Il mondo di Star Trek è ambientato nel futuro, in un tempo avanti centinaia di anni rispetto a noi. Ciò nonostante, alcune delle innovazioni tecnologiche inimmaginabili o anche solo fantascientifiche mostrate durante la narrazioni a partire dagli Anni 70, ora sono parte integrante della nostra quotidianità. Ma non è tutto: molte altre lo stanno per diventare.

Le 6 tecnologie di Star Trek che abbiamo già adottato

Ecco alcuni esempi di tecnologie che nell’arco di cinquant’anni – gli anni che vanta Star Trek – abbiamo adottato giorno dopo giorno.

Telefoni cellulari. Il comunicatore era una tra le tecnologie più straordinarie della serie originale del 1966. L’equipaggio portava con sé questo telefono a conchiglia dorato e, a quei tempi – in cui le telecomunicazioni si avvalevano di apparecchi attaccati alle pareti di casa e dotati di una lunga corda a molla – l’idea futuristica di poter essere sempre connessi, attraverso un piccolo dispositivo senza fili, era a dir poco affascinante e agognata da chiunque. Noi viviamo in un’epoca in cui la voce telefono, nella lista degli oggetti imprescindibili da portare con noi prima di usciredi casa, viene dopo soltanto a chiavi oppure denaro.

 

Tablet. E’ ovvio che i tablet che abbiamo a disposizione siano molto più potenti ed evoluti rispetto a quelli della serie, che ricordano il nonno dei Kindle. Eppure, in Star Trek, l’uso della carta era sorpassato. Le informazioni venivano registrate digitalmente, un po’ come accade per noi oggi. La loro versione dei Tablet, dal nome PADD, era un dispositivo spartano per la lettura di report, libri, e una varietà di altre informazioni, incluse planimetrie e diagnostica della Enterprise.

star trek padd tablet

 

Smart Watch. Uno dei pochi highlight della vecchia pellicola cinematografica del 1979, è stata l’introduzione dei wearable, somiglianti all’Apple Watch. Gli amart watch, che apparivano al polso dei protagonisti come parte integrante delle uniformi erano parte della vita di chiunque.

 

Auricolare Bluetooth. Il tenente Nyota Uhura, ufficiale delle comunicazioni, sembrava essere costantemente connessa al proprio auricolare, attraverso il quale otteneva qualsiasi tipo di informazioni, a seconda delle frequenze di trasmissione e ricezione. La novità di questa tecnologia era l’essere completamente wireless, esattamente come quella di cui ci avvaliamo da qualche anno a questa parte anche noi.

 

Assistenti Virtuali. Quando uscì il primo episodio della serie, i computer erano ancora delle macchine mastodontiche, calcolatori dalle operazioni limitate, costantemente monitorati dall’uomo. Preistoria, rispetto a ciò che abbiamo a disposizione oggi noi. L’equipaggio poteva parlare ad alta voce, porre una domanda e ottenere rapidamente la risposta desiderata. Oggi accade con Siri di Apple o con Alexa di Amazon, ma nessuno dei due sa ancora eguagliare il livello del computer di Majel Barrett-Roddenberry, la First Lady di Star Trek, primo ufficiale dell’Enterprise.

 

Videochiamate. Una chiamata seguita dall’attivazione un video era piuttosto frequente in Star Trek, era possibile comunicare con avversari e alleati faccia a faccia, anche quando si trovavano a bordo di diverse astronavi o addirittura pianeti. Questo tipo di tecnologia- che era il sogno di molti – è ora attualissimo nelle nostre vite. E’ sufficiente pensare a Skype o Facetime: ricevere videomessaggi o fare videochiamate in real-time è una consuetudine a disposizione di chiunque possieda un computer o uno smartphone.

 

Le  7  tecnologie di Star Trek  in via di sviluppo

Di certo, non dovremo aspettare secoli per goderne! Star Trek era visionario nella sua natura così predittiva. Aveva anticipato telefoni cellulari, tablet, traduttori universali e molto altro, ma alcune delle tecnologie che vediamo usare su piccolo e grande schermo da ben mezzo secolo, dovranno fare ancora parecchia strada prima di materializzarsi. Viviamo in un’epoca in cui i ricercatori sembra vogliano realizzare i sogni di ogni trekkie e, attraverso il loro lavoro, replicatori, phaser e propulsione a curvatura stanno per diventare realtà.

Warp Drive (propulsione a curvatura). È possibile che le navicelle spaziali viaggino più veloce della luce? La velocità della luce è il limite di velocità dell’universo e, soltanto ciò che non ha massa, è in grado di viaggiare tanto rapidamente. Ciò avviene perché c’è bisogno di un dispendio di energia non indifferente per accelerare la velocità di una qualsiasi massa. Tale processo richiederebbe un quantitativo infinito di energia, per far sì che qualsiasi elemento composto da una massa, si muova alla velocità della luce. Ma se fosse lo spazio stesso a muoversi? Miguel Alcubierre ha teorizzato un warp drive capace di creare una bolla di energia negativa davanti ad un veicolo spaziale che potrebbe spingere lo spazio che circonda il mezzo, in modo selettivamente veloce. Gli scienziati, però, non hanno dimostrato in alcun modo l’esistenza di energia negativa. Inoltre, questa sorta di bolla non sarebbe mai stabile e l’energia rilasciata in fase di decelerazione della navicella creerebbe enormi esplosioni. Insomma, per questa propulsione a curvatura non c’è nulla che si possa auspicare in tempi brevi.

