Recovery Fund: come funziona, chi sono i paesi Frugali

Finalmente è realtà: il Recovery Fund è stato approvato. All’Italia fondi per 209 miliardi tra prestiti e fondo perduto. Ecco cos’è e come come funziona il Recovery Fund


L’accordo sul Recovery Fund c’è, è arrivato anche l’accordo con gli stati “Frugali” che alla fine hanno ceduto e hanno dato il loro assenso per un’intesa che possiamo dire storica per la UE. La svolta è sicuramente epocale, in quanto per la prima volta nell’Unione Europea viene approvato uno strumento che dà il via al debito comune. A conferma del grande passaggio storico, il tweet del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che con il suo “Deal!” esprime tutta la sua soddisfazione.

 


L’accordo arriva dopo una lunga maratona con i negoziati per concludersi durante la notte tra il 20 e il 21 luglio, dopo cinque giorni di trattative lunghe ed estenuanti. Ma vediamo come siamo arrivati all’accordo e cosa prevede questo nuovo strumento introdotto dall’Unione Europea a sostegno dei paesi più colpiti dell’emergenza Covid 19.

Il Recovery Fund è approvato: per l’Italia un fondo da 209 miliardi di euro

Il Recovery Fund e la crisi all’interno dell’Unione

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio come ben noto, molti paesi dell’Unione Europea. Per arginare la crisi economica di alcuni paesi con in testa Italia, Francia e Spagna, il parlamento europeo inizia a studiare nel mese di aprile una soluzione in grado di soddisfare tutti e 27 i membri.

Se la soluzione MES senza condizioni era inizialmente la strada da percorrere con più facilità e senza dover scomodare tutti i membri europei, il nuovo strumento Recovery Fund  si andava a scontrare con l’approvazione di paesi che non erano certo d’accordo sull’introduzione di un cambiamento di tale portata: uno strumento che prevedesse l’erogazione di contributi in parte tramite prestito agevolato e in parte a fondo perduto. Da quel momento ha inizio un braccio di ferro senza precedenti.

Recovery Fund Come funziona

Cos’è il Recovery Fund?

Partiamo dalla traduzione: “fondo di recupero”, ma anche identificato con il termine “Next Generation EU”, viene introdotto dall’Unione Europea come fondo di ripresa attivo dal 2021 al 2027, a sostegno dei paesi più fortemente colpiti dall’emergenza Covid-19.

Il fondo verrà finanziato tramite l’emissione di speciali bond “Recovery Bond”, e avrà una portata di ben 750 miliardi di euro, divisi tra 500 stanziati direttamente agli stati membri e 250 in prestiti.

All’Italia spetterà la fetta più grossa: se inizialmente la somma prevista per il Bel Paese era di 172 miliardi, con gli accordi finali l’Italia si è aggiudicata 209 miliardi di euro provenienti, di cui 82 a fondo perduto.

I paesi Frugali contro il Recovery Fund

I contrasti interni all’Europa sono subito emersi quando è stato messo sul piatto questo nuovo dispositivo a sostegno principalmente dei paesi mediterranei. Da subito si sono venuti a creare due distinti schieramenti: il primo capeggiato da Francia, Italia e Spagna a favore del nuovo fondo che avrebbe sostenuto la ripresa; dall’altra Danimarca, Svezia e Olanda, ai quali si è aggiunta poi anche la Finlandia, che vengono presto identificati come “Frugali”. Ma per quale motivo vengono identificati come tali?

Il termine prende spunto dal Financial Times, che in un suo articolo etichetta i 4 paesi dissidenti come “Frugal” ovvero parsimoniosi. I motivi del dissenso verso il Recovery Fund sono ovviamente economici. Secondi i paesi Frugali, Francia Italia e Spagna non sono in grado di pianificare politiche economiche per lo sfruttamento di tutte le grandi opportunità messe a disposizione del mercato europeo.

Ma dopo lunghe trattative durante le quali sono state soddisfatte alcune richieste dei paesi parsimoniosi, il Recovery Fund vede la luce, e con esso un interessante contributo per l’Italia.

Recovery Fund Giuseppe Conte

Recovery Fund: la soddisfazione di Giuseppe Conte dopo l’accordo

Recovery Fund approvato: ma quando saranno erogati i fondi?

Se da un lato si è gioito per la vittoria politica che concede fondi a paesi in difficoltà come l’Italia, dall’altro ora bisognerà fare i conti con i tempi di erogazione del contributo. Perché la domanda ora è: quando verranno erogati i contributi del Recovery Fund?

Sicuramente, salvo cambiamenti in corsa, non prima della prossima primavera. Perché l’iter sarà un po’ lungo e articolato. In primis c’è da dire che l’erogazione sarà vincolata dalle prossime decisioni che ogni paese prenderà in ragione delle riforme interne su lavoro, pensioni, pubblica amministrazione, giustizia ecc.

La manovra finanziaria, di questo si tratterrà, verrà esaminata dalla Commissione Europea e solo dopo la sua approvazione, nell’ordine di tempo di circa due mesi, avrà inizio il trasferimento di denaro o la richiesta di modifiche al piano.

Inoltre, la Commissione europea vigilerà costantemente sull’operato delle nazioni che hanno aderito al Recovery Fund, e si potrebbe arrivare anche alla sospensione dell’erogazione nel caso in cui dovessero emergere delle discrepanze, su quanto dichiarato e quanto effettivamente messo in campo.

Sarà sicuramente motivo di scontro in Italia tra governo e opposizione, la tempistica conferimento dei finanziamenti. Il paese vive un momento di grave crisi a causa della pandemia, e lo spettro dell’autunno con la paura di una nuova ondata e le difficoltà delle imprese, potrebbe mettere in seria difficoltà le casse del Bel Paese, già provate dal sostegno alle aziende durante il periodo del lockdown che ha comunque registrato una impennata delle vendite online.

L’Italia sarà la sorvegliata speciale

L’Italia sarà sorvegliata costantemente: la Commissione europea che ha deciso per l’erogazione di somme importanti per il nostro paese, pretende che queste siano spese in maniera costruttiva, che vadano ad esempio a finanziare gli interventi per il rilancio del paese.

La condizione delle riforme strutturali richieste (da approvare dalla stessa Commissione) come vincolo per l’erogazione costante negli anni del contributo, chiarisce subito la posizione dell’Europa: sostegno assicurato, somme importanti quelle che saranno versate, ma impegno da parte del governo nazionale per garantire una crescita grazie ai fondi erogati.

 

I commenti al Recovery Fund

 

Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione: “L’accordo raggiunto stamattina nel Consiglio Europeo, con 750 miliardi messi a disposizione degli Stati membri, segna un momento storico per l’Europa e per il nostro Paese.
I 209 miliardi assegnati all’Italia ci pongono di fronte ad una grande assunzione di responsabilità: indirizzare le risorse laddove è possibile ottenere rendimenti sociali più elevati.
L’accelerazione della trasformazione digitale e tecnologica è necessaria per cogliere le sfide della globalizzazione oggi ed essere pronti ad affrontare quelle future.
Abbiamo concretamente la possibilità di farlo.
Il mio ringraziamento va al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che con la sua determinazione ha avvicinato le istituzioni europee ai bisogni dei cittadini. Ringrazio la maggioranza e l’opposizione per aver contribuito al raggiungimento di questo importante risultato
Sono orgogliosa di essere una cittadina italiana ed europea”.

 


Recovery Fund: come funziona, chi sono i paesi Frugali - Ultima modifica: 2020-07-21T19:56:18+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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