Chi è Greta Thunberg, la ragazza svedese che vuole salvare il pianeta

La storia di Greta Thunberg, la ragazza svedese che a 16 anni ha fondato un movimento internazionale per la salvaguardia del Pianeta e ha messo in riga i potenti del mondo.

Greta come Greta Thunberg, una ragazza svedese di 16 anni, che tutto il mondo ha imparato a conoscere. Lo scorso agosto, quando stava per iniziare il nuovo anno scolastico, Greta decise che ne aveva abbastanza: quella appena trascorsa era stata l’estate più calda per il suo Paese e lei era stanca.
Era dall’età di 8 anni che le dicevano di spegnere le luci e riciclare la carta per salvare il pianeta, e le era sembrato strano che si potesse fare una cosa così importante con gesti così piccoli.
Greta ammette che, avendo la sindrome di Asperger, per lei le cose sono sempre state bianche o nere. Non ci sono grigi nella sua vita. Infatti, pensa che il cambiamento climatico o si ferma, o non si ferma.

Greta Thunberg

La decisione di Greta

E così Greta decise che ogni venerdì si sarebbe seduta fuori dal Parlamento svedese con un cartello per chiedere ai politici di prendere delle decisioni rispetto alla più grande sfida che abbiano mai dovuto affrontare. Ogni venerdì si porta dietro anche i libri, ma si chiede perché debba studiare se i politici non ascoltano gli scienziati.
Grazie al seguito ottenuto da Greta sui social network è nato un movimento europeo chiamato “Fridays For Future”.
A dicembre 2018 Greta è intervenuta alla sessione plenaria della Cop 24 di Katowice (la conferenza sul clima) davanti ai rappresentanti di 196 governi.
Senza timore ha dichiarato:

“io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza…(Voi) parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino. (…) Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi. (…)
Finché non vi fermerete a focalizzare cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale”.

Greta Thunberg citata da Mattarella

Il Presidente Mattarella l’ha citata recentemente in un discorso e il Presidente della Commissione Europea Juncker le ha fatto il baciamano.
E il 15 marzo gli studenti di tutto il mondo sono scesi in piazza per uno sciopero per il clima, per iniziativa del Fridays For Future e altri gruppi che si riconoscono in questa battaglia.
Le richieste di Greta sono radicali: dimezzare le emissioni di gas serra, “non importa quanto sia scomodo o sconveniente, a costo di cambiare sistema”.
Attenzione però. Greta non può essere solo un simbolo. Chiede di essere ascoltata. La lotta ai cambiamenti climatici non la possono fare solo i giovani. Agli adulti che non sono stati capaci di pensare al futuro i giovani ricordano che ognuno deve fare i propri compiti.
“Are we evil?” chiede Greta nel TED Talk di Stoccolma. Certo possiamo sperare, aggiunge, ma c’è una sola cosa di cui abbiamo ancora più bisogno: più della speranza serve l’azione.
Attenzione quindi a liquidarla come una cosa da ragazzi e come una cosa da ragazzi che stanno bene. E attenzione alla voglia di tenere lontana questa protesta dalla politica. Un conto sono gli interessi elettorali e partitici, un conto un vero e proprio pensiero ecologico.
Emanuele Pinelli su Formiche sostiene che “qualunque partito che oggi si presentasse alle elezioni con il programma di Greta verrebbe preso a sassate. E finché continuerà ad essere così, ogni nostro spargere incenso o stracciarci le vesti per Greta sarà pura ipocrisia. Greta ce la farà quando non sarà più sola. Della sua protesta non dobbiamo raccontare soltanto quello che c’è, ma soprattutto quello che manca”.

Greta Thunberg: in migliaia insieme a lei

Nelle ultime settimane sono alcune decine di migliaia i ragazzi che sono scesi in piazza in tutta Europa per sostenere le tesi di Greta. Erano:

  • 12mila in Belgio il 21 febbraio
  • 8mila a Parigi il 22 febbraio
  • 100mila a Brighton
  • 10mila a L’Aia
  • 15mila a Liegi

Sono soprattutto studenti delle scuole superiori, ma sono in crescita gli universitari.
La protesta dunque nasce dal “basso” in senso anagrafico e, da un punto di vista sociale, culturale e sociologico, rappresenterà una sfida interessante ai tempi della società liquida.
G come Green dunque ma, soprattutto, G come Giovani. 
Per gli adulti la responsabilità sarà anche quella di saper sentire ciò che questi ragazzi stanno dicendo. Perché, sostiene Greta, “non siamo venuti qui per pregare i leader a occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

 

 

 

di Antonella Tagliabue


Chi è Greta Thunberg, la ragazza svedese che vuole salvare il pianeta - Ultima modifica: 2019-03-15T15:13:27+00:00 da antonella.tagliabue

Giornalista, collabora con numerose testate sui temi del non profit e della sostenibilità quali Il Sole 24 Ore, Metro e Digitalic. Managing Director e Senior Advisor di Un-Guru, coordina il team di Un-Guru per i progetti di responsabilità sociale e ambientale di impresa, non profit e di sviluppo sostenibile, ed è responsabile dell'area marketing e comunicazione. Coordinatore e docente del Master per il Non Profit de Il sole 24 Ore, docente per il Master di Marketing e Comunicazione Ambientale di CTS, oltre che per numerose Università

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