IBM Cloud: scatta l’ora della digital [re]invention

Cloud, intelligenza artificiale, IoT, Blockchain e un garage per l’innovazione, IBM racconta con Alessandroo La Volpe il suo nuovo metodo per reinventare il business

Oggi IBM è leader nell’innovazione al servizio di imprese e istituzioni in tutto il mondo a cui offre piattaforme tecnologiche, servizi di business e infrastrutturali e soluzioni software per abilitare la trasformazione digitale dei modelli di business. Questa capacità di offrire servizi e soluzioni ad alto valore passa attraverso importanti investimenti in ricerca e acquisizioni e continua attenzione verso lo sviluppo di competenze, a livello globale e locale.

Mettere il cliente al centro e saper ascoltare le sue esigenze permette all’azienda di fornire soluzioni mirate volte a semplificare la gestione di business e tecnologie che sono sempre più complessi, correlati e in continua evoluzione. IBM è in grado di guidare l’innovazione esponenziale delle imprese basata sul cloud e capace di integrare competenze e tecnologie ad alto valore, come Blockchain, Intelligenza Artificiale (AI), IoT e Automazione, ne abbiamo parlato con Alessandro La Volpe, Vice President IBM Cloud & Cognitive
Software per l’Italia.

Alessandro La Volpe, Vice President IBM Cloud & Cognitive Software di IBM Italia

Alessandro La Volpe, Vice President IBM Cloud & Cognitive Software di IBM Italia

IBM Cloud e trasformazione digitale

Il Cloud di IBM è alla base della trasformazione digitale delle aziende?

In questi ultimi anni si è parlato di cloud soprattutto focalizzando aspetti quali la riduzione dei costi, l’aumento della produttività e la
possibilità di sperimentare in modo agile e veloce progetti innovativi.
Oggi siamo entrati in una nuova fase, quella della digital reinvention, dove le aziende devono affrontare una nuova sfida, più complessa e
strategica per il business: gestire la loro intera infrastruttura IT distribuita tra on e off premise e tra diversi cloud, privati e pubblici, in modo semplice, coerente, sicuro e integrato. Le aziende devono rispondere rapidamente alle richieste del mercato e differenziarsi attraverso la tecnologia, creando una cultura basata sulla collaborazione. L’open source è lo standard de facto che rende possibile l’integrazione tra ambienti ibridi e multi-cloud, grazie alla standardizzazione di formati e protocolli per portare dati e applicazioni in ambienti diversi; trasferire i
concetti open source in ambito cloud abilita l’avvio di una innovazione digitale che prima era inimmaginabile, dove la capacità discriminante
diventa quella di gestire l’orchestrazione di ambienti multi-cloud e ibridi in sicurezza.
Non dimentichiamo inoltre la capacità di gestire in modo semplice, coerente e sicuro un volume di dati sempre crescente, disomogeneo e
distribuito. Il tutto salvaguardando investimenti e professionalità già presenti nelle aziende che le soluzioni IBM valorizzano, permettendo una
transizione veloce, ma morbida, verso il digitale.

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Questa è la strategia di IBM. E l’acquisizione di Red Hat rafforza ulteriormente IBM come leader nel cloud ibrido per le imprese. Le due aziende
collaborano da oltre 20 anni grazie a una unica visione: fornire alle aziende libertà di scelta per realizzare una infrastruttura IT flessibile, “aperta”, sicura e in grado di consentire lo spostamento dei carichi di lavoro applicativi sul cloud, privato, pubblico o scaturito da una combinazione di entrambi.

L’evoluzione dei data center

L’orchestrazione di ambienti ibridi, la gestione del multicloud, la capacità di ricercare la trasformazione digitale, sono questi gli elementi di
una evoluzione dei Data Center?

IBM da sempre investe in un footprint globale di data center per la gestione dei servizi infrastrutturali dei propri clienti di tutto il mondo, con una strategia che unisce il potenziale di una scala globale con le specificità locali richieste da normative e regolamenti di settore. Questa strategia è stata alla base anche della realizzazione della rete globale di data center IBM Cloud, oltre 60 nel mondo di cui uno presente in Italia e realizzato nell’area milanese nel 2015 con un investimento di oltre 50 milioni di euro. Con i data center di IBM Cloud le aziende hanno la possibilità di scegliere tra cloud pubblico, dedicato e privato, disponibili in modalità “pay per use” con il traffico sulla rete privata “un-metered”, ossia senza costi associati.

Questo permette alle aziende di scegliere il data center di IBM in base alle esigenze di latenza e normative specifiche di ogni nazione, forti anche delle molteplici certificazioni ottenute nel mondo.
IBM Cloud è dotato inoltre di intrinseche caratteristiche di resilienza, che permettono ai clienti che scelgono la piattaforma cloud di IBM (PaaS e SaaS) di raggiungere livelli di servizio oltre al 99,9%. Se poi si opta per il modello infrastrutturale (IaaS), sono disponibili una serie di servizi e tecnologie per creare soluzioni idonee a svolgere funzioni anche vitali per le aziende che necessitano di Disaster Recovery e salvataggi dei dati con disponibilità vicina al 100%. Attraverso il portale IBM Cloud è possibile attivare in modo semplice e omogeneo tutti i servizi disponibili, IaaS, PaaS e SaaS, dall’Object Storage al DB2 on Cloud a Blockchain e Watson AI. Per andare un po’ più nei dettagli, nei cloud data center di IBM molte funzionalità critiche, gestionali e operative, sono realizzate a livello
software (Software Defined Data Center); questo permette l’orchestrazione tra le risorse fisiche e IT per la gestione ottimale di un sistema multi-sito, virtuale e dinamico. Il data center è dunque una risorsa di business che promuove valore e innovazione per l’intera organizzazione. Ma esistono anche altre aree che oggi sono propulsori di innovazione e collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema. Uno di questi è il nuovo luogo dell’innovazione tecnologica per Milano, l’IBM Studios di Piazza Gae Aulenti, inaugurato lo scorso giugno, sede dell’IBM Garage, dell’IBM Client Center e dell’IBM Strategy & Design Lab.

