Accanto all’ampia gamma di possibilità della Cloud Platform, Oracle lancia il nuovo servizio Autonomous che porta l’intelligenza artificiale al servizio dell’IT. E per un cloud davvero “su misura”, arriva Cloud At Customer che offre la possibilità di avere una porzione del Public cloud Oracle nella propria azienda

A cura di Riccardo Romani, Cloud Systems Sales Consulting Leader

Oracle ha disegnato la propria strategia cloud partendo da un punto di osservazione privilegiato, cioè quello della software company che, negli anni, è stata l’ideatrice di alcune soluzioni anticipatrici di interi trend di mercato. Ha scelto strategicamente di sviluppare un cloud con delle unicità software innovative. Il risultato è la Cloud Platform, che consolida diversi servizi in un’unica vista integrata, modulare e componibile e che, pur fornendo una componente Iaas molto importante e in costante aggiornamento, propone ciò che secondo Oracle garantisce un vero incremento dell’agility dei clienti, vale a dire la componente PaaS (Platform As A Service, software e infrastruttura legati insieme in un unico servizio). L’azienda infatti ha osservato che la gestione ottimizzata del software, del versioning e del patching genera risparmio ed efficienza, in misura maggiore rispetto alla gestione ottimizzata della sola infrastruttura.

Autonomous, l’intelligenza artificiale al servizio del cloud

È seguendo questa linea di condotta che Oracle ha lanciato il nuovo servizio Autonomous Cloud: un set di algoritmi di Artificial Intelligence alimentati da enormi quantità di dati collezionati e anonimizzati da Oracle e destinati a fornire servizi applicativi auto-gestiti, che si ottimizzano, si riparano e migliorano le proprie performance da soli, lasciando ai clienti maggior tempo per dedicarsi allo sviluppo del business, più che alle operations. Il primo servizio disponibile è l’Autonomous Datawarehouse ma si arriverà in breve tempo a estendere l’AI a tutti i servizi public cloud Oracle.

Pubblico, privato o ibrido: a ognuno il suo

Accedere al Public cloud non è sempre facile per le aziende, sopratutto per quelle che si trovano a dover rispettare regole di data sovereignty & security stringenti o, più semplicemente, a non disporre di una rete sufficientemente veloce da garantire il rispetto degli SLA end-to-end oggi indispensabili per il buon funzionamento di un qualsiasi processo di business enterprise.

Queste aziende apprezzano il paradigma cloud e vorrebbero abbracciarlo ma, per i vincoli di cui sopra, generalmente decidono di non utilizzare risorse Public cloud, cercando invece di modernizzare il proprio data center con progetti di cloud privato o tentano la strada dell’hybrid cloud, che pur essendo un modello efficace, non sempre riesce a risolvere le problematiche di continuità tecnologica tra private e public, richieste per un utilizzo organico dei servizi.

Il rischio per chi riscontra queste difficoltà è di perdere, nel tempo, competitività ed efficienza, non avendo modo di sfruttare la “continuous innovation” delle applicazioni che, come l’Autonomous Cloud, viene declinata in modo prioritario su Public cloud.

Cloud At Customer, la nuvola va in azienda

In questo contesto così articolato, Oracle si propone con una particolare intuizione, nota come Cloud At Customer. È una formula tecnico-commerciale che, letteralmente, distacca una porzione del Public Cloud Oracle e lo colloca a casa del cliente, nel suo data center, dietro il suo firewall, mantenendone la gestione a livello di infrastructure operations e consentendo al cliente di usufruirne come se fosse una subscription di un software o in modalità “a consumo” pura.

oracle cloud at customer

Nel data center del cliente viene posizionata un’appliance pre-integrata HW/SW perfettamente speculare a ciò che Oracle stessa utilizza nei propri Public cloud data center e dotata dello stesso stack software Iaas, SaaS e PaaS. Il Cloud At Customer garantisce elasticità nel rispondere dinamicamente ai picchi di lavoro, offrendo maggiori risorse disponibili e poi riducendole nel momento in cui le richieste tornano a essere più contenute, esattamente come avviene nel Public cloud, a tutto vantaggio della razionalizzazione dei costi, obiettivo non secondario di qualsiasi azienda.
Ma il fiore all’occhiello del Cloud At Customer è la possibilità di disporre localmente dell’innovazione continua del software Oracle che caratterizza i servizi allocati sul suo Public cloud: a un cliente interessato a un nuovo servizio, basterà infatti usare l’interfaccia self-service dell’appliance per selezionare il modello PaaS o SaaS che desidera e il package verrà “iniettato” nell’appliance e reso pronto all’uso, con la stessa flessibilità e velocità del Public cloud!
Il Cloud At Customer è già capace di attivare on-demand servizi PaaS come Database Cloud Service, Java Applications, Big Data Cloud, Internet Of Things Cloud, Streaming Analytics e presto disporrà anche dell’Autonomous Datawarehouse, lasciando al cliente la possibilità di usare e pagare solo quello che effettivamente è stato consumato, esattamente come avviene nel Public Cloud Oracle.
Inoltre, rispettando il tradizionale approccio Oracle di creare soluzioni “confezionate su misura” per specifici business o workloads applicativi, l’offerta Cloud At Customer è disponibile secondo versioni personalizzate per:
• Database ad alte prestazioni e consolidation (Exadata
Cloud At Customer)
• Big Data & Analytics (Big Data Cloud At Customer)
Il Cloud At Customer sta ottenendo importanti riscontri sia in Italia che sull’intero territorio europeo. Clienti come Rakuten Card, Red Reply e AT&T l’hanno adottato con successo, ottenendo notevoli vantaggi di business. Idc del resto, nel contesto delle sue “Datacenter Predictions” aveva già identificato il concetto del “local cloud delivery” come il modo di usufruire delle risorse IT predominante da qui al 2019: Oracle è sicuramente d’accordo e si sta impegnando per raggiungere tale deadline anche con un po’ di anticipo.

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