La sonda giapponese Hayabusa2 è atterrata sull’asteroide

La sonda spaziale Hayabusa2 è atterrata con successo su un asteroide distante dove spera di raccogliere campioni sull’evoluzione del sistema solare.

Un veicolo spaziale giapponese, la sonda Hayabusa2, è atterrato con successo su un asteroide distante dove spera di raccogliere campioni che potrebbero far luce sull’evoluzione del sistema solare.

Gli scienziati della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa) osservando l’atterraggio da una sala di controllo nell’isola meridionale di Tanegashima hanno applaudito dopo che la sonda Hayabusa2 è atterrata sull’asteroide questo giovedì mattina.

“Il touchdown ha avuto successo”, ha affermato il portavoce della Jaxa, Takayuki Tomobe.

L’agenzia ha dichiarato che la sonda ha dimostrato di funzionare normalmente sopra l’asteroide Ryugu, a circa 300m km dalla Terra.

Hayabusa2: l’obiettivo

Lo scopo della missione è raccogliere materiali incontaminati da sotto la superficie dell’asteroide che potrebbero fornire idee su come il sistema solare sia nato 4.6 miliardi di anni fa. L’agenzia ha affermato che è la prima volta che una sonda preleva particelle da sotto la superficie di un asteroide.

Per ottenere questi materiali, in aprile un “impactor” è stato sparato dall’Hayabusa2 verso Ryugu con un procedimento rischioso che ha creato un cratere sulla superficie dell’asteroide e rimescolato materiale che non era precedentemente esposto all’atmosfera.

La Jaxa ha affermato che i campioni potrebbero contenere materiali organici e acqua.

“Questo è il secondo touchdown, ma fare un touchdown è una sfida, sia che si tratti del primo o del secondo – ha detto ai giornalisti Yuichi Tsuda, responsabile del progetto Hayabusa2, in vista della missione – Tutta la squadra farà del suo meglio per poter completare l’operazione.”

Hayabusa2: le tappe della missione

Il primo touchdown di Hayabusa2 è stato a febbraio, quando la sonda è atterrata brevemente su Ryugu e ha sparato pallottole a più di 1.050 chilometri all’ora sulla superficie dell’asteroide per far emergere la polvere per la successiva raccolta, prima di tornare alla sua posizione.

Il secondo touchdown di giovedì ha richiesto preparativi particolari perché qualsiasi problema avrebbe potuto significare che la sonda avrebbe perso i preziosi materiali già raccolti durante il suo primo atterraggio.

La sonda ha iniziato la sua discesa mercoledì dalla sua posizione stazionaria a 20 km sopra l’asteroide e si ritiene che abbia toccato terra in un’area specificamente designata situata a circa 20 metri dal centro del cratere artificiale.

Durante il breve periodo sull’asteroide, Hayabusa2 ha raccolto campioni dal cratere formatosi a febbraio attraverso un tubo che ha recuperato le eiezioni non ancora identificate mentre galleggiavano verso l’alto.

Una foto del cratere scattata dalla fotocamera della Hayabusa2 ha mostrato che parti della superficie dell’asteroide sono coperte da materiali che sono “ovviamente diversi” dal resto della superficie, ha detto ai giornalisti il ​​manager della missione Makoto Yoshikawa. “Non vediamo l’ora di analizzare questi materiali.”

Tsuda ha affermato che “sarebbe adeguato dire che i materiali estremamente interessanti sono vicino al cratere.”

Hayabusa e Hayabusa2

Con circa le dimensioni di un grande frigorifero e alimentato da pannelli solari, la Hayabusa2 è il successore del primo esploratore di asteroidi della Jaxa, la Hayabusa, termine giapponese per indicare il falco.

Questa sonda è tornata con campioni di polvere da un asteroide più piccolo nel 2010, nonostante i vari ostacoli durante la sua epica epopea di sette anni ed è stata salutata come un trionfo scientifico.

Le foto del “palazzo del drago”

Le foto della Hayabusa2 di Ryugu, che in giapponese significa “Palazzo del drago” e si riferisce a un castello sul fondo dell’oceano in un’antica fiaba giapponese, mostrano che l’asteroide ha una superficie ruvida piena di massi.

La missione Hayabusa2 è stata lanciata a dicembre 2014 con un costo di circa 30 miliardi di yen (circa 260 milioni di euro); ha raggiunto la sua posizione stazionaria sopra Ryugu nel giugno dello scorso anno dopo aver percorso 3,2 miliardi di km su un’orbita ellittica intorno al sole per più di tre anni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Kyodo.

Se il resto della storica missione seguirà quanto pianificato, la Hayabusa2 tornerà al suo sito di atterraggio a Woomera, nel sud dell’Australia, alla fine del 2020.

 

 

 


La sonda giapponese Hayabusa2 è atterrata sull’asteroide - Ultima modifica: 2019-07-13T07:16:02+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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