Dai manichini connessi ai telai intelligenti. La trasformazione digitale coinvolge tutti i settori, moda inclusa. La manifattura 4.0 è un nuovo modo di guardare alla produzione che, coniugando recupero dei saperi artigiani e utilizzo delle tecnologie, può essere un driver importante per generare crescita economica e lavoro, combinando innovazione, coesione sociale e sostenibilità ambientale.

Nel settore della produzione tessile non mancano gli esempi virtuosi, destinati a migliorare l’offerta, ampliare le possibilità creative, ridurre i tempi, minimizzare gli sprechi.

Manichini connessi : Euveka

Il manichino connesso Euveka è una novità concepita in sei anni di ricerca e lavoro per adattarsi all’evoluzione del corpo umano, in base all’età e alla morfologia.

Pilotato da un software, il manichino può modificarsi all’infinito, in altezza o in larghezza, in base alle indicazioni che gli vengono fornite.

Questo consentirà ai professionisti della moda e del tessile, di progettare e disegnare abbigliamento con precisione e attenzione alle taglie: il manichino permette di ricreare l’80 per cento delle morfologie delle donne caucasiche e asiatiche, da un’altezza di un metro e 55 cm a un metro e 80 cm, dalla misura 36 alla 46, dai 17 ai 77 anni.

Destinatari di questo strumento sono gli artigiani e i designer della haute-couture fino alla grande distribuzione.
Non più vestiti creati su misure standard, ma personalizzazione e sviluppo di una moda tech ed etica: Euveka risponde a questi bisogni rivoluzionando la fase del prototipazione.

Il manichino connesso permette di produrre abiti sulla misura di ogni cliente o di ogni mercato di riferimento, facilita il processo di fabbricazione generando un risparmio di tempo. Ciò significa che i produttori potranno avere un’ampia gamma di corpi su cui settare i propri parametri: alti, bassi, in gravidanza, con spalle larghe, ecc. Il manichino cambia configurazione in pochi secondi. Può trovare applicazione, oltre che nella moda, anche nel medicale, nel mondo sportivo, nella creazione di uniformi. Per fare un esempio, basti pensare al fatto che i soldati hanno una morfologia ben definita, così come i giocatori di basket.
Infine, ha un vero impatto ecologico riducendo lo spreco tessile.
Il famoso busto “couture” presente in tutti gli atelier di moda diventa così uno strumento per l’industria del tessile 4.0. La fondatrice di Euveka, la francese Audrey-Laure Bergenthal, promette di rivoluzionare con la sua invenzione le industrie tessili e annuncia ambizioni mondiali.

La startup, specializzata in robotica legata alla morfologia, ha ottenuto nel 2015 un primo finanziamento da 1,1 milioni di euro, seguito nel 2017 da un secondo contributo di 2,4 milioni di euro per lo sviluppo del manichino. Inoltre suscita già un vivo interesso nel mercato americano: Euveka era stata selezionata nel 2017 fra le otto imprese del programma French-American Creative Lab, destinato a introdurre dei giovani francesi sul mercato statunitense ed è stata recentemente premiata al Ces 2018 di Las Vegas con un Honoree Award.

Manichini connessi

Il telaio tecnologico che apprende

Nella produzione di telai per il tessile l’Italia ha sempre giocato un ruolo trainante.

Oggi sul mercato ci sono telai in grado di lavorare per una molteplicità di tessuti, mercati e condizioni ambientali, con sensori per l’auto-apprendimento. In particolare i telai intelligenti di Itema, azienda con sede a Colzate (Bg), hanno recentemente vinto la decima edizione del “Premio italiano meccatronica”. Sono capaci di adattarsi a tutte le necessità della produzione e di auto-apprendere dai processi di lavorazione.

L’azienda – produttrice di soluzioni all’avanguardia per la fabbricazione di ogni tipo di tessuto, comprese le fibre tecniche, il carbonio e persino gli airbag delle auto – ha puntato sull’innovazione dando vita a ItemaLab, centro di ricerca all’interno del Kilometro Rosso, parco scientifico tecnologico nelle vicinanze di Bergamo.

Il telaio del futuro

La struttura ha l’obiettivo di realizzare il “telaio del futuro” dotato di sensori per raccogliere dati di funzionamento che poi vengono analizzati in tempo reale, in una logica auto adattativa. Il telaio è così in grado di imparare e modificare in maniera autonoma le proprie impostazioni.

Manichini connessi

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