Hai presente il mobile decluttering? Facciamo un esperimento: prendi il tuo smartphone e scorri le app installate. Prova a ricordarti quando è stata l’ultima volta che le hai utilizzate ed escludi tutte quelle che non hai aperto nell’ultima settimana, poi nelle 24 ore appena trascorse. Quante ne restano?

*di Emanuela Zaccone

Lo so, magari starai dicendo che non si sa mai, che potrebbero servire. Quindi facciamo un altro passo e verifichiamo quanta memoria occupa ciascuna di queste “indispensabili” applicazioni sul tuo smartphone e verifichiamo anche quanto consuma in termini di traffico dati, poiché un certo numero di esse avrà probabilmente una serie di servizi che funzionano in background e quindi consumano anche quando non si usano. Inoltre, ci sarebbe un tema di performance: più il tuo smartphone è pieno – di applicazioni, foto, video, etc. – più queste ne risentiranno. Infine, non dimentichiamo che non tutti i device consentono di espandere la memoria con l’uso di schede micro SD e che, ad esempio, nel caso di iPhone i costi da sostenere per avere smartphone con maggiore memoria sono piuttosto significativi.

La verità è che l’impatto peggiore è quello sulla nostra capacità di usare il dispositivo per ciò che dovrebbe fare meglio: essere un centro di comunicazione con il mondo. La nostra esperienza quotidiana è infatti sempre più in mobilità: è ormai noto che il 90% degli utenti che accedono ai social media lo fanno usando un dispositivo mobile. In effetti quel device è probabilmente l’oggetto che maggiormente utilizziamo nel nostro quotidiano.

Eppure già nel 2016 una ricerca di Localytics evidenziava come un utente su quattro abbandoni un’app già dopo il primo utilizzo e da più parti, ormai da tempo, si grida alla morte della app economy. La questione è un po’ differente: c’è stato, per alcune categorie, un incremento in termini di installazioni e utenti attivi. Pensiamo a quelle di messaging, ad esempio, con Messenger che ha toccato quota 1,2 miliardi di utenti attivi mensili. Il fatto di avere tra le mani uno strumento di gran lunga più potente di un computer di qualche decennio dovrebbe agevolarci senza farci perdere tempo, consumare traffico dati e memoria.

3 step per il mobile decluttering

Andiamo oltre il nostro esperimento e passiamo a una vera operazione di decluttering, cioè di pulizia. Bastano tre passi:

1)    Passa in rassegna tutte le app domandandoti cosa ti serve davvero e con quale frequenza: un uso inferiore a una volta a settimana potrebbe essere un buon criterio di partenza per una prima operazione di pulizia.

2)    Elimina le app che non usi: tieni a mente che per quelle a pagamento non perderai niente qualora volessi riscaricarle in futuro; i dati di acquisto sono infatti