Rivivi l’evento Dell EMC Virtual Tour sui temi più attuali e sulle sfide tecnologiche che le aziende devono affrontare. Tre giorni di formazione su cinque grandi temi: Edge computing, Cloud, Storage e Data Center, Software Defined Data Center. Un webinar 2.0 in più “puntate”, un momento di formazione e confronto, per parlare di tecnologia e capire come la digital transformation stia cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare.
Le persone di Dell EMC, dallo studio TV virtuale della Rai di Milano, hanno percorso un viaggio a tappe, toccando tutti gli ambiti della trasformazione. Si è partiti dal core, passando allo storage, al cloud e all’edge computing. I massimi esperti di Dell EMC hanno presentato anche le novità provenienti dal Dell EMC Technology World, l’evento mondiale che si è da poco tenuto negli Usa.

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Dell EMC Virtual Tour – Core Infrastructure

Il data center è il cuore tecnologico dell’innovazione aziendale: la sessione Core Infrastructure approfondisce tutte le tecnologie che caratterizzano il data center moderno, come piattaforme convergenti e server modulari, Open Networking, Ready Solutions for Business Application per semplificare e innovare il business.
Sergio De Chiara, Dell EMC Ready Solutions Emea Director, ha aperto i lavori spiegando come sia possibile accedere a tecnologie anche “complesse” – come deep learning e machine learning – in modo semplice. “L’intelligenza artificiale è il razzo che vi porterà verso il futuro” ha detto Sergio De Chiara. Ed è in arrivo una ready solution Dell EMC proprio per l’AI.
Vittorio Conti, Dell EMC System Engineer, ha spiegato quali sono le performance dei dischi stato solido e il rapporto coi data center. Ha poi anticipato l’uscita di OpenManagement Enterprise, la versione evoluta della console di gestione.
Alessandra Milita, Dell EMC System Engineer, si è soffermata sugli aspetti di networking. In particolare riferendosi all’open networking, che svincola l’hardware dal software sovrastante e consente di installare anche i software di terze parti.
Lato server, tra le novità principali citiamo l’uscita del nuovo Chassis Blade MX7000, una macchina reingegnerizzata per far fronte alle nuove esigenze termiche dei processori. Si tratta di qualcosa di rivoluzionario anche dal punto di vista del networking, in quanto MX7000 apre nuovi standard di connettività.
Per trasformare i dati in insight intelligenti, abilitare un time-to-market più rapido e ottemere migliori risultati di business Dell EMC ha recentemente introdotto anche due nuovi server a quattro socket: i modelli PowerEdge R840 e PowerEdge R940xa, parte del portafoglio di server Dell EMC PowerEdge di 14esima generazione.
Dell EMC PowerEdge R840, progettato all’insegna della flessibilità con potenza e risorse dedicate per supportare i progetti più impegnativi in ambito AI e machine learning e il modello R940xa adatto ad HPC (high performance computing), deep learning e progettato per accelerare i database dedicati alle applicazioni business-critical.

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Da sinistra Sergio De Chiara, Vittorio Conti, Francesco Marino, Alessandra Milita

