I dati dicono che l’ICT fa segnare un -4,4% fa segnare, ma se pensante che il digitale sia in crisi vi sbagliate. Ci sono segmenti esplosivi sui quali si può lavorare per fare il modo che la tecnologia possa far ripartire il paese.
Nel convegno Assinform di Firenze si respirava un’aria nuova anche perché i luoghi in cui si lavora influenzano le idee e le azioni e non c’è probabilmente niente di meglio del Salone dei 500 a Palazzo Vecchio per parlare di innovazione, è lì  che si è svolto il convegno per la presentazione del 45° rapporto Assinform del 2014.


di Cecilia Cantadore e Francesco Marino

“Non facciamo i ganzi, tutto questo lo abbiamo avuto in regalo, ora dobbiamo dimostrare di meritarlo, così Cristina Giachi, vicesindaca di Firenze ha spronato le 400 persone presenti all’Executive Board di Assinform che ha presentato il 45° Rapporto Assinform 2014.
È stato il convegno Assinform più vitale da molto tempo a questa parte, c’era un’aria diversa, un impegno, un voglia non solo di parlare ma di fare concretamente, di cercare la strada migliore per fare in modo che la tecnologia possa aiutare il paese a ripartire.
Il luogo in cui si è svolto è uno dei più belli del mondo: il Salone dei 500 a Palazzo Vecchio. Una location che toglie il fiato per la maestosità. E se è vero che il luogo in cui si lavora influenza le scelte e le idee, il Salone deve aver avuto un influenza molto positiva.
Una grande partecipazione con 400 persone in sala e un impatto molto significativo sui social. Con l’hashtag #Assinform500 sono stati fatti più di 800 tweet con un reach di 102.000 persone. I contenuti hanno coinvolto tutti grazie alla presenza di speaker di altissimo livello come Alessandra Poggiani (Direttore generale Agenzia Digitale per l’Italia) Alfonso Fuggetta (AD di Cefriel), Giancarlo Capitani (AD di NetConsulting) e i leader di tutte le più grandi aziende di tecnologia.
Tutta l’organizzazione è stata curata in maniera impeccabile Idea Point, la divisione del gruppo Computer Gross specializzata nel marketing, che è riuscita anche ad avere accesso a questo luogo così prestigioso.

Il nuovo sguardo positivo sul futuro si è visto subito alla lettura dei primi dati. Nonostante il 2013 si chiuda con un segno negativo (-4,4% 2013/12), il dato letto nel suo complesso può essere fuorviante, secondo Assinform, e non rispecchia la domanda effettiva. Lasciando da parte il numero d’insieme, “se si ragiona per singoli comparti – ha spiegato Giancarlo Capitami – emergono settori in fortissima crescita. I più significativi sono cloud + 32%, e-commerce + 18%, Internet of Things +12%”.



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“Il Rapporto Assinform esiste dal 1969, è impregnato di storia e competenza nell’analizzare i dati e sviluppare strategie. Questa 45esima edizione segna nuovo modo di guardare il mercato italiano. Ragioniamo sui nostri numeri e pensiamo a come guidare il processo di digitalizzazione del paese” dice Agostino Santoni, presidente Assinform. “Si registrano trend molto positivi nei comparti digitali, andamenti negativi delle componenti più tradizionali nel mondo dell’Ict. Non possiamo più leggere il mercato in modo aggregato ma dobbiamo considerarlo come un insieme di episodi differenti dentro cui sta la capacità, più o meno innovativa, di appropriarsi delle nuove tecnologie e delle opportunità che offrono”. Il mercato di informatica, telecomunicazioni e contenuti multimediali fa intravedere quindi segni di ripresa per il 2014, tanto che si stima un’inversione di tendenza e le previsioni portano a un +0,6% finale. Bisogna aspettare il secondo semestre dell’anno per confermare o meno questo dato.
La giornata è stata occasione per discutere su tecnologie e servizi che possono abilitare la trasformazione del paese. A oggi emerge una frattura tra aziende che innovano e quelle che non hanno ancora percepito come sia l’intensità dell’innovazione a guidare il mercato. In particolare, sono penalizzate le realtà ancora restie a implementare e utilizzare le nuove tecnologie. “Stiamo vivendo il periodo di più grande trasformazione della nostra industria, tutti i business sono coinvolti. Solo il 20% delle aziende hanno digitalizzato il modello di business. L’hanno fatto i player dell’entertainment e del mondo bancario, solo in parte la pubblica amministrazione, non ancora l’industria alimentare e il mondo manifatturiero, ad esempio, che in Italia sono molto importanti” continua Santoni.
Il rapporto Assinform mette in luce delle positività che dipingono però un’Italia digitale che non ci si aspetta, che non usa i device solo per chattare ma ne fa già un uso intelligente interagendo con aziende e pubbliche amministrazioni che cominciano ad aprirsi. Il primo fattore di positività e che, nonostante la crisi abbia fatto cadere il potere d acquisto, c’è stato un processo di digitalizzazione dal basso. Tanti cittadini, dipendenti, professionisti, imprenditori e accademici sono innovativi nella vita privata ma diventano “analogici” quando entrano in ufficio, al lavoro, salgono in cattedra. La realtà italiana dà conto di un certo dinamismo spontaneo.

I trend in crescita

Sono 13 le linee di prodotti, servizi e software che stanno crescendo a ritmi esponenziali. In cima alla classifica ci sono tablet e smartphone, che cambiano il modo con cui i cittadini interagiscono. Al di là dei device, gli agenti fondamentali della trasformazione sono trend tecnologici importanti.
Il primo è il Cloud computing, che nel 2013 è letteralmente esploso, ha registrato 750 milioni di euro di fatturato e una crescita del 32%. Questo dato non va interpretato solo in termini quantitativi, ma sottende una profonda trasformazione nel modello economico di tante imprese, facendo evolvere le competenze richieste, il modo di erogare servizi e di utilizzare l’infrastruttura.
L’altra parola chiave è Big Data: i dati sono il nuovo petrolio, chi saprà utilizzare al meglio le informazioni a disposizione avrà una carta vincente.

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In crescita anche l’e-commerce: gli e-shopper stanno aumentando e non sono più solo i giovani. Anche il mobile commerce sta prendendo piede, inizia a esserci un’integrazione tra il consumatore digitale interattivo e le aziende che combinano il tradizionale negozio fisico con la vendita virtuale multicanale.
Infine l’Internet delle cose è un mercato nascente di circa un miliardo e mezzo di euro come valore assoluto. Cresce per nicchie, per ambiti verticali, che piano piano si integrano tra loro all’interno di contesti complessi come le Smart City.
“Queste tecnologie sono fondamentali per la digitalizzazione del paese. Abbiamo identificato due parole chiave, “competenze” e “collaborazione”, da utilizzare al nostro interno e nei rapporti all’esterno, soprattutto verso le istituzioni e in dialogo costante con il governo per creare l’Italia digitale”, conclude Santoni.

Scarica qui la presentazione completa del 45° Rapporto

Guarda qui il Social racconto di #Assinform500: tutto quello che è successo attraverso i tweet di chi c’era

L’ICT fa -4,4% (ma non è in crisi). I dati del 45° Rapporto Assinform ultima modifica: 2014-08-01T08:00:33+00:00 da Francesco Marino
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