Apple Car nel 2021: ennesima bufala o è davvero in arrivo?

Cupertino di nuovo al lavoro per produrre un’auto elettrica di massa entro il 2024, nuove fonti arrivano dall’oriente per una vettura che sarebbe equipaggiata da una batteria rivoluzionaria

Pronta l’Apple Car nel 2021. Il traguardo per il primo prototipo. Per la serie. A volte ritornano. Perché fino a prova contraria da mesi ormai sembrava che a Cupertino avessero abbandonato ogni mira al settore automotive. Gli studi per un’Apple Car erano iniziati nel 2014 con il “Project Titan”. Un percorso a dir poco fallimentare. Ricco di ritardi, di test sulla guida autonoma andati male e una totale bocciatura niente meno che  dal Dipartimento dei Veicoli a Motore della California (DMV), l’equivalente della nostra Motorizzazione.

Ma secondo la Reuters, il progetto ha ripreso a progredire a pieno ritmo da quando Apple ha licenziato 200 dipendenti dal team di Project Titan. Probabilmente, infatti, da quel momento Apple si è rivolta a partner esterni per accelerare i lavori.

Apple Car nel 2021, le voci dall’oriente

Ora a calcare la mano sono voci che giungono dall’oriente e rilanciano la questione, addirittura evidenziando tempi strettissimi. È quanto emerge da un report dell’Economic Daily News di Taiwan, tramite una fonte asiatica, che ha riferito come fornitori taiwanesi siano già stati preallertati per tutta una serie di componentistica, che ovviamente Apple non potrebbe produrre da sé.  La fonte, rimasta come di consueto anonima, ha riferito di contratti con due importanti aziende americane con il nome che inizia per A, e potrebbero essere Amazon, tramite Rivian, e appunto Apple. L’altro indizio, che ha fatto scatenare le voci, è il recente impegno dell’assemblatore Foxconn per realizzare una piattaforma proprio per auto elettriche, e tutti sanno che la stessa azienda è uno dei principali realizzatori di prodotti Apple.

Una batteria rivoluzionaria

Secondo la Reuters, inoltre, Apple avrebbe pianificato l’inizio della produzione in grandi volumi del suo nuovo veicolo tecnologico nel 2024. Cuore del progetto è una batteria a singola cella che l’agenzia di stampa definisce “rivoluzionaria”. Si è propeso per questa impostazione per fare in modo che all’interno della batteria possa essere contenuta la maggiore quantità possibile di materiale attivo, aumentando la capacità della batteria e di conseguenza prolungando l’autonomia del veicolo.

Apple starebbe anche esplorando la possibilità di utilizzare una chimica della batteria al litio-ferro-fosfato (LFP), che ha meno probabilità di surriscaldarsi ed è quindi più sicura rispetto ad altri tipi di batterie agli ioni di litio. Sebbene questo tipo di batteria non eguagli le batterie agli ioni di litio in termini di densità di energia, rappresenterebbe comunque un grande passo in avanti.

apple car

Questo perché le batterie LFP non richiedono cobalto, il cui approvvigionamento diventa sempre più difficoltoso. Più del 60% della fornitura mondiale di cobalto, infatti, proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, dove sia fa intenso sfruttamento del lavoro minorile per l’estrazione. “È una batteria di livello successivo, come è stato per il primo iPhone” ha detto la fonte della Reuters.

Proprio lo sviluppo di una tecnologia per la batteria talmente all’avanguardia avrebbe prolungato i tempi di messa a punto del veicolo. Come capita anche nel mondo della tecnologia, infatti, Apple non ha voluto rilasciare sul mercato un prodotto che non fosse fin da subito alla portata di tutti.

Con una presentazione a fine 2021, Apple potrebbe arrivare sul mercato entro il 2024, o addirittura prima se i suoi partner cinesi si offrissero come appoggio logistico e produttivo. Cupertino in quel caso non dovrebbe nemmeno preoccuparsi del know how e delle fabbriche che non ha, anticipando enormemente i tempi. Attendiamo fiduciosi…


Apple Car nel 2021: ennesima bufala o è davvero in arrivo? - Ultima modifica: 2020-12-22T21:02:34+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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