Maker Faire di Roma: i 10 progetti migliori, che faranno parlare di sé

Qui vi segnaliamo i 10 progetti migliori presentati alla Maker Faire di Roma, le idee che faranno parlare di sé: dai robot badanti ai gioelli digitali

La Maker Faire di Roma con i suoi progetti in mostra è stata l’occasione per un tuffo di tre giorni nella tecnologia e nelle scoperte della scienza, soprattutto da parte di studenti e ricercatori italiani. Qui vi segnaliamo i 10 progetti migliori presentati alla Maker Faire di Roma, le idee che faranno parlare di sé.
Fra gare di droni, presentazioni di robot e progetti per mobilità e ambiente, l’evento alla Fiera di Roma ha fatto capire quanto interesse ci sia per l’innovazione, anche da parte del pubblico che ha partecipato numeroso e interessato. In questa lista abbiamo raggruppato le 10 migliori cose viste alla Maker Faire 2018.

Maker Faire Progetti più interessanti

I 10 progetti migliori della Maker Faire di Roma 2018

1- Sensing Cheese

Sensing Cheese è il nome del progetto che gli studenti dell‘ITS di Sassari hanno creato dopo che un’azienda casearia aveva chiesto loro un metodo per conoscere la stagionatura dei formaggi prodotti. “Abbiamo pensato a un sensore non invasivo che monitora l’umidità di ogni formaggio” spiega Sebastiano Spina, uno dei tanti giovani innovatori presenti a Maker Faire di Roma 2018.

2 – Gioielli Quietude

maker faire progetti Quietude

Tra i progetti più interessanti della Maker Faire di Roma ci sono i gioelli Quietude

Da Siena arrivano gli inventori dei gioielli Quietude, pensati per le donne sorde. Un’app riconosce i vari suoni intorno a chi indossa queste collane che si illuminano in sequenze e periodi differenti a seconda dei rumori percepiti. “Questo aiuta le donne sorde a capire che tipo di suoni ci sono intorno a loro” racconta Simone Guercio, uno dei membri del team.

3 – Razzi RocketMakers

A scuola di razzi: gli studenti della facoltà di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza hanno portato il progetto RocketMakers. Nel corso del loro percorso di studi gli alunni si sono impegnati a preparare e lanciare modellini di razzi, studiando così le batterie e i motori di ciò che, in formato più grande, viene utilizzato da NASA ed ESA per i loro lanci spaziali.

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4 – Robot Mario

Nel padiglione 9 erano presenti numerosi istituti scolastici secondari arrivati a Roma per prendere parte a una competizione organizzata da Maker Faire che chiedeva di pensare a un robot in grado di aiutare gli anziani. I giovani studenti hanno ovviamente usato come tester i propri nonni. “Il nostro robot si sposta per la casa evitando gli ostacoli e indica le direzioni da seguire grazie a una videocamera” spiega Alessia Di Domenico che con quattro compagni di classe ha creato l’automa M.A.R.I.O..

5 – Robot Badante

Maker Faire roma i progetti

Sulla stessa lunghezza d’onda gli studenti arrivati dalla scuola ITIS Del Pozzo di Cuneo: “portare gli alunni qui è stato un piacere ed il giusto traguardo dopo un anno di studi nel nostro laboratorio di informatica” racconta la professoressa Roberta Molinari mentre cinque dei suoi studenti scrivono il codice per la presentazione del loro robot-badante.

6 –  Lono: dai rifiuti al concime

Non solo Italia alla Maker Faire. Grazie ad ENI, uno degli sponsor della manifestazione che ha anche installato uno speciale ristorante dove l’olio di cottura viene riusato per produrre diesel, erano presenti dei progetti provenienti dall’Africa. Fra questi ecco Lono che in Costa D’Avorio ha trovato un metodo per trasformare i rifiuti organici in concime da far usare ai contadini locali.

7 – Isolanti ispirati ai pesci

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, ovvero il CNR, era presente con vari stand a dimostrazione di come la ricerca da parte di enti pubblici e statali sia viva e fiorente, nonostante le storie che troppo spesso si leggono sull’assenza di fondi per i ricercatori. “Con il nostro gruppo abbiamo creato materiali isolanti da usare in edilizia partendo dai pesci – spiega la ricercatrice Letizia Verdolotti – i progetti ci sono, il problema è che a volte sono gli stessi studiosi a dover cercare i contatti con le aziende o le gare cui partecipare. Questo toglie tempo alla ricerca”.

8 – Blockchain per il cibo

Blockchain è diventato ormai un termine d’uso comune nel campo tech, soprattutto per il suo legame al mondo dei bitcoin. Gli inventori di Foodchain, una start up italiana che applica il sistema blockchain alla catena alimentare, vogliono implementare questa tecnologia e metterla a disposizione delle aziende. “Siamo degli ex miner di bitcoin e abbiamo deciso di usare la blockchain per la tracciabilità dei cibi. Lo abbiamo definito un progetto Farm-to-fork” racconta Alessandro Troia dal suo stand alla Maker Faire di Roma.

9 – Cosmetici di insetti

Prodotti cosmetici dagli insetti: è questa l’idea della giovane scienziata Irina Vetere che ha creato una crema per il corpo fatta proprio con questi animali. “Non posso rivelare quali insetti usiamo, ma questo procedimento è facilmente riproducibile e potrebbe creare un nuovo settore lavorativo” dice l’inventrice che ha lanciato la sua gamma sotto il marchio Naturins.

10 –  Super antenna

La bellezza del Maker Faire è stata quella di aver dato spazio anche a idee semplici arrivate da persone comuni. Marco Musumeci è un giovane meccanico che ha pensato a un’antenna Wi-Fi in grado di potenziare il segnale in linea retta per un raggio di vari chilometri. Una soluzione ideale per l’uso di internet durante eventi con molte persone, ad esempio allo stadio o a un concerto. Dal suo stand sono passate numerose multinazionali interessate all’idea. Proprio da storie come questa si percepisce l’utilità della manifestazione e la voglia di fare di tanti giovani italiani, troppo spesso messa in dubbio.

Maker Faire roma i progetti più interessanti

 

di Andrea Indiano 


Maker Faire di Roma: i 10 progetti migliori, che faranno parlare di sé - Ultima modifica: 2018-10-20T10:40:59+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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