IBM Garage

Cos’è dunque l’IBM Garage?

Iniziando questo secondo capitolo della reinvenzione digitale, IBM Italia punta molto sull’IBM Garage di Milano per aiutare le aziende a portare avanti progetti di innovazione e trasformazione alla velocità di una start-up e con le caratteristiche necessarie a un’impresa. È infatti l’ultimo nato di un’ampia rete globale di ambienti collaborativi, fisici e digitali, in cui seguendo il metodo della co-creazione si accompagnano le aziende dalla fase di generazione delle idee fino all’adozione su scala aziendale della soluzione sviluppata.

Nell’IBM Garage le aziende di ogni settore e dimensione lavorano a stretto contatto con IBM e altri partner dell’ecosistema, attingendo a un team di esperti in ricerca, strategia, processi, applicazioni, infrastrutture e tecnologie per sviluppare nuove idee, dimostrarne il business case e l’adozione attraverso un Minimum Viable Product (MVP), per poi farlo diventare una soluzione a tutti gli effetti, da adottare nelle operazioni e nei flussi di lavoro quotidiani per produrre risultati di business.

Fondamentale per questo ambiente collaborativo è l’implementazione di pratiche agili e l’eliminazione dei tradizionali silos, per incoraggiare i partecipanti ad imparare attraverso il fare, anche commettendo errori, ma cercando di intervenire rapidamente con le correzioni. Nell’IBM Garage chiunque può entrare con un’idea o un’esigenza aziendale da indirizzare e fruire delle tecnologie e competenze più avanzate del momento – tra cui l’AI, l’automazione, la blockchain e l’IoT – tutte basate sul cloud. L’obiettivo potrebbe essere semplice, come lo sviluppo di un prototipo da testare, o più strategico, come la definizione di un percorso di evoluzione personalizzato verso il cloud – privato, ibrido o multi – progettato per fasi, da realizzare gradualmente con il supporto degli esperti di IBM.

Con le più avanzate competenze, la tecnologia applicata e nuovi modi di lavorare, l’IBM Garage aiuta le aziende a innovare e a guidare il cambiamento alla velocità delle start-up e con la scalabilità richiesta dalle imprese. Negli ultimi 18 mesi, più di 500 aziende nel mondo hanno adottato questa nuova metodologia per avviare progetti di trasformazione digitale basati su dati e AI e sostenuti da infrastrutture cloud ibride.

L’intelligenza artificiale

Tecnologia a disposizione delle persone, quindi, ma in questo contesto come si sposano concetti di Automazione e Intelligenza Artificiale?

IBM offre soluzioni integrate, sicure, basate su tecnologie di AI e automazione per fornire un maggior controllo delle operazioni e delle prestazioni delle applicazioni, ottimizzando al tempo stesso gli investimenti negli ambienti multicloud ibridi. Farsi aiutare da IBM, così da realizzare un’architettura cloud agile per l’azienda, può essere la chiave di volta. Non c’è un concetto di sostituzione, ma di aiuto, di supporto, in un percorso evolutivo che vede sempre al centro la persona, nel rispetto dell’etica.

IBM Garage rappresenta proprio questo: una metodologia end-to-end che integra le best practice di settore con la profonda esperienza di IBM nelle tecnologie esponenziali, quali AI, automazione, blockchain, IoT e 5G. Le aziende non devono saper progettare un computer quantistico o essere esperti nella gestione dei big data, a questo ci può pensare IBM, da sempre leader al mondo per brevetti, aperta all’open innovation e al centro di un ecosistema globale di innovazione grazie anche a numerose partnership con rilevanti player di settore. Le imprese devono invece dedicarsi alla identificazione delle esigenze di business prioritarie per indirizzarle con lo sviluppo di progetti innovativi, pensati grazie a metodologie collaborative come l’Enterprise Design Thinking e sviluppati con le soluzioni cloud e cognitive di IBM.

I Data Center IBM di prossima generazione

Oltre 50 peta byte di dati storage; più di 21 mila server; 16.800 immagini virtuali; 80.000 LAN ports e oltre 600.000 MIPS: questi sono i volumi gestiti dai data center IBM del campus dell’area milanese. Il Campus è parte integrante della strategia internazionale di IBM e una delle prime realizzazioni in Europa. Di esso fa parte il data center IBM Cloud, inaugurato nel 2015 e costruito grazie ad un investimento di oltre 50 milioni di euro. È costituito da 4 Data Center fisici di cui uno di Disaster Recovery, tutti connessi ad alta velocità con elevato livello di sicurezza, automazione e standardizzazione, ridondati e studiati per essere gestiti come un unico Data Center logico, per garantire continuità operativa. La valorizzazione dei Data Center è un punto fondamentale della strategia IBM nell’ambito del cloud computing. Il data center tradizionale non è più adeguato per gestire i carichi di lavoro odierni; è necessario pensare un’infrastruttura più dinamica, capace di combinare risorse tradizionali e ambienti software defined che fanno leva su automazione, orchestrazione e Intelligenza Aumentata per far fronte alle esigenze della rete cloud globale e della digital re-invention delle aziende.

Alessandro La Volpe, Vice President IBM Cloud & Cognitive Software di IBM Italia


IBM Cloud: scatta l’ora della digital [re]invention - Ultima modifica: 2019-09-01T07:19:44+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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