Matteo Renzi: “La tecnologia non è roba da smanettoni, ma una grande opportunità”

Matteo Renzi ha inaugurato il semestre italiano in Europa con la tecnologia, a Venezia durante il Digital Venice. Non solo politici, presneti imprese e web

Al Digital Venice (#DigitalVenice) per 24 ore l’Italia è stata al centro d’Europa grazie alla tecnologia e all’innovazione.
La settimana digitale di Venezia ha ospitato l’8 luglio la tavola rotonda europea “More digital, more Europe”.

Matteo Renzi: la tecnologia è la più grade opportunità che abbiamo

Era anche il primo incontro ufficiale con l’Italia e Matteo Renzi alla presidenza del consiglio dell’Unione Europea ed è un buon segno che si sia aperto con una discussione sulle possibilità che il digitale offre all’Europa per essere più unita e per crescere.
Alla tavola rotonda hanno partecipato non solo politici, ma anche gli amministratori delegati delle più importanti società tecnologiche come Microsoft, Ibm, HP, Cisco, Sap, Oracle, Italtel, Alcatel e anche Yoox, Facebook, Google, i giganti asiatici come Samsung e Huawei e tutte le società di telecomunicazioni (Telecom, Vodofane, Wind, France Telecom, Deutsche Telekom, Telefonica).
“Sono contento – ha esordito Renzi – che il primo incontro della presidenza italiana sia sul digitale e che i relatori principali non siano i politici, ma le persone del mondo della tecnologia”.

Jeremy Rifkin da Matteo Renzi: in Italia si può realizzare il sogno americano, anzi meglio

L’intervento introduttivo è stato tenuto da Jeremy Rifkin, economista, sulla cui teoria della terza rivoluzione industriale si basano molte delle decisioni dell’Europa. È il teorico del “European Dream” contrapposto all’ “American Dream” e fatto non solo di progresso personale ma anche di cultura e di sviluppo sociale, realizzato attraverso l’economia dell’informazione.
Matteo Renzi è rimasto colpito dalla parole di Rifkin anche perché “prima di incontrarlo di persona – ha detto il presidente del consiglio – l’ho incontrato nei suoi libri”.
Renzi crede nel digitale tanto che ha detto: “Dobbiamo smettere di pensare che la tecnologia sia roba da smanettoni, non è solo per un piccolo gruppo di addetti ai lavori, ma è il segmento che sta offrendo il maggior numero di nuovi posti di lavoro in Italia e in Europa” non solo, è la base su cui costruire una vera unità europea: “Non si può parlare di un mercato comune, se prima non c’è un mercato digitale unico in Europa”.

Matteo Renzi: vogliamo innovare per anni, non per mesi

Questi sei mesi che vedono l’Italia alla presidenza d’Europa sono importanti, ma bisogna guardare oltre: “L’Italia guiderà l’Europa per sei mesi e francamente non è che questo sia poi un così grande vantaggio competitivo, noi vogliamo innovare per anni non per mesi”.
C’era davvero un’aria nuova nei saloni dell’Arsenale di Venezia e l’Italia ha fatto una bella figura portando l’agenda digitale al centro della discussione Europea… a parte le indecisioni con l’inglese di Renzi che nella foga di comunicare e convincere ha bisticciato con lingua anglosassone: “process blocked” per dire processi giudiziari bloccati. Neanche i suggeritori gli hanno dato una mano: ha chiesto in italiano “come si dice brevetto in inglese?” e qualcuno gli deve aver suggerito “license”, che lui ha ripetuto.
Deve essere comunque stato convincente perché George Ming Zhao, presidente del colosso cinese Huawei, alla fine dell’incontro ha detto: “Abbiamo sentito il forte commitment dell’Italia e dell’Europa sulle tematiche digitali e questo ci spinge ad investire di più in Europa e in Italia, dove abbiamo trovato straordinari talenti”.
Dalle grandi multinazionali presenti è arrivato soprattutto un messaggio: fare e fare subito.
La migliore sintesi è quella di Henry Van Dornmalen di IBM “Now, How, Wow”.

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Matteo Renzi chiude con una frase che rimane impressa: “L’Italia deve cambiare faccia, anzi interfaccia”.


Matteo Renzi: “La tecnologia non è roba da smanettoni, ma una grande opportunità” - Ultima modifica: 2014-07-08T23:20:04+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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