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Facebook: tra crisi e attacchi, un 2021 da dimenticare

Non è stato un anno affatto facile per Facebook. Il social, e in generale tutto l’ecosistema che ruota attorno a esso, ha subito una serie di attacchi che hanno generato una crisi senza precedenti. Una crisi talmente profonda da aver spinto, di recente, Mark Zuckerberg ad annunciare il cambio di nome della compagnia – ora diventata Meta – e il progetto metaverso.

La crisi di Facebook: l'”attacco” a Instagram

Fra le varie polemiche che si sono scatenate su Facebook e sugli altri social che fanno parte dell’azienda di Zuckerberg, quelle più aspre sono state probabilmente dedicate a Instagram. Qualche settimana fa, la stampa statunitense ha parlato di alcuni report interni di Facebook che avrebbero messo in luce uno stretto legame tra alcuni problemi manifestati dagli adolescenti e l’uso di Instagram. In sintesi, l’utilizzo di questo social avrebbe provocato, in un’alta percentuale di teenager, disturbi quali depressione, scarsa autostima e problemi ad accettare il proprio corpo. La pubblicazione di tali report interni era seguita alla notizia che Facebook stesse ipotizzando una versione di Instagram fatta apposta per i più piccoli (progetto poi abbandonato, o almeno messo in pausa, come annunciato dal social stesso).

Tutte le polemiche che l’azienda ha subito nel corso del 2021

La polemica sugli effetti dell’uso di Instagram sugli adolescenti non è stato l’unico attacco a Facebook. A più riprese, nel corso di quest’anno, Facebook (ora Meta) ha dovuto subire una serie di critiche che avrebbero messo in evidenza la sua scarsa attenzione verso argomenti sensibili quali la lotta all’incitamento all’odio, la disinformazione, l’arginamento di contenuti offensivi.

La prima polemica era partita già all’inizio di quest’anno, quando il 6 gennaio, negli Stati Uniti, si era scatenata una rivolta che aveva poi portato all’assalto del Campidoglio, con lo scopo di interrompere la procedura per la certificazione della vittoria alle elezioni presidenziali da parte di Joe Biden, avversario di Donald Trump. Quest’ultimo, ex Presidente uscente, si era per l’occasione spinto ad affermazioni infondate sui social, affermando che le elezioni gli fossero state rubate. Proprio attraverso tali affermazioni, Trump avrebbe in qualche modo incitato alcuni suoi sostenitori a protestare e quindi ad assaltare il Campidoglio. Per tale motivo, Facebook – ma anche Twitter, Snapchat e YouTube – ha deciso di sospendere gli account di Trump, con conseguenti polemiche sulla “censura” che il social stesse praticando.

A luglio Facebook inizia ad avere problemi anche con il neo eletto presidente americano, Biden. Quest’ultimo accusa il social di “uccidere persone”, poiché consentirebbe la diffusione di false informazioni sui vaccini contro il Covid-19 attraverso la sua piattaforma. Un’accusa, questa, respinta subito al mittente: Facebook ha infatti chiarito di aver indirizzato oltre due miliardi di utenti verso informazioni affidabili in merito all’emergenza coronavirus e sui vaccini. Biden ha infine fatto marcia indietro, cercando di chiarire meglio la sua posizione.

L’ultimo momento di crisi di Facebook è poi stato scatenato da Frances Haugen, quella che si è rivelata essere l’informatrice che avrebbe copiato migliaia di pagine di documenti prima di dire addio all’azienda. La Haugen, che ha presenziato al Congresso ben due volte e ha testimoniato davanti al parlamento britannico, ha poi rilasciato dichiarazioni alla stampa in cui affermava che Facebook, in più di un’occasione, avrebbe scelto di ottimizzare per i propri interessi, in particolare per accrescere i ricavi. A tutto ciò hanno fatto poi seguito le polemiche sui problemi che Instagram potrebbe provocare negli adolescenti, polemiche che hanno costretto il CEO di Instagram, Adam Mosseri, a testimoniare al Congresso americano.

immagine: Pixabay


Facebook: tra crisi e attacchi, un 2021 da dimenticare - Ultima modifica: 2021-12-10T08:00:47+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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