Dell EMC Virtual Tour – Data Storage

Per sfruttare vantaggiosamente Big Data e analisi delle informazioni servono soluzioni Future-Proof, a prova di futuro. La sessione Data Storage approfondisce le tecnologie All-Flash and Hybrid, NVMe, SCM in funzione della digital transformation e delle moderne architetture Object Storage e di protezione dei dati.
“Le nostre crescenti attività hanno bisogno di un server che sia in grado di gestire molteplici workload – comprese le esigenze della data analytics. È importante estrarre valore dai dati, questo è il segreto della digital trasformation” esordisce Gianluca Colombo, Dell EMC Senior Solution Manager. Ma oggi il dato non risiede solo in azienda, è anche in cloud ed è quindi richiesta una forte componente di sicurezza.
“Crescono i dati non strutturati, bisogna indirizzarli e scalarli al meglio” conferma Andrea Gallo, Dell EMC Unstructured Data Solution Specialist.
Per questo Dell EMC ha lanciato la nuova generazione della soluzione storage PowerMax, creata con un engine di machine learning che consente di consolidare i workload senza perdere alcunché in velocità.
Facendo leva su analisi predittive e riconoscimento dei pattern, un singolo sistema PowerMax è in grado di analizzare e prevedere 40 milioni di dataset per array in tempo reale, generando sei miliardi di decisioni al giorno per massimizzare automaticamente i livelli di efficienza e prestazioni dei workload a data storage misto. Le capacità di gestione autonoma di PowerMax permettono alle aziende di focalizzare le risorse e il personale IT su risultati di business maggiormente strategici. Inoltre PowerMax è già in grado di supportare le Storage Class Memory.
Focus anche su approccio “build” o approccio “by”. Ovvero la differenza tra soluzioni costruite ad hoc calate sulla realtà aziendale, oppure la possibilità di acquisire un’infrastruttura già pronta puntando sulla velocità del deployment. Qual è la scelta migliore? “Dipende, dai progetti e dai piani strategici delle aziende. Oggi circa il 75% dei progetti sono costruiti su logica “build” ma l’approccio “by” è in crescita. Delle EMC ogni anno investe in ricerca e sviluppo e crede che non esista un unico sistema per soddisfare le diverse richieste del mercato” ha detto Marco Galanti, Dell EMC Modern Datacenter Specialist.
Emiliano Donadi – Dell EMC Data Protection System Engineer – parla di data protection, ovvero dell’importanza di archiviare e conservare i dati anche a lungo termine. Questo comporta la necessità di prevedere una architettura flessibile adattabile a ogni scenario. Da citare, i sistemi della serie SC di Dell EMC che consentono scalabilità alle aziende che hanno l’esigenza di ribilanciare i carichi di lavoro frequentemente.

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Da sinistra Marco Galanti, Francesco Marino, Andrea Gallo, Gianluca Colombo, Emiliano Donadì

Dell EMC Virtual Tour – Cloud Native

Nuovi servizi IT che rispondono ad esigenze di business sfidanti possono essere facilmente creati utilizzando le metodologie per la riorganizzazione dei processi Agile e DevOps e le più recenti tecnologie, quali containers, microservizi, applicazioni cloud native, come spiega Fabio Chiodini, Regional Messaging Director di Dell Technologies.
Nella sessione Cloud Native vengono affrontati questi temi, così come vengono approfondite le piattaforme multi-cloud abilitanti con il supporto di Ruggero Citterio, DellEMC Cloud Platform Specialist.
Ma per abilitare la digital transformation, la sola tecnologia non è sufficiente se non accompagnata da un radicale trasformazione di persone e processi.
Mirko Cappuccio, Italy Sales Lead Pivotal, ha poi spiegato le soluzioni tecnologiche di Pivotal in tema di sviluppo agile del software, per i clienti che vogliono costruire applicazioni analitiche sui Big Data. Non mancano i progetti in fase di sviluppo, progetti che sfruttano i modelli “agile” dei Pivotal Labs, per avere applicazioni del tutto trasparenti agli spostamenti nel cloud e che siano facilmente customizzabili.

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Da sinistra Ugo Morero, Mirko Cappuccio, Francesco Marino, Ruggero Citterio, Fabio Chiodini

Dell EMC Virtual Tour – Edge Computing

Come massimizzare la produttività dell’utente garantendo sicurezza e costi di gestione ridotti? Nella sessione Edge computing sono stati approfonditi i temi dell’Unified Management, della sicurezza dell’endpoint, della gestione dei profili di utenti e dei device aziendali.
Oggi il perimetro aziendale è ampio e diversificato e impatta direttamente sul modo di vivere e lavorare delle persone. Le persone devono poter lavorare in qualunque momento, da qualsiasi postazione. La forza lavoro si sta evolvendo, la tecnologia deve essere facile da utilizzare e in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente. “La pervasività dei social network, la consumerizzazione, la necessità e l’abitudine a essere always-on, l’entrata dei millennials nel mondo del lavoro sono tutti aspetti che non possiamo ignorare e impattano direttamente sul modo di lavorare e sulla produttività” commenta Daniela Miglietta, Dell EMC Client Sales Specialist.
“Cambiano i mestieri, bisogna essere innovativi di giorno in giorno. Per questo gli utenti in mobilità hanno bisogno di strumenti adeguati. È quindi importante fornire a ciascuno un ambiente personalizzato e un’esperienza unica” prosegue Dario Gnaccarini, Dell EMC CS Product Specialist.
Con Nicola Norcia, Dell EMC Technology Lead VMware, abbiamo fatto uno sforzo di immaginazione e siamo tornati col pensiero agli uffici di 20 anni fa, ognuno col proprio PC sulla scrivania. “Oggi invece i dispositivi sono tutti differenti e si adattano a tante modalità di lavoro. Ci sono tablet, smartphone (aziendali e personali), bisogna gestire una varietà di device”.
Dell Technologies fornisce Workspace One, piattaforma di gestione unificata di tutti i dispositivi. È possibile impostare diversi accessi e profili a seconda dei ruoli, con un’attenzione speciale per la sicurezza. Non bisogna dimenticare infatti che gli attacchi informatici spesso partono dai dispositivi edge, il 95% arriva dall’endpoint.

