Business Meets Innovation è l’evento della Camera di Commercio Italo-Germanica che mette in contatto corporate tedesche e startup italiane attraverso il reverse pitch, affrontando temi chiave come città sostenibili, flessibilità energetica, AI e innovazione industriale.
Business Meets Innovation – Winners’ Night, è l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio Italo-Germanica è un evento dove non solo si parla di innovazione, ma la si fa. Edizione dopo edizione (e sono 8), ha costruito un ponte tra due ecosistemi industriali complementari: la solidità e la capacità di scala delle grandi imprese tedesche e la creatività, la velocità e la specializzazione delle startup italiane.
Si tratta di un percorso che poi ha nella Business Meets Innovation – Winners’ Night il suo momento conclusivo, in cui le grandi aziende tedesche con il sistema del reverse pitch pongono un problema da risolvere alle startup italiane e poi scelgono quella che ha dimostrato di essere in grado di raccogliere la sfida con un progetto concreto ed applicabile. Nella serata Business Meets Innovation – Winners’ Night le società hanno rivelato la startup selezionata e il pubblico ha eletto il miglior progetto presentato da tutte, insomma sceglie la vincitrice tra le startup vincitrici.

Business Meets Innovation – Winners’ Night di AHK
Non è un caso se l’ottava edizione si svolge a Milano, in uno spazio simbolico come Talent Garden Isola, e non è un caso se il tema scelto è quello delle Sustainable Cities. Qui non si parla di innovazione come slogan, ma come risposta strutturata a sfide reali: clima, energia, rigenerazione urbana, qualità della vita. Temi che attraversano confini, filiere e politiche industriali.
I numeri aiutano a capire la posta in gioco. Italia e Germania muovono insieme oltre 150 miliardi di euro di interscambio, con una crescita significativa anche in un contesto geopolitico complesso. Ma ridurre questa relazione a una somma di export e import sarebbe miope. Come emerge chiaramente dagli interventi introduttivi, siamo davanti a un passaggio più profondo: la volontà di portare la relazione bilaterale su un piano strategico, dove innovazione e sostenibilità diventano leve di competitività sistemica.
Lo ho sottolineato Jörg Buck, Consigliere Delegato, Camera della Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) ricordando come questa iniziativa si inserisca in un quadro storico particolare, segnato dai 75 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Germania e da un dialogo politico rafforzato tra i due governi. In questo scenario, la Camera di Commercio Italo-Germanica non si limita a fare “servizi alle imprese”, ma assume un ruolo da connettore attivo, quasi da infrastruttura relazionale dell’innovazione. «I dati ci dicono che Italia e Germania lavorano bene insieme», ha osservato Buck, «ma oggi la vera sfida è trasformare questa solidità economica in una collaborazione strategica sull’innovazione e sulla sostenibilità».

