Perché Food Advisor con Simone Rugiati è uno dei pochi programmi di cucina che vale la pena guardare

Food Advisor condotto da Simone Rugiati è un programma che riporta la cucina nella sfera intima e possibile, piatti e ristoranti di tutti i giorni, ma mai banali

Food Advisor è uno dei pochi programmi di cucina che vale la pena guardare, innanzitutto perché parla di una cucina possibile, che si può sperimentare ogni giorno, non quella stellata quasi irraggiungibile per prezzi, tempi di prenotazione e ambienti (a volte) eccessivamente formali.

Cos’è Food Advisor

Food Advisor, condotto da Simone Rugiati, è una visita guidata da 4 advisor (4 esperti locali, per ogni città) ai ristoranti più buoni della zona che si cimentano in una sfida su un piatto uguale per tutti. Simone Rugiati si lascia accompagnare nel ristorante individuato come migliore per quel piatto dall’advisor, va in cucina, si fa mostrare ingredienti e ricette, parla del piatto e poi lo assaggia. Lui è il giudice unico, decide la classifica che individua un vincitore; in realtà due: l’advisor vince 500 euro da spendere nel suo locale preferito che si aggiudica anche il prezioso adesivo “Food Advisor” da mettere in vetrina.

Perché guardare Food Advisor

Food Advisor riporta la cucina in una sfera intima, una cucina con prezzi, gusti e location alla portata di tutti, senza mai scadere però nel banale. Riporta la cucina nella sfera a cui per molti di appartiene, allo stare insieme, alla convivialità, alla gioia e anche alla gola. Rientra nel nuovo trend della cucina sui media che va a scoprire proprietari di piccoli ristoranti, figure più delicate, esperti di cucina locale come racconta bene Davide Coppo nella sua analisi su Rivista Studio.
La cucina non è solo esercizio di stile in cui bisogna dimostrare di essere più bravi, di fare le cose più difficili, il triplo salto mortale con la bernese; il cibo è innanzitutto la possibilità di condividere momenti, sapori, tradizioni. I ristoranti scelti sono quelli in cui uno può entrare girando l’angolo di una via, senza doversi vestire per forza con l’abito migliore, i ristornati dei quartieri, dei borghi. Altri programmi mostrano piatti che ben pochi possono assaggiare, mettono in scena una sfilata di Haute Couture, bellissima, ma quasi irraggiungibile; Food Advisor mostra il prêt-à-porter della cucina, il cibo che tutti possono permettersi e apprezzare.
La scelta dei ristornati mette sempre in competizione i difensori della tradizione e gli innovatori. La cosa bella è che, grazie alle spiegazioni veloci, potenti ed energetiche di Simone Rugiati si apprezza il valore sia di chi esegue piatti rispettando i dettami della tradizione, sia di chi cerca di innovarli e reinventarli.

Food Advisor Simone Rugiati

L’amore per tutte le cucine

In Food Advisor non ci sono piatti che volano, o linguaggio duro. Simone Rugiati si avvicina con grande rispetto a tutti i cuochi e gli chef, si vede che ne ammira l’impegno, la forza, la dedizione. Quando poi vengono usati ingredienti a km zero o tecniche per esaltare i sapori nella maniera giusta si esalta anche Simone Rugiati, che tifa per gli chef, non aspetta come un condor che commettano errori per poterli criticare, è dalla loro parte, perché la cucina, anche se è competizione, deve essere prima di ogni cosa condivisione. Come presenta e racconta fa capire quanto lavoro ci sia e quante difficoltà ci sono nel fare un piatto buono e farlo sempre.

Borghi d’Italia senza noia

Un pregio di Food Advisor è che, oltre alla cucina, ci fa scoprire borghi, città e quartieri, ma senza essere didascalico, non è un programma di storia o geografia, ma la storia e la geografia si possono apprezzare in ogni puntata e si scoprono nuovi angoli d’Italia, senza lezioncine, è il territorio che racconta se stesso.

Le ricette di Food Advisor

In ogni puntata Simone Rugiati entra in 4 cucine e si fa spiegare la ricetta del piatto con sufficienti dettagli per riprodurla, o almeno tentare, ma senza la liturgia dei programmi di ricette in cui i passaggi vengono narrati passo dopo passo, adatti (per formato e ritmo) magari più ad essere guardati su Youtube andando avanti e indietro per non perdere il più piccolo dettaglio realizzativo. In Food Advisor la ricetta c’è, viene spiegata, ma senza il format dell’ “how to” che rischia di essere troppo descrittivo per una vera trasmissione Tv.

Simone Rugiati a Food Advisor

Il pregio di Simone Rugiati è una conduzione piena di energia, empatica, sincera e con un tono sempre rispettoso nei confronti di tutti i protagonisti, ma non c’è melassa nei suoi testi, c’è il coinvolgimento e la passione e non mancano le critiche, ma portate sempre con il rispetto per il lavoro altrui.
Le sue armi segrete sono il ritmo sempre vivace e i gesti, racconta sia con le parole, sia con le mani, si può guardare il programma anche in mute e si continua a capire cosa vuole dirci.
Food Advisor ha fatto la scelta di avere un giudice unico ed insindacabile che è appunto Simone Rugiati che decide tutto, scelta per alcuni criticabile, ma di fatto il giudice esterno decide tutto anche in altri programmi, per lo meno si evitano scene poco costruttive di concorrenti che attribuiscono 2 e 3 in pagella nella speranza di avvantaggiarsi nella votazione finale, cosa che puntualmente non avviene, perché il giudice usa con cognizione di causa il potere dei suoi voti per ristabilire una certa giustizia nella classifica. Per cui ben venga il giudice unico in questo caso, la responsabilità è sua, in toto, e si vede.

Il ruolo dei Food Advisor

Nel programma i Food Advisor, le persone che fanno scoprire a Simone Rugiati i ristoranti in competizione aggiungono qualcosa in più, che non potrebbe emergere solo dall’assaggio dei piatti, aggiungono la loro storia il perché amano quel posto e danno più profondità alla narrazione del ristorante, della ricetta e del territorio. Interessante anche scoprire il legame, più o meno intenso, che li lega al ristoratore.

La riprese di Food Advisor

Anche se non si vede, alcune riprese sono effettuate con i droni ed un bene che ciò non si noti. Il drone è ormai uno strumento pe esprimersi conta quello che mostra, non che sia una ripresa fatta da un drone, è un dispositivo per raccontare non più solo un ritrovato (per quanto esaltante) della tecnica. Qui le tecnologie di ripresa sono al servizio del racconto, non sono lì tanto per essere messa in mostra. Poi merita una citazione lo stilema più iconico del programma, ovvero lo slow-motion sul boccone mangiato da Simone Rugiati e dal Food Advisor. La ripresa è così ravvicinata alla bocca che poteva esserci il rischio di cadere nell’anatomia del cavo orale, ma non succede, le riprese trasmettono sempre il piacere di addentare del buon cibo.

Food Advisor è un programma trasmesso da Food Network (gruppo Discovery Italia), martedì alle 21.

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Per i lecchesi, la preparazione del lavarello non ha davvero segreti! #FoodAdvisor torna martedì alle 22:00 con un nuovo episodio!

Posted by Food Network Italia on Wednesday, January 15, 2020


Perché Food Advisor con Simone Rugiati è uno dei pochi programmi di cucina che vale la pena guardare - Ultima modifica: 2020-01-27T08:19:19+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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