Aruba, nome di riferimento nei servizi di web hosting, e-mail, Pec e registrazione domini, sponsorizza anche nel 2017 il team Aruba.it Racing Ducati. La nuova stagione inizia con importanti novità, la prima delle quali è l’arrivo nel team di Marco Melandri, pilota affermato, sempre protagonista in Superbike con 49 podi e 19 vittorie all’attivo. Melandri affiancherà Chaz Davies, che ha chiuso l’ultima stagione da protagonista assoluto con 7 vittorie su 8 gare, 6 delle quali consecutive.

Abbiamo partecipato alla presentazione del team 2017, erano presenti i piloti Chaz Davies e Marco Melandri, Stefano Cecconi (AD di Aruba), Claudio Domenicali (AD di Ducati Motor Holding), Luigi Dall’Igna (Direttore Generale Ducati Corse), Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo Ducati Corse) ed Ernesto Marinelli (Responsabile Progetto Superbike Ducati Corse).

Inoltre, anche l’Aruba.it Racing – Junior Team rilancerà per il secondo anno la sfida nel Campionato Europeo Superstock 1000 affiancando l’australiano Mike Jones a Michael Ruben Rinaldi.

A cornice di tutto, il moderno Data Center IT1 di Aruba, un ambiente che ben coniuga valori condivisi dal mondo tech e da quello sportivo, dall’avanguardia tecnologica nei rispettivi settori di riferimento alla ricerca continua delle prestazioni e alla capacità di offrire eccellenze made in Italy.

Stefano Cecconi, AD di Aruba, racconta quanto sia preziosa questa partnership nel mondo del Superbike. “Dalle moto si imparano quelle che sono poi le esigenze della maggior parte dei clienti: a dare risposte in tempo reale, a garantire la massima affidabilità, senza possibilità di errore. Le prestazioni sono portate all’estremo anche dal punto di vista dell’elettronica e dell’informatica”. L’utilizzo del cloud e dei Big Data ha portato al team un grande supporto: “Ad esempio, la moto è in grado di calcolare il decadimento delle gomme in tempo reale e settarsi di conseguenza. Il pilota anche in pista può contare sull’ausilio dei dispositivi elettronici. In gara, nei tratti di rettilineo, può premere una pulsantiera e cambiare le impostazioni, scegliendo tra diverse opzioni preimpostate, adattando le strategie alle esigenze del momento. È possibile prevedere diversi scenari, tutto va preimpostato, perché in gara da regolamento non si può intervenire sul software”.

Le moto sono anche grandissime fonti di dati, come racconta Stefano Rendina responsabile IT di Aruba Racing: “Ogni week end di gara ci porta a raccogliere tra i 15 e i 20 gigabyte di dati, raccolti tramite i sensori della moto. Non possiamo consultarli in tempo reale – da regolamento – ma vi accediamo appena il mezzo rientra nel box. Le informazioni vanno ai tecnici in pista, a un pilota e a un gruppo di analisti impiegati ad hoc. Dalla lettura dei dati nascono le strategie da adottare nelle gare successive, i feedback positivi, le comparazioni con le performance passate, ma anche le nozioni che servono per migliorare le moto dal punto di vista tecnico e meccanico, ad esempio per mandare in produzione pezzi che sono già il risultato finale di numerose simulazioni virtuali. Possiamo stimare che l’infrastruttura tecnologica Aruba abbia migliorato di un buon 30% le prestazioni in pista dei nostri piloti”.

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