Ci sono le bellurie, le vestitiadi, unicorni e maxi-mini pony: Tegamini.it non è un sito, è un mondo, con la sua cosmogonia, il suo linguaggio, le sue leggi della fisica. È un po’ come entrare nel paese delle meraviglie, con i suoi strani personaggi con un linguaggio diverso da quello che si usa normalmente, solo che chi ha inventato questo mondo parallelo non si chiama alice, ma Francesca Crescentini.

Tegamini, ovvero il mondo di Francesca Crescentini

Tegamini.it è un blog certo, ma soprattutto è un microcosmo in cui tutto è originale, ma perfettamente coerente. Ogni cosa ha il suo nome speciale: Condividi diventa “dillo in giro”; la cronologia è “i secoli dei secoli”; i commenti nel mondo di Tegamini diventano “perché in piazza si chiacchiera”. Nel sito si trovano recensioni di film, libri, dai classici a titoli improbabili; vari tipi di animali, piccoli saggi come “Fenomenologia del treno: la gente non si sa sedere” (imperdibile ndr). È un sito che fa sorridere di gusto e lei abbiamo chiesto di raccontarci il suo pianeta. 

Tegamini - Francesca Crescentini

Tegamini: “Certe volte pensi di essere un ninja, ma poi capisci che è solo un autoscatto imbarazzante. A mia discolpa, dirò che ne ho solo una, di foto così” (Francesca Crescentini)

Cosa sognava di diventare da ragazzina Francesca Crescentini / Tegamini?

Francesca Crescentini: Da piccola volevo fare la paleontologa. Credo per dare un senso alle braccine piccine piccine del tirannosauro. Non me le spiegavo. Mi ricordo che avevo tantissimi scheletri di dinosauro, quelli che dovevi costruire osso per osso. E tutti erano stabili e sensati, tranne lo pterodattilo, che continuava a cadere a pezzi. Ero così convinta di voler fare la paleontologa che per un compleanno, quand’ero alle elementari, mi regalarono un fossile di trilobite… e cercavo di vantarmene con i miei compagni di classe, ma nessuno lo sapeva che cavolo era un trilobite. Poi è sopraggiunta la fase astronauta, che mio padre incoraggiò molto. Sono stata credo l’unica bambina di otto anni a chiedere l’autografo a Margherita Hack dopo una conferenza. Io c’ero andata perché pensavo che le nebulose fossero carine, mica per le storie di fisica teorica… Comunque. Avevo mille eroi cinematografici, ma la mia preferita era senza dubbio Ripley.

Ammiravo molto lei e la dottoressa Sattler di Jurassic Park, quella che mette un braccio intero in una montagna di cacca di triceratopo, tanto per tornare ai dinosauri. Non ci sono riuscita a realizzare questo sogno, ma sto cercando di capire se ci siano vacanze per paleontologi dilettanti. Tipo, due settimane a picconare nel deserto dei Gobi, con le tempeste di sabbia e gli scorpioni mannari che ti strisciano addosso mentre dormi.

La storia di Tegamini, la vita di Francesca Crescentini

Che cos’è esattamente Tegamini? Perché indubbiamente è un sito diverso da qualunque altro…

Francesca Crescentini: Tegamini è un pasticcio di cose che mi interessano e di cose che mi fanno felice. Ci sono gli animali incompresi, i libri che meglio di tutti mi hanno fatto compagnia, viaggi, film, pantofole a forma di unicorno, inettitudine domestica, disavventure e giochi con le parole… insomma, sana frivolezza, molta curiosità e, si spera, spasso e saltelli. Non ho idea del perché, ma pare che funzioni.

È nato nel 2011 ed ha avuto successo, oltre al numero di fan è la qualità dei fan che è alta. Perché Tegamini “piace alla gente che piace”?

Francesca Crescentini: Ma io non lo so, non lo so. Arrivo a casa, mi siedo lì e racconto che cosa mi è successo o l’ultima meraviglia che ho scoperto. E piano piano si cresce. Anzi, adesso prendo “piace alla gente che piace” e lo metto nell’header al posto di “meglio dei video coi gatti”.

Tegamini è un sito che sorride, c’è stupore allegria, non è comune… (non è un domanda ma  volevamo dirtelo)

Francesca Crescentini: Sono sempre in difficoltà quando mi chiedono che cos’è Tegamini. Perché sono tutti super specializzati. C’è il blog della mamma vegana che posta ricette per bambini celiaci dai 5 ai 12 anni. C’è il blog dell’allevatore di bulldog francesi che smercia cuccioli solo e soltanto alle giornaliste di moda che vanno in giro senza calze a gennaio, nella neve. C’è il blog degli hater dei bulldog francesi, con rari episodi di disprezzo per i bassotti col cappottino. Io parlo di alpaca e di supereroi, è un disastro!

Il successo di Tegamini

Quando ha capito che il sito aveva avuto successo?

Francesca Crescentini: C’è l’allegro grafico delle visite con le colonnette che diventano un po’ più alte ogni giorno. Poi arrivano le mail di rimprovero della gente che fa brutte figure perché legge Tegamini in ufficio e ride troppo forte, le cose girano sui social, cominci a collaborare con altri siti, generosi BREND ti mandano delle cose. La svolta vera, però, è arrivata un giorno che dormivo in treno e mi hanno tirato un bigliettino con scritto “radiosveglie blasfeme”, celebre chiave di ricerca di cui mi sono vantata in lungo e in largo lo scorso anno.

Qual è stato il post che ha avuto più successo su Tegamini? E perché ?

Francesca Crescentini: Il post più visto è “Biscotti sul divano”. Niente, ho comprato due cuscini a forma di Oro Saiwa da un’oscura artigiana polacca scovata su Etsy e ho annunciato al mondo che erano arrivati. Euforia e tripudio! Il post più amato in assoluto, però, è stato “Avengers: guida ragionata al fangirling”… credo sia per l’entusiasmo. Certe volte è contagioso.

Tegamini e i media

Qual è il tuo social network preferito?

Francesca Crescentini: Twitter. Ha prodotto cari amici – anche a livello tridimensionale – ed è una validissima fonte di intrattenimento, chiacchiere e informazione.

A proposito di linguaggio il suo è molto raffinato, mescola parole antiche e neologismi. Nasce a tavolino, arriva naturale, parla sempre così?

Francesca Crescentini: Quando parlo dico molte più parolacce. Per il resto, somiglio abbastanza a come scrivo. Sono troppo pigra per inventarmi una metamorfosi lessicale su larga scala.

Lavora in una casa editrice e stupisce con un sito Web. Ma la carta e Internet sono nemici?

Francesca Crescentini: La carta, internet, gli eBook… sono dei supporti. Servono a distribuire storie e informazioni e a farle arrivare al lettore. Mi viene sempre un po’ da ridere quando sento “l’eBook? Per carità, vuoi mettere il profumo della carta?”. Ecco, il profumo della carta ce l’ha anche una risma di A4 per la stampante, ma non è che ci sia dentro poi tutta questa magia. È il contenuto che conta, insieme a tutto il lavoro di selezione, editing, traduzione e compagnia che ci sta dietro. Quello che la connettività e il digitale ci offrono sono nuove opportunità per raccontare e rapportarci agli altri. La vera sfida è avere qualcosa da raccontare e farlo arrivare a destinazione.

 

Leggi l’intervista completa sul Flip di Digitalic

 

 

 

 

 

 

 

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