Telecom Italia TIM crolla in Borsa, previsioni 2019 sotto le aspettative

Forte ribasso del titolo Telecom Italia dopo la correzione del bilancio preliminare e le stime 2019 rivelate dalla nuova gestione

Forte ribasso del titolo Telecom Italia / TIM dopo la correzione del bilancio preliminare e le stime sul 2019. La nuova gestione di Telecom Italia SpA ha presentato i risultati finanziari. Rivelano un rallentamento sul mercato interno dell’operatore che è destinato a continuare a pesare sugli utili. Le azioni e le obbligazioni dell’azienda sono crollate.

Telecom Italia crollo in borsa TIM

Telecom Italia TIM stime 2019 negative

Il primario operatore di telecomunicazioni ha individuato le cause di queste previsioni negative nella competizione per il calo dell’Ebitda nazionale del 2018 e ha affermato che tale pressione potrebbe influenzare i risultati quest’anno.

Il consiglio di Telecom Italia, controllato da Elliott Management Corp., ha cercato di tracciare una linea con il mandato di Amos Genish da quando è stato estromesso come amministratore delegato a novembre per uno scontro strategico e sostituito con Luigi Gubitosi. Il fondo attivista americano, il secondo azionista più grande dell’operatore, è stato impegnato nella sua battaglia per una radicale revisione dell’azienda con il principale investitore Vivendi SA dallo scorso marzo. Genish era fedele a Vivendi.

L’avvisaglia negativa segue l’ingresso in Italia dello scorso anno dell’operatore low cost francese Iliad SA, che ha introdotto offerte a basso costo, costringendo i concorrenti a rispondere. L’Italia è al centro dell’attenzione di Telecom Italia: il vettore ha ottenuto oltre l’80% dei suoi profitti dal suo mercato interno nei primi nove mesi del 2018.

“Vivendi rimane molto preoccupata per la mancanza di un piano strategico industriale in Telecom Italia e prende atto di una continua caduta del prezzo delle azioni da quando Elliott ha guadagnato la maggioranza sul board”, ha affermato il conglomerato dei media francese in una nota.

Telecom Italia TIM i numeri del 2018

L’operatore telefonico, in un recente comunicato, ha previsto guadagni organici per circa 8,1 miliardi di euro per il 2018, grazie alla resilienza in Brasile. Gli analisti avevano previsto un Ebitda di 8,18 miliardi di euro per il rapporto annuale 2018 previsto per il mese prossimo.

L’indebitamento finanziario netto consolidato rettificato dovrebbe essere di circa 25,2 miliardi di euro, dopo il pagamento di 513 milioni di euro per le licenze.

“Il calo degli obiettivi precedenti e il trend negativo dell’Ebitda non sono una sorpresa. Ma la dimensione della riduzione è maggiore del previsto e la performance del debito è negativa”, hanno scritto in una nota gli analisti di Banca Akros guidati da Andrea de Vita.

Le conseguenze dei risultati finanziari di Telecom Italia

La notizia danneggerà le metriche del credito, comprimendo gli spread obbligazionari e l’ultimo rating investment-grade restante dell’azienda, secondo l’analista senior di Bloomberg Intelligence Aidan Cheslin. La previsione per il 2019 implica un impatto duraturo sui guadagni e sulla leva finanziaria, ha affermato Cheslin.

Le obbligazioni di Telecom Italia hanno perso valore a livello generale, come mostra il grafico di Bloomberg.

Telecom Italia, con sede a Milano, è alle prese con uno dei più pesanti carichi di debito del settore in Europa. Non ha pagato dividendi sulle sue azioni ordinarie dal 2013. Lo stock ha perso circa un terzo del suo valore lo scorso anno.

I risultati finanziari di Telecom Italia il 21 febbraio

Il piano 2019-2021 verrà presentato per l’approvazione del Consiglio di Amministrazione il prossimo 21 febbraio, unitamente ai risultati definitivi del bilancio 2018.

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L’andamento del titolo Telecom Italia in Borsa (Fonte: Bloomberg)


Telecom Italia TIM crolla in Borsa, previsioni 2019 sotto le aspettative - Ultima modifica: 2019-01-22T06:50:24+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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