IBM presenta Sovereign Core, un approccio “by design” che integra controllo, verificabilità e governance europea nel cloud e nell’intelligenza artificiale. Il cloud non è più neutrale: tra AI, compliance e geopolitica del dato, la sovranità digitale diventa una condizione operativa.
“La sovranità digitale oggi non riguarda solo dove risiedono i dati, ma chi controlla i sistemi, chi governa l’AI e come queste responsabilità possono essere dimostrate in modo continuo e trasparente”. Così Alessandro La Volpe, Amministratore delegato di IBM Italia, ha annunciato IBM Sovereign Core.
La sovranità digitale non è più una questione geografica, né un dettaglio contrattuale da demandare ai legali, ma è diventata una condizione operativa, che riguarda il controllo effettivo dei sistemi, dell’intelligenza artificiale e delle decisioni che da quei sistemi derivano.È da qui che vale la pena partire per capire il senso dell’annuncio con cui IBM ha presentato IBM Sovereign Core, il primo software sovrano del settore pensato fin dall’origine per l’era dell’AI.

Alessandro La Volpe Amministratore Delegato di IBM Italia
Indice dei contenuti
IBM Sovereign Core, dopo Schrems II
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione profonda del concetto di cloud. Le sentenze europee, a partire da Schrems II, la crescente frammentazione normativa e il ritorno della geopolitica, accelerato dalla guerra in Ucraina, hanno reso evidente che la tecnologia e il cloud non sono neutrali.
Trovate un approfondimento nel pezzo “Sovranità digitale dopo Schrems II e Ucraina”, perché è proprio con quei due eventi molto diversi tra loro che si rompe l’illusione di un’infrastruttura globale, indistinta e sempre uguale a se stessa. Quando i dati diventano strategici e l’AI entra nei processi decisionali, la domanda non è più dove girano i workload, ma chi ne ha davvero il controllo.
https://www.digitalic.it/tech-news/sovranita-digitale-dopo-schrems-ii-e-ucraina
Sovranità e innovazione: una falsa contrapposizione
Per molto tempo sovranità e innovazione sono state raccontate come forze opposte: da una parte la velocità, la scalabilità, l’AI; dall’altra regole, confini, vincoli. Oggi questa narrazione non regge più. Senza sovranità, l’innovazione diventa fragile. E senza innovazione, la sovranità resta una dichiarazione di principio.
“Innovazione e sovranità non sono in contrapposizione: senza sovranità non può esistere un’innovazione sostenibile e responsabile e, allo stesso tempo, le imprese devono poter crescere e competere utilizzando l’AI con piena autorità su dati, processi decisionali e modelli operativi” ha detto Alessandro La Volpe
Le imprese europee si trovano esattamente in questo punto di equilibrio: devono crescere, competere, adottare l’AI, ma farlo mantenendo piena autorità su dati, modelli e processi decisionali. È qui che il tema smette di essere ideologico e diventa profondamente industriale.
IBM Sovereign Core: la sovranità come proprietà
Con IBM Sovereign Core, IBM prova a risolvere il problema alla radice, non aggiungendo un ulteriore livello di controllo sopra l’infrastruttura, ma rendendo la sovranità una caratteristica intrinseca del software: se la sovranità dipende da clausole contrattuali o da architetture costruite a posteriori, è per definizione fragile, se invece è incorporata nel modo in cui le applicazioni vengono create, gestite, governate e verificate, allora diventa una capacità reale. IBM Sovereign Core è pensato per aziende, governi e service provider che vogliono riportare le applicazioni sotto controllo diretto, mantenendo apertura, interoperabilità e autonomia operativa.
Il ruolo dell’AI: controllo, non delega
Il passaggio più delicato riguarda l’intelligenza artificiale: oggi l’AI non è più un semplice strumento analitico: prende decisioni, influenza processi, suggerisce azioni. In questo scenario, delegare il controllo dei modelli o delle pipeline significa rinunciare a una parte della propria sovranità operativa. L’approccio IBM mette l’AI al centro del discorso sulla sovranità: modelli, dati di addestramento, policy e flussi decisionali devono essere governabili, osservabili e verificabili nel tempo, non per rallentare l’innovazione, ma per renderla sostenibile.Un altro cambio di paradigma è lo spostamento dalla fiducia alla verifica continua. Non basta dichiarare di essere sovrani o compliant: bisogna dimostrarlo, ogni giorno. Questo vale per i dati, per l’AI e per l’intera catena di responsabilità.
È anche per questo che IBM ha annunciato la disponibilità di IBM Sovereign Core in preview tecnica a partire da febbraio, aprendo la strada a valutazioni concrete, test operativi e scelte informate. https://www.ibm.com/products/sovereign-core
Il cloud sovrano non è una risposta di chiusura al mondo globale, ma una scelta strategica per chi vuole continuare a innovare senza perdere il controllo e proteggere il proprio vantaggio competitivo, la propria capacità decisionale e, in ultima analisi, la propria libertà industriale.