Si scrive Netflix si legge innovazione. Così il colosso dell’entertainment cambia la TV come la conosciamo

di Emanuela Zaccone

Nata nel 1997 come società di noleggio di DVD via posta, Netflix è oggi la decima azienda più grande al mondo in termini di revenue. Praticamente un colosso dell’entertainment e certamente il punto di riferimento primo per il video on demand.
Tutti aspetti di rilievo certo, anche se la grandezza di Netflix non è da misurarsi solo in termini di fatturato o di utenti – ormai 125 milioni – ma in capacità di innovare, spesso controcorrente.

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Le ragioni del successo di Netflix, spiegate bene

Innovazione Netflix

Pensiamo all’esperienza mobile offerta dalla piattaforma: se è vero che è decisamente meglio godersi un film sulla propria TV, non è da sottovalutare la rilevanza degli utenti mobile, in un contesto in cui trascorriamo gran parte delle nostre giornate con uno smartphone in mano. Netflix ha sempre avuto un occhio di riguardo alla user experience mobile, piazzando la sua app indiscutibilmente tra le migliori del genere e innovando anche le strategie di scoperta e promozione dei contenuti (come ha fatto ad esempio di recente introducendo le preview di 30’’ in stile Instagram Stories).

Netflix e l’attenzione agli utenti

L’attenzione agli utenti d’altra parte è sempre stata il punto forte di Netflix che ha completamente cambiato il paradigma di consumo dei prodotti on demand: se l’imperativo è sempre stato quello di creare fidelizzazione attraverso l’episodicità, Netflix ha invece saputo cogliere un certo tipo di comportamento – il binge-watching, o come diremmo in Italia, le maratone – e trasformarlo da attività tipica del fan a normale comportamento di consumo.
E lo ha fatto stravolgendo le regole del mercato e rilasciando per intero le sue serie televisive. Quando nel 2013 uscì infatti “House of Cards” in molti gridarono al fallimento additando come errore grave l’aver reso disponibili al consumo immediato tutti gli episodi. E cosa faranno gli utenti dopo? Passeranno alla serie successiva.
Netflix non vive di advertising, ma di abbonamenti e ha scommesso non sul singolo prodotto ma sulla graduale costruzione di un sistema: in altre parole, l’obiettivo non è generare abbonamenti grazie a una serie TV, ma creare un bisogno a partire da un insieme di elementi, della cui qualità negli anni Netflix si è fatto garante, passando da semplice distributore e produttore.

Netflix e le produzioni originali

E qui entra in gioco un altro aspetto su cui l’azienda ha fatto da apri pista: le produzioni originali, oggi il grosso di quanto disponibile nel catalogo, con successi straordinari e un numero crescente di star.
Ma come nasce una produzione originale? Che si tratti di film o serie TV i costi sono naturalmente ingenti, ma temi, paesi e prodotti non sono mai frutto di una semplice scelta creativa: uno dei vantaggi che ha infatti Netflix è quello di poter raccogliere e analizzare i dati di uso degli utenti e le loro preferenze (non a caso l’anno scorso ha sostituito alla classica valutazione per stelline il più semplice mi piace/non mi piace), riuscendo dunque a usare il proprio algoritmo per orientare le decisioni produttive, minimizzando i rischi economici. Oltre naturalmente a usare questi dati per affinare i suggerimenti di visione mostrati agli utenti e finalizzati a far scoprire nuovi contenuti (e quindi a fare crescere la permanenza sulla piattaforma e la “dipendenza” da essa).

Netflix aumento dei costi, di successo

Così, proprio per sostenere le produzioni originali, Netflix ha annunciato a fine 2017 un aumento dei suoi costi.
E ha provato ancora una volta che gli analisti si sbagliavano se pensavano che fosse una mossa falsa. I dati finanziari del primo trimestre 2018 hanno infatti dimostrato che Netflix continua a crescere: l’aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stato del 40,4% con entrate per 3,7 miliardi di dollari; mentre l’investimento previsto per il 2018 varia tra i 7,5 e gli 8 miliardi di dollari per le produzioni originali.
La qualità di queste ultime non ha solo il vantaggio di fidelizzare l’utente ma di fatto anche di sancirne la preferenza: perché andare altrove se qui trovo il meglio possibile?

Gli accordi di Netflix

Non può essere un caso allora che Netflix cerchi anche di conquistare terreno sui competitor alleandosi con loro, come nel caso del mega-accordo siglato con Sky e decisamente conveniente per entrambi.
L’incognita rimanente – ormai un classico tema di discussione – è se il colosso dell’entertainment rimarrà autonomo o sarà acquisito (nel momento in cui scriviamo si vocifera ad esempio di un possibile interesse da parte di Microsoft).
Di certo Netflix ha segnato una linea netta nell’evoluzione dei trend di consumo.
Nel dubbio vado a guardare un nuovo episodio della mia serie preferita. Su Netflix, ovviamente.

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