Martina Ferracane è giovanissima, ha solo 28 anni, ed è già stata inserita dalla rivista statunitense Forbes nella classifica delle 300 promettenti e influenti under 30 nel campo medico europeo e nelle Digiwomen 2018 di Digitalic. L’intervista a Martina Ferracane

di Ilaria Galateria

Martina Ferracane, siciliana di Marsala ma cittadina del mondo, negli ultimi otto anni ha promosso una trasformazione digitale intelligente e democratica. “In realtà – ci dice Martina che da qualche mese vive a Firenze dove sta ultimando il dottorato all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole – certi riconoscimenti li considero un’opportunità piuttosto che una gratificazione, per andare avanti e sostenere un cambiamento positivo nell’ambito del digitale, dell’innovazione e della politica”.

Laureata in Economia alla Sapienza Roma, un Erasmus a Stoccolma dove è nata la sua passione per la politica pubblica e un master in Business in Spagna. Il suo primo lavoro in Tailandia alle Nazioni Unite, poi a Bruxelles alla Commissione Europea e, infine, un periodo in Brasile nel volontariato digitale dove ha scoperto la stampa 3D. E poi, ancora, una parentesi in Belgio, in Germania con un dottorato di ricerca ad Amburgo e un anno in America prima di tornare di nuovo ad Amburgo.Tre anni fa ha fondato Fab Lab Western Sicily e due anni fa, insieme al medico dentista Giuseppe Cicero, la Start Up Oral 3D.

La storia di Martina Ferracane

Da questi numerosi spostamenti, cosa ha appreso dal punto di vista lavorativo?

Martina Ferracane: Vivere in tanti Paesi diversi mi ha aiutata tantissimo perché mi ha permesso di vedere e di confrontare le diverse prospettive sul digitale. Inoltre, mi ha consentito di avere una visione globale del settore, che è molto utile nel mio lavoro di consulente di politiche digitali di alcuni Governi.

È stato utile per le sue startup?

Martina Ferracane: Sicuramente, in quanto ho potuto catturare il meglio da ogni Paese in cui ho vissuto e utilizzarlo poi nel modo più efficace. Oral 3D, ad esempio, è nata come una realtà globale perché sin dal primo giorno abbiamo avuto una immediata dimensione internazionale e una conseguente crescente attenzione in tutto il mondo, dalla Corea agli Stati Uniti, dal Giappone all’Europa.

Di cosa si tratta?

Martina Ferracane: È una startup che permette ai dentisti di creare in meno di un’ora modelli stampati in 3D della bocca del paziente, rendendo così più semplice la chirurgia e la comunicazione. L’idea è del dentista di origini siciliane Giuseppe Cicero, io ho lavorato al progetto e inserito due amici ingegneri che hanno creato il prodotto.

Martina Ferracane e la startup

La nuova frontiera della medicina dentale è il digitale?

Martina Ferracane: Direi di sì. C’è in atto una vera e propria trasformazione. Già vari settori sono stati “stravolti” dal digitale. La medicina dentale era ancora indietro.

Negli ultimi anni, però, alcune innovazioni tecnologiche stanno trasformando il mondo della odontoiatria e dei dentisti fornendo un grande aiuto a migliorare il lavoro e offrendo ai pazienti prospettive interessanti in termini di rapidità d’intervento, alta precisione, sicurezza e personalizzazione delle cure oltre a una consistente riduzione dei costi.

Che riscontro ha avuto la vostra startup?

Martina Ferracane: Siamo agli inizi della commercializzazione del prodotto. Il riscontro è stato positivo sia da parte dei clienti dentisti che delle Università: viene apprezzato il fatto che abbiamo reso semplice e intuitivo qualcosa che tecnicamente è difficile.

Il nostro obiettivo è democratizzare la stampante 3D per i dentisti. A marzo metteremo sul mercato le nostre stampanti anche se già oltre cento persone utilizzano il nostro software come backup.Tre anni fa ha creato la Fab Lab Western Sicily con lo scopo di portare in Sicilia le innovazioni che ha scoperto in giro per il mondo, per cambiare il futuro di tanti ragazzi.

In cosa consiste?

Martina Ferracane: L’ idea è nata in Brasile quando, come volontaria, sono andata in alcune scuole a spiegare la stampa 3D. Mi sono subito resa conto che anche la mia terra, la Sicilia, sarebbe stata il luogo in cui c’era una grande necessità di tutto questo. Così ho deciso di fondare questa associazione no profit per creare, attraverso la fabbricazione digitale, un ponte tra gli studenti siciliani e le imprese locali. In Sicilia siamo ancora molto indietro in questo settore.

Che difficoltà ha incontrato?

Martina Ferracane: All’inizio non è stato semplice, poi piano piano tanti ragazzi si sono interessati a questo progetto. Adesso è una bella realtà: divulghiamo nelle scuole tutto ciò che riguarda il digitale, intelligenza artificiale, corsi di project management o di leadership. È importante aprire le porte ai giovani e far vedere loro cosa c’è fuori dalla Sicilia.

 

Martina Ferracane e il futuro

Le donne nel suo settore sono una minoranza. Ancora c’è tanta strada da fare?

Martina Ferracane: Sono stata fortunata perché ho iniziato a lavorare all’estero e nel nord Europa dove questo gap non esiste e i contesti sono molto orizzontali. Io non mi sono mai sentita un passo indietro ai colleghi, sia dal punto di vista di genere che di esperienza. E questo mi ha responsabilizzato e fortificato. Nel nostro Paese purtroppo c’è una mancanza di fiducia nei giovani e inoltre noi donne, per vari motivi, tendiamo sempre a sottovalutare le nostre capacità. Bisognerebbe fare investimenti seri per migliorare le cose.

Ha affermato: “Credo che da piccoli gesti possano nascere grandi cose”. Quali progetti ha in cantiere?

Martina Ferracane: Col tempo vorrei ridurre gli impegni in alcuni ambiti per potermi dedicare completamente ai giovani che non hanno le competenze e i mezzi per conoscere ed entrare nel digitale. La mia idea è di formare creatori digitali per produrre innovazioni tecnologiche iniziando proprio dall’età scolare.

Il mio futuro invece lo vedo in politica, la mia grande passione, una vera vocazione. Non in prima linea, ma a fianco, per promuovere una divulgazione intelligente ed efficace di digitalizzazione del Paese e ridurre o eliminare l’impatto negativo che a volte la stessa può generare.

Martina Ferracane

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