Perché un open innovation contest organizzato da una Camera di Commercio?
A prima vista può sembrare una scelta controintuitiva. Le Camere di Commercio, nell’immaginario comune, certificano, facilitano, accompagnano, non fanno innovazione, ma AHK invece progetta orchestra, mette in competizione positiva e lo fan con una metodologia precisa: il reverse pitching.
Sono le grandi aziende a salire per prime sul palco, non per presentare se stesse, ma per raccontare una sfida concreta. Una domanda aperta, reale, industriale. Le startup non portano idee generiche, ma risposte mirate, costruite su bisogni esplicitati. È un cambio di paradigma che riduce drasticamente la distanza tra innovazione e applicazione, tra sperimentazione e mercato.
Non a caso il format nasce da un’esperienza analoga in Europa centrale, ma trova in Italia una maturazione progressiva. Anno dopo anno, il contest si evolve, si affina, diventa un dispositivo stabile di collaborazione. È qui che la Camera di Commercio Italo-Germanica costruisce il suo valore distintivo: essere il luogo in cui le collaborazioni non solo nascono, ma diventano sostenibili nel tempo.
Business Meets Innovation Sustainable Cities: quando l’innovazione incontra la città reale
Il tema di quest’anno erano le città sostenibili: le città sono oggi il punto di concentrazione di tutte le tensioni contemporanee: ambientali, sociali, economiche. E sono anche il laboratorio ideale per testare soluzioni scalabili.
Lo ha ricordato con chiarezza Filippo Barberis, capo di Gabinetto del Comune di Milano, intervenendo sul ruolo delle amministrazioni pubbliche come abilitatrici di ecosistemi complessi. La sostenibilità non è solo tecnologia verde: è housing accessibile, mobilità, qualità dell’aria, gestione dei costi di lungo periodo. In questo senso, il dialogo tra grandi corporate, startup e istituzioni diventa essenziale. «La sostenibilità», ha ricordato Barberis, «non riguarda solo l’ambiente o la tecnologia green. Riguarda il modo in cui una città regge nel tempo, il modo in cui riduce i costi strutturali, il modo in cui garantisce qualità della vita».
Le tre challenge presentate durante la serata raccontano bene questo approccio:
- Bosch ha portato il tema del monitoraggio delle isole di calore urbane, affrontato non come esercizio accademico, ma come base dati per politiche di rigenerazione urbana misurabili. La startup vincitrice della challenge Bosch è stata Trailslight Srl, con Massimo Rebering a presentare il pitch. La soluzione proposta ha saputo combinare sensoristica distribuita, connettività e algoritmi di analisi dei dati per offrire una piattaforma in grado di monitorare in tempo reale le variazioni termiche urbane, fornendo indicatori utili per mitigare gli effetti delle isole di calore.
- E.ON ha lavorato sulla flessibilità energetica, una delle chiavi per rendere sostenibili sistemi complessi e interconnessi. La startup vincitrice della challenge E.ON è stata FlexyGrid, rappresentata da Nora Graziosi. La soluzione proposta si è distinta per la capacità di abilitare la flessibilità energetica in modo intelligente e scalabile, attraverso una piattaforma capace di ottimizzare l’equilibrio tra domanda e offerta, valorizzando risorse distribuite e comportamenti virtuosi degli utenti.
- LAND ha esplorato il rapporto tra natura, dati e progettazione del paesaggio, dimostrando come l’AI possa diventare strumento di lettura e governo del territorio. 3Bee Srl, è stata la startup vincitrice della challenge LAND e anche Overall Winner dell’ottava edizione di Business Meets Innovation. La piattaforma XNatura integra AI, dati da sensori e immagini satellitari per monitorare KPI ambientali e offrire strumenti avanzati di gestione del paesaggio e del capitale naturale urbano.
Per le corporate, per le startup, per il sistema. Il valore di una iniziativa come Business Meets Innovation sta nella convergenza di interessi, spesso difficili da allineare altrove. Per le grandi aziende tedesche, significa accedere a un ecosistema di innovazione agile, specializzato, capace di sperimentare rapidamente senza mettere a rischio strutture complesse. Per le startup italiane, vuol dire dialogare direttamente con chi ha scala, mercato, capacità di deployment. Per le istituzioni, infine, è un modo per trasformare la sostenibilità da obiettivo astratto a processo governabile.
Ma c’è un livello ulteriore: quello culturale. Questo format educa tutti gli attori coinvolti a parlare un linguaggio comune, a riconoscere i vincoli reciproci, a costruire fiducia. È qui che l’open innovation smette di essere un esercizio episodico e diventa politica industriale dal basso.

Sebastian Euchenhofer, ha chiarito uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa Business Meets Innovation: perché una Camera di Commercio dovrebbe organizzare un open innovation contest?
La risposta sta nella storia stessa del format. Euchenhofer racconta come il progetto nasca dall’osservazione di un doppio bisogno: da un lato startup italiane alla ricerca di accesso qualificato alle grandi corporate tedesche; dall’altro aziende strutturate che faticano a intercettare in modo sistematico l’ecosistema dell’innovazione.
«Ci siamo resi conto», ha spiegato Euchenhofer, «che serviva un luogo neutro, affidabile, capace di mettere in relazione questi mondi in modo strutturato. E quel luogo poteva essere la Camera di Commercio»..
«Edizione dopo edizione», ha aggiunto Euchenhofer, «abbiamo migliorato il format ascoltando corporate, startup e partner. Per noi questo contest è un organismo vivo, che evolve insieme ai bisogni dell’ecosistema».