L’unicorno indossabile per chi soffre di deficit dell’attenzione

La stilista olandese Anouk Wipprecht ha ideato un copricapo a forma di unicorno che utilizza la tecnologia neurosensoriale per aiutare i bambini Adhd

All’ unicorno , creatura magica e leggendaria, si è ispirata la famosa stilista fashion-tech e ingegnere olandese Anouk Wipprecht. Nel suo lavoro utilizza Arduino, i moduli di elaborazione Intel Curie o Intel Edison e dei sensori che si combinano per trasformare i dati biometrici di una persona in reazioni automatiche. Chi indossa le sue creazioni instaura una connessione aumentata con l’ambiente circostante utilizzando una modalità non verbale. Dopo aver creato il famoso Spider Dress, il vestito stampato in 3D che ha braccia robotiche che difendono lo spazio personale, i cardio-gioielli per Swarovski e lo Smoke Dress, dove il fumo esprime il disagio che si può provare per l’eccessiva vicinanza degli altri, la paladina della tecnologia indossabile torna con un progetto pensato per i bambini (ma adatto anche agli adulti).

Unicorno Anouk Wipprecht deficit attenzione

Agent Unicorn: l’unicorno contro il deficit di attenzione

Ai piccoli piacerà l’idea di indossare un corno e trasformarsi in essere mitologico dai super poteri. Anche se questo oggetto non è un gioco e non è magico, sicuramente il copricapo- unicorno saprà “guidare” in modo speciale chi lo indossa. È stato espressamente studiato per giovani affetti da deficit di attenzione e iperattività (Adhd). Ed è stato creato in occasione della partecipazione della stilista al progetto Sparks Ars Electronica 2015-2016, nell’ambito del programma Horizon 2020, che ha fornito a Wipprecht accesso a un ampio laboratorio, a nuove tecnologie da testare e a neuroscienziati ed esperti che l’hanno aiutata a creare un prototipo per far progredire la terapia e la ricerca in ambito Adhd.
Le persone affette da questa tipologia di disturbo o da autismo a volte hanno problemi nell’interagire con gli altri esseri umani e spesso comportamenti o oggetti considerati “normali” sono per loro fonte di stress. Questo sistema indossabile riesce a monitorare, calcolare ed esaminare la comunicazione di un individuo con gli altri, fungendo da sistema di apprendimento o da assistente per chi lo porta. La tecnologia diventa così un’alleata in grado di adeguarsi alla nostra vita come un amico fidato e di farci capire quali situazioni catturano la nostra attenzione, cosa genera stress o cosa bisogna imparare a gestire.
Non è la prima volta che la giovane scienziata olandese si interessa alla tecnologia indossabile per rilevare le onde cerebrali. Il primo esperimento di Anouk Wipprecht in questo campo è avvenuto nel 2014, quando ha creato il Synapse Dress in collaborazione con l’ingegnere dell’innovazione Intel Karolina Cengija, che era interessata all’elaborazione di biosegnali wireless. Quel vestito acquisiva i segnali delle onde cerebrali da sensori inseriti in un’elegante fascia frontale. Se chi indossava l’abito si emozionava o si spaventava, una telecamera incorporata nel vestito registrava la scena.

Come funziona l’unicorno di Anouk Wipprecht

L’unicorno si attacca facilmente ai capelli di una persona tramite otto piccoli spilli e utilizza la tecnologia neurosensoriale connessa a un modulo di elaborazione Intel Edison per comunicare a una minuscola videocamera quando registrare i momenti più significativi. Il sistema si comporta come un altro paio di occhi. Quando l’attenzione di chi indossa il copricapo si focalizza su qualcosa, il battito cardiaco accelera o il livello di stress aumenta, i sensori del cervello segnalano al sistema informatico integrato di azionare la telecamera e di catturare il punto su cui la persona concentra l’attenzione. Una luce Led si accende e indica a tutti che il dispositivo sta registrando.
Il sistema acquisisce otto secondi di video durante l’evento scatenante. Il file viene caricato su Internet tramite Bluetooth LE e condiviso con un computer o con un dispositivo vicino. Al video vengono aggiunte la data e l’ora di registrazione, per permettere di visualizzare il tutto anche in un secondo momento su schermo. Del resto, i dati sono preziosi solo se correttamente visualizzati e interpretati.
La stilista ha inoltre creato un secondo prototipo di unicorno che include anche il tracciamento dei gesti della mano, il riconoscimento facciale e il rilevamento delle emozioni. Questa seconda versione unisce la visione artificiale all’apprendimento automatico per registrare momenti e leggere le intenzioni di chi indossa il copricapo.
L’unicorno potrebbe favorire, ad esempio, le relazioni con i bambini affetti da Adhd o facilitare il lavoro dei terapisti. I bambini che lo hanno provato si sono dimostrati appassionati di tecnologia e curiosi di apprendere che cosa provocava i picchi nella loro attenzione e di capire meglio come funziona il loro cervello.

Unicorno Anouk Wipprecht deficit attenzione


L’unicorno indossabile per chi soffre di deficit dell’attenzione - Ultima modifica: 2018-10-20T12:58:10+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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