Dell EMC virtual Tour

Da sinistra Ugo Morero, Nicola Norcia, Francesco Marino, Daniela Miglietta, Dario Gnaccarini

Agilità, semplicità e velocità del Software Defined Data Center

La sessione di Dell EMC Virtual Tour dedicata al Software Defined Data Center approfondisce le principali tecnologie abilitanti quali il Virtual Networking, il cloud ibrido, le soluzioni iper-convergenti in ambiente VMware. In un mondo in rapida trasformazione, in cui tutti i business sono sempre alla ricerca di elementi di efficienza, scalabilità e innovazione che li aiutino a crescere, l’IT è chiamato a rispondere. Del resto, l’Information Technology è il motore trainante della digital transformation.
Cloud ibrido e networking sono due importanti elementi a cui le aziende si affidano, come spiega Luca Zerminiani, VMware Sr. Manager Systems Engineering. Passare al cloud è un percorso, che tutte le organizzazioni possono intraprendere spingendo sulla virtualizzazione. “I vantaggi sono legati alla facilità d’uso – che è estrema nel caso di utilizzo di VMware vMotion – anche in un mondo multicloud”.

Dell EMC virtual Tour

Da sinistra Michele Apa, Nicola Norcia, Francesco Marino e Luca Zerminiani

Dal cloud ibrido all’iperconvergenza

Cos’è l’iperconvergenza e in che modo le aziende ne traggono vantaggio? Lo spiega Nicola Norcia, Dell EMC Technology Lead VMware. Si tratta di un approccio che fornisce un ambiente virtualizzato completo e chiavi in mano, il tutto senza richiedere all’utente una conoscenza tecnica o un impegno a livello di configurazione. L’infrastruttura IT, infatti, viene incentrata su di un’architettura software in cui convergono risorse di calcolo, di memorizzazione, di networking e di virtualizzazione. “Il server iperconvergente esegue sia la virtualizzazione sia la parte di storage. La tecnologia di VMware che consente di fare iperconvergenza è vSAN” spiega Norcia.
VMware vSAN, con la sua architettura ad alte prestazioni nativa per vSphere, è alla base delle soluzioni di infrastruttura iperconvergente ed è un componente fondamentale del Software-Defined Data Center. La sua forza è nella scalabilità, che consente anche alle imprese più piccole di partire con investimenti contenuti.
Dell EMC inoltre offre un portafoglio che va dal PC alla virtualizzazione e questo è un aspetto importante per le aziende, perché consente di avere un unico riferimento per le proprie esigenze IT.

Dell EMC virtual Tour

La security

Il Software Defined Data Center permette di archiviare e gestire una enorme mole di dati. Ma tutte queste informazioni sono utili solo se vengono utilizzate e gestite correttamente. Senza sottovalutare l’aspetto della sicurezza, come sottolinea Michele Apa, VMware Manager Systems Engineering. “Per chi adotta la tecnologia di virtualizzazione di VMware è fondamentale la security.
I cyber attacchi sono sempre più numerosi e pericolosi, questo significa che le aziende non utilizzano ancora al meglio la tecnologia disponibile per la difesa”. Riguardo alla sicurezza e alla rete, quindi, come deve cambiare la gestione? “Ad esempio sfruttando la micro-segmentazione, che consente di individuare un attacco e di limitare il danno al singolo carico di lavoro, a una sola applicazione o alla specifica macchina” spiega Apa. “Importante anche l’hybrid cloud, perché da la possibilità di estendere il data center all’esterno dei propri confini aziendali. In questo modo tutto viene astratto e svincolato dagli apparati fisici. Il business è così più veloce e vantaggioso”.

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