la tecnologia di riconoscimento automatico delle targhe veniva utilizzata per cercare quelle collegate a crimini specifici. Ad esempio, il sistema usato a Westchester analizza oltre 16 milioni di targhe alla settimana, attraverso 480 telecamere sparse sulle strade locali. Di questi sistemi, 434 sono fissi, attaccati a pali e cartelli, mentre i restanti 46 sono mobili e trasportati dai veicoli della polizia. L’intelligenza artificiale ha permesso che il sistema con le telecamere non si limitasse a segnare le targhe, ma anche ad annotare appunti sulla marca, il modello e il colore dei veicoli, utili quando il numero di targa di un veicolo sospetto non è visibile o è sconosciuto. In pratica, l’Ai rende telecamere e autovelox ancora più efficienti.

L’intelligenza artificiale e le multe

Il sistema di sorveglianza delle targhe della polizia di Westchester è stato realizzato da Rekor, un’azienda di intelligenza artificiale con una capitalizzazione da 125 milioni di dollari, quotata alla borsa di New York. Il punto di forza di Rekor è che il suo software non richiede l’installazione di nuove telecamere, ma può essere installato in quelle già in uso, siano esse di proprietà del governo, di un’azienda o di un consumatore. L’azienda gestisce anche il Rekor Public Safety Network, un progetto che ha aggregato i dati di localizzazione di milioni di veicoli negli ultimi tre anni, ovvero da quando è stata lanciata con le informazioni di 30 Stati americani che, all’epoca, leggevano 150 milioni di targhe al mese. Rekor promette di migliorare ancora di più i sistemi di controllo della polizia locale, ma la novità preoccupa i difensori della privacy dei cittadini. L’analisi da parte del sistema con Ai di ogni auto ripresa da una telecamera equivale a una “perquisizione senza precedenti” secondo l’avvocato Ben Gold. “Questo è lo spettro della sorveglianza moderna – ha scritto -. Si tratta dello sviluppo e del dispiegamento sistematico di una vasta rete di sorveglianza che invade la ragionevole aspettativa di privacy della società. Senza alcun controllo giudiziario, questo tipo di sistema opera a discrezione di ogni agente che vi ha accesso”. In attesa di leggi più chiare sulla privacy, il sistema con intelligenza artificiale per fare multe viene già implementato nelle strade americane e potrebbe vedersi a breve anche in quelle europee.


L’intelligenza artificiale ora fa anche le multe - Ultima modifica: 2023-07-30T21:34:20+00:00 da Andrea Indiano

Giornalista con la passione per il cinema e le innovazioni, attento alle tematiche ambientali, ha vissuto per anni a Los Angeles da dove ha collaborato con diverse testate italiane. Ha studiato a Venezia e in Giappone, autore dei libri "Hollywood Noir" e "Settology".

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