 

Replicatori. Nel caso in cui occorresse cibo, un attrezzo o un qualsiasi altro oggetto inanimato nel mondo di Star Trek, per ottenerlo, era sufficiente rivolgersi al computer. Il replicatore, una tecnologia capace di convertire l’energia in materia è in assoluto l’innovazione più futuristica e iconica di Star Trek. Sebbene non esista ancora un simile replicatore, oggigiorno troviamo alcune analogie con esso nelle nostre stampanti 3D. La prima di queste venne brevettata da Charles “Chuck” Hull, 30 anni fa. Ma il battesimo sul mercato della tecnologia di stampa in 3d, è avvenuto soltanto nel 2009, nel momento in cui il brevetto per le questa stampanti per filamenti in plastica è scaduto. A dicembre 2016 scadrà invece quello per creare attraverso il metallo e di sicuro assisteremo ad una fioritura di queste stampanti per i più svariati materiali. Anche in ambito food le stampanti si stanno evolvendo e si sta passando da una fase di fantascienza a quella di conseguimenti scientifici di fatto.

 

Tractor Beam (raggi traenti).  Attualmente esistono oggetti che si rifanno ai tractor- beam, ma nessuno di loro sarebbe mai in grado di muovere un’astronave. Gli scienziati utilizzano delle pinze ottiche a raggi laser, per muovere e manipolare delle molecole singole. Le onde sonore sono in grado di spostare gli oggetti sott’acqua, ma un tale metodo non è applicabile nello spazio, dove non c’è nulla che le onde sonore possano attraversare.

 

Tricorder (computer multifunzione con sensori avanzati). Il tricorder rappresenta quello che noi ipotizziamo possa diventare il futuro della medicina, ovvero, un dispositivo capace di comprendere il funzionamento interno del corpo umano, ma anche di diagnosticare precocemente le cause di una malattia. Si stanno sviluppando prototipi e progetti, capaci di definire i segnali vitali, ma del tutto inadatti ad una diagnostica esaustiva e non invasiva.

 

Teletrasporto. La meccanica quantistico consente due forme di trasporto. L’effetto tunnel è un effetto collaterale delle particelle che si muovono come onde. Se una raffica di particelle colpisse un muro, ci sarebbe la possibilità che alcune di queste gli passino attraverso. Più spesso sarà il muro, minori saranno le probabilità di successo. Le particelle hanno delle possibilità di riuscire a passare attraverso una parete che sono pari a zero, sebbene gli elettroni possano fare da tunnel attraverso le pareti sottili di un flash drive. Esiste poi un teletrasporto quantistico che consente di trasferire, sotto certe restrizioni, uno stato quantistico in un punto arbitrariamente lontano. Principalmente, l’effetto coinvolto è l’entanglement. Alcuni scienziati cinesi sono stati in grado di trasportare informazioni di fotoni attraverso quasi 100 chilometri nel 2012, ma per quanto riguarda attrezzature, materiali e ancor di più persone: non ci resta che continuare a fantasticare.

 

Hypospray. Difficilmente traducibile considerando che è un termine specifico della serie. Si tratta di un dispositivo medicale che, attraverso l’uso dell’alta pressione di aria compressa o gas, inietta liquidi senza avvalersi di un ago. Aaron Ismach, un ricercatore civile del Dipartimento della Difesa, iniziò a lavorarci alla fine degli Anni Cinquanta e riuscì ad ottenere un brevetto nel 1962. Venne dispiegato ben presto come metodo efficace per la vaccinazione, in particolare per il vaiolo, in tutto il mondo. Ma non era un mezzo privo di rischi. Penterando l’epidermide negli strati periferici, il dispositivo trasmetteva la malattia da un individuo vaccinato ad un altro, e molti paesi interruppero le somministrazioni attraverso questa tecnologia. Di recenti nuovi studi sono giunti allo sviluppo di jet injector molto più sicuri rispetto alle versioni precedenti. Il PharmaJet è stato approvato nel 2014 dalla Food and Drug Administration per un vaccino anti-influenzale.

 

Phaser. Roddenberry immaginava un futuro utopico e mandava i suoi personaggi ai confini dello spazio, esponendoli ad ogni sporta di pericolo. Il Phaser è l’arma letale più iconica di Star Trek: era in grado di stordire oppure uccidere. Ha conferito una flessibilità avanguardistica alla concezione delle armi, anche solo di quelle di fantasia. Per noi la concezione di armi a raggi laser impugnabili è ancora qualcosa di lontano, ma i phaser rappresentano la continuità tra quelle che possono essere armi con le quali dotare i militari, ma anche armi adatte alle flotte. Ed è in questo che il presente avvicina il futuro. Nel 2014 la Marina Americana ha distribuito a bordo delle portaerei USS Ponce, nel Golfo Persico, delle armi al laser capaci di incendiare droni e piccole imbarcazioni. Il Pentagono sta inoltre sviluppando una serie di progetti legati alle DEW, armi energetiche direzionali con un range di 100-150 kilowatt, e una fase di test già fissata per il 2020.

 

Le 6 tecnologie di Star Trek che oggi esistono e le 7 in via di sviluppo  ultima modifica: 2016-07-26T10:47:04+00:00 da Web Digitalic
Oracle

Non rimanere indietro, iscriviti ora

Ricevi in tempo reale le notizie del digitale

Iscrizione alla Newsletter

controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy

Grazie! Ora fai parte di Digitalic!