Il metaverso, spiegato da Meta

La più grande novità tecnologica degli ultimi anni sta attirando interesse e critiche, qui la visione di chi su questa piattaforma sta investendo tutto

“Il metaverso non sarà un modo per tenere le persone più tempo su una piattaforma digitale, ma per fare in modo che possano fare di più e meglio in meno tempo”, Nicola Mendelsohn, VP Global Business Group di Meta ha spiegato così l’idea alla base del nuovo grande progetto di quella era Facebook, non solo. Il grande universo parallelo non sarà costruito solo da Meta, ma tutti potranno partecipare, tutte le realtà.
L’idea è quella che venga costruita una nuova Internet più “esperienziale”. “Molte delle tecnologie che lo animeranno – ha spiegato Nicola Mendeklsohn – sono già presenti oggi, dalla realtà virtuale a quella aumenta, ma non bisogna pensare che il Metaverso apparirà dal nulla, si tratta di un percorso di un cammino che durerà 15 anni. Ogni quindici anni si verifica infatti un grande cambiamento nelle tecnologie, si è passati dal desktop al mobile, e la prossima evoluzione sarà appunto il Metaverso”.

Nicola Mendelsohn, VP Global Business Group di Meta

© Max Lacome, maxlacome.com. Nicola Mendelsohn, VP Global Business Group di Meta

L’obiettivo di Meta è quello di aiutare le persone a connettersi, trovare comunità e far crescere le imprese attraverso il metaverso che sembrerà un ibrido delle odierne esperienze online, a volte espanse in tre dimensioni o proiettate nel mondo fisico. Consentirà di condividere esperienze coinvolgenti con altre persone anche quando non si può stare vicini e fare le cose insieme. È la futura evoluzione di una lunga serie di tecnologie social che rappresenta un nuovo capitolo per il mondo. Di fatto è l’evoluzione dell’Internet mobile, sarà un insieme di spazi digitali interconnessi che consentiranno di fare cose che non si possono fare nel mondo fisico. È importante sottolineare che sarà caratterizzato dalla presenza sociale, dalla sensazione di essere proprio lì con un’altra persona, indipendentemente da dove ci si trovi nel mondo. Il metaverso non è un singolo prodotto che un’azienda può costruire da sola. Proprio come Internet, il esiste indipendentemente dal fatto che Facebook ci sia o meno e non sarà costruito dall’oggi al domani. Molti di queste soluzioni saranno pienamente realizzate solo nei prossimi 10-15 anni. Sebbene ciò sia frustrante per quelli di noi desiderosi di immergersi subito nella novità, ci dà il tempo di porre le domande più difficili su come dovrebbero essere costruita questa nuova realtà.

Cos’è Meta e perché Facebook ha cambiato nome

Metaverso responsabile

Nicola Mendelsohn ha sottolineato che tutto il processo di creazione della nuova dimensione sarà portato avanti con responsabilità. Meta ha infatti già annunciato diversi accordi che vanno in questa direzione.

Per esempio il Digital Wellness Lab del Boston Children’s Hospital, un’affiliata della Harvard Medical School, che si concentrerà sul miglioramento dell’alfabetizzazione digitale dei giovani e sull’integrazione del benessere nelle tecnologie emergenti del metaverso.
Everfi svilupperà e implementerà Get Digital XR, un programma di alfabetizzazione digitale per studenti dai 13 anni in su per promuovere la sicurezza e il benessere del metaverso.
Il dott. Lewis Bernstein, ex vicepresidente esecutivo della ricerca sull’istruzione e della divulgazione presso il Sesame Workshop, darà indicazioni sulla creazione di contenuti di alfabetizzazione digitale adeguati ai giovani.

Colorintech (Regno Unito): opererà per facilitare una sana competizione nel metaverso per i creator al fine di ispirare idee sull’equità all’interno del sistema e garantirà dei premi per supportare i creator sottorappresentati.
Alte Nationalgalerie (Germania): lavorerà per colmare il divario tra arti visive e arti virtuali attraverso un’esperienza XR inclusiva che mette in evidenza il lavoro del pittore Johann Erdmann Hummel.

Peres Center for Peace and Innovation (Israele): ha il compito di riunire startup e sviluppatori AR/VR per liberare nuove opportunità di impatto economico e sociale nel metaverso. Questa partnership includerà un programma di crescita per le startup AR/VR in Israele, un progetto di ricerca socio-economica e un hub di comunità di sviluppatori.

Nicola Mendelsohn, VP Global Business Group di Meta

Nicola Mendelsohn, VP Global Business Group di Meta

Metaverso Horizon Home

Meta ha introdotto Horizon Home, il primo esempio di partenza del metaverso. È la prima cosa che si vede quando si indossa il visore 3D Quest. Fino ad ora, si chiamava semplicemente Home perché l’esperienza non era social. Presto si potranno invitare gli amici per ritrovarsi nella Horizon Home, dove si potrà uscire, guardare video e tuffarsi in giochi e app insieme. Horizon Home è l’ultima aggiunta a Horizon, la piattaforma social per aiutare le persone a creare e interagire tra loro nel metaverso. Si unisce a Horizon Worlds, attualmente disponibile in versione beta, e Horizon Workrooms, la soluzione di produttività per le aziende, ora Venues si unisce alla festa con il nome di Horizon Venues: il pass per l’accesso illimitato a concerti, sport e altro ancora, che consente di godersi l’energia degli eventi dal vivo comodamente da casa.

Metaverso Horizon Home

Metaverso Creator ed ecommerce

Carrie Timms, director global business marketing di Meta

Carrie Timms, director global business marketing di Meta

Ma nei progetti di Meta non c’è solo il metaverso, che sarà appunto un’evoluzione degli strumenti attualmente disponibili: creator ed ecommerce sono al centro della strategia aziendale. Carrie Timms, director global business marketing di Meta ha sottolineato la crescente tendenza alla personalizzazione. “Secondo IAB Europe, il 75% delle persone afferma di aver beneficiato di pubblicità mirata e pertinente. Sappiamo che il panorama pubblicitario sta cambiando e sosteniamo la spinta per dare alle persone un maggiore controllo su come i loro dati vengono utilizzati per indirizzare gli annunci” ha affermato.
Nel lungo termine, Meta vuole portare avanti gli impegni sulla privacy costruendo un ecosistema pubblicitario personalizzato che si basi su una quantità inferiore di dati.

“Oltre a guadagnare la fiducia dei nostri utenti, vogliamo anche guadagnare la fiducia delle aziende che fanno pubblicità sulle nostre piattaforme. Ciò significa garantire che i loro annunci vengano visualizzati solo accanto al tipo di contenuto con cui si abbinano bene. Per far sì che ciò accada, stiamo testando i controlli che consentono agli inserzionisti di scegliere se visualizzare i loro annunci accanto a notizie e post politici, post su tragedie e conflitti e questioni sociali di attualità apriremo questi strumenti per la verifica da parte di terze parti, per garantire che funzionino correttamente”.
“Sulle nostre piattaforme, sono in aumento le conversazioni sulla diversità e l’inclusione, le popolazioni indigene, l’orgoglio gay e la neurodiversità. È chiaro che, per molte persone, il comportamento di acquisto è influenzato dalle proprie convinzioni. E si aspettano che i brand prendano posizione, piuttosto che restare in disparte”.
I marchi devono creare una connessione genuina tra ciò che dicono nel loro marketing e ciò che fanno all’interno della loro azienda.
Per esempio un’azienda britannica chiamata Flare, produce, tra le altre cose, un dispositivo speciale per l’orecchio, chiamato Calmer, progettato specificamente per le persone con elevata sensibilità ai suoni. Gli individui con autismo spesso lottano con questa ipersensibilità. Lavorando con Creative Shop, Flare ha incaricato un’illustratrice autistica di progettare bellissimi annunci video che hanno avuto un rendimento incredibile sulle piattaforme social, determinando un aumento del 30% delle vendite.

L’ecommerce del Metaverso

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Beth Horn, director and head of Industry, retail and ecommerce, Meta

Beth Horn, director and head of Industry, retail and ecommerce, Meta ha detto che “La famiglia delle app Meta sta rapidamente diventando una destinazione per acquistare e vendere e per i prossimi anni stiamo costruendo un moderno sistema di ecommerce per soddisfare questa domanda attraverso annunci, strumenti di community, messaggistica, shop e pagamenti. L’idea è quella di avere tutti gli strumenti per la creazione di un percorso del cliente personalizzato e senza interruzioni, in cui è più facile scoprire un prodotto, conoscerlo, decidere di acquistarlo, pagarlo e trovarlo a portata di mano. In questo sforzo commerciale, ci concentriamo su 3 aree principali, continuando ad essere il posto migliore per fare pubblicità, rendendo più facile vendere sulla piattaforma e migliorando l’esperienza del cliente: continuare ad essere il posto migliore per fare pubblicità; semplificare la vendita sulle piattaforme; migliorare l’esperienza del cliente”.

Per Caroline Drucker, director of Instagram media partnerships, Emea “I creatori spingono avanti la cultura, guidano i risultati aziendali e i brand devono attingere al potere dei creator e formare con loro partnership autentiche, in relazione agli obiettivi che hanno. Il nostro scopo è quello di essere il posto migliore in cui i creator possano crescere e guadagnarsi da vivere”.
Ecco perché Meta si concentra sullo sviluppo di una gamma di strumenti creativi e di monetizzazione attraverso le sue piattaforme per supportare le varie esigenze e ambizioni dei creator, sia che abbiano appena iniziato o abbiano già un nome affermato.
“Per aiutare l’economia dei creativi a crescere – ha continuato Caroline Drucker – non riscuoteremo alcuna quota di compartecipazione alle entrate da questi prodotti fino al 2023, quando la introdurremo, sarà inferiore al 30% che Apple e altri prendono”.

Caroline Drucker, Director of Instagram Media Partnerships

Caroline Drucker, Director of Instagram Media Partnerships


Il metaverso, spiegato da Meta - Ultima modifica: 2021-12-17T08:27:35+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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