Oculus Quest recensione: la realtà virtuale semplice e potente

Oculus Quest recensione a tutto tondo: un visore completamente autonomo e wireless, semplice da usare. Ecco come appare il futuro della realtà virtuale.

Oculus Quest la recensione non lascia dubbi: è il dispositivo che può rendere la realtà virtuale accessibile davvero a tutti . Sono passati già sette anni da quando il creatore di Doom, John Carmack, ha svelato per la prima volta il suo congegno che sarebbe poi diventato l’Oculus Rift. Molte cose sono successe da allora, inclusa l’acquisizione da 2 miliardi di dollari di Oculus da parte di Facebook. E quello che allora era solo un prototipo promettente, ora, soprattutto con l’avvento di Oculus Quest, è un settore multimiliardario.

Oculus Quest recensione

Oculus Quest recensione

La  realtà virtuale non è ancora molto accessibile, e in generale non potremmo definirla mainstream. Certo, si può ottenere un visore PlayStation VR per circa 250 dollari, ma bisogna sempre collegarlo a una PlayStation 4. Altre soluzioni sono ancora più costose e richiedono computer robusti o sono semplici case per telefono che permettono di legare il telefono alla testa, che è ovviamente lontano dall’essere la soluzione ideale.

 

Oculus Quest caratteristiche

Oculus Quest caratteristiche

Oculus Quest è un visore completamente autonomo, economico e senza i problemi tipici di altre scelte. È wireless, non richiede alcun dispositivo aggiuntivo (oltre al telefono) ed è capace di rendere una grafica decente; dispone anche di un altoparlante incorporato accettabile, anche se è possibile collegare cuffie da 3,5 mm su entrambi i lati del Quest. Il Quest viene fornito con due controller Oculus Touch e un caricatore USB-C, che è tutto ciò che serve per cominciare.

Per quanto riguarda le specifiche, l’Oculus Quest ha al suo interno le componenti di uno smartphone moderno di medio livello. L’elenco completo è il seguente:

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  • Pannello display: OLED
  • Risoluzione del display: 1440 x 1600 per occhio
  • Frequenza di aggiornamento: 72Hz
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 835
  • RAM: 4 GB
  • Peso: 571 g

Una cosa che non si trova in questa lista di specifiche sono le due telecamere montate su ciascun lato di Oculus Quest. Questi sensori tracciano le posizioni dei controller dall’interno verso l’esterno, così come la posizione e la rotazione della testa. Questa configurazione funziona sorprendentemente bene per i controller Touch (anche se si confonde quando le mani si avvicinano troppo alla testa, ma non è un vero problema) e abilita il tracking a sei assi. Visori più economici come Oculus Go e Google Daydream tracciano il movimento solo su tre assi, mentre il sistema di tracciamento interno al Quest consente una maggiore libertà di movimento.

Oculus Quest: come si installa

Il processo di installazione è incredibilmente intuitivo e semplice: dopo aver associato il visore al telefono e averlo collegato al Wi-Fi, si “disegna” l’area riproducibile sul pavimento (che è possibile vedere grazie alle quattro telecamere rivolte all’esterno) e si comincia; non c’è bisogno di sensori esterni, telecamere o calibrazione; tutto funziona solo dall’interno del visore.

È difficile stabilire quale sia un miglioramento importante rispetto ai visori concorrenti quando si tratta di facilità d’uso. Ma in ogni caso, poter prendere semplicemente il visore e andare in giro nella realtà virtuale per un paio d’ore suona incredibilmente futuristico.

Giochi ed esperienze disponibili

Oculus Quest è uscito da meno di un mese, ma ha già molte esperienze diverse con cui poter giocare: dal semplice, ma coinvolgente, gioco ritmico Beat Saber al più elaborato episodico titolo di Star Wars Vader Immortal. Sono disponibili anche le app gratuite per Netflix e YouTube. Alcuni giochi sono forse un po’ troppo costosi però, fra cui Robo Recall che non vale €29,99 e €19,99 per Tilt Brush sembra un po’ troppo, ma è compensato da Vader Immortal che costa solo una decina di euro e Rec Room che è disponibile gratuitamente.

Alcune esperienze di realtà virtuale come Robo Recall sono ovviamente declassate dalle loro controparti basate su PC, ma altre, come la demo gratuita di Oculus First Contact sembrano più impressionanti. Ogni titolo che abbiamo provato ha funzionato senza intoppi, il che è incredibilmente importante se non si vuole essere nauseati. Prestazioni scadenti e lente diventano ben presto fastidiose, ma con Oculus Quest questo accade davvero di rado.

Il visore sembra vendere bene, quindi la libreria di titoli disponibili si espanderà senza dubbio in fretta. Oculus ha presentato alcuni titoli promettenti all’E3 di quest’anno, con uno strano gioco di kayak stealth, dal titolo genericamente intitolato Phantom: Covert Ops come hit di rilievo.

Oculus Quest software disponibile

 

Oculus Quest: fa al caso tuo?

Se vuoi iniziare a destreggiarti con la realtà virtuale, Oculus Quest è la scelta più ovvia in questo momento e si trova a cavallo tra le super-costose soluzioni per PC e gli economici porta-telefoni. Definire il Quest “entry-level” sarebbe davvero riduttivo, poiché dal punto di vista grafico, i visori basati su PC come l’HTC Vive e Oculus Rift hanno ancora un vantaggio, ma la differenza non è così grande e ciò che manca alla potenza è compensato dalla sua facilità d’uso.

Il Quest è disponibile in due versioni: 64 GB e 128 GB. Il primo ha un prezzo di 449,99 €, la versione da 128 GB costa 549,99 €. Non c’è modo di espandere la memoria interna, quindi optare per la variante da 128 GB è probabilmente la scelta più intelligente sul lungo termine.

Riflessioni finali

Oculus Quest rappresenta un enorme passo avanti per l’adozione diffusa della realtà virtuale. Il fatto che tutto sia incorporato nel visore e che il dispositivo sia completamente wireless sono enormi miglioramenti rispetto ad altri visori ed è esattamente ciò di cui la realtà virtuale ha bisogno per irrompere pienamente nel mainstream. Come con qualsiasi lancio l’offerta software potrebbe essere più grande, ma questo è un problema che probabilmente si risolverà da solo.


Oculus Quest recensione: la realtà virtuale semplice e potente - Ultima modifica: 2019-07-02T06:56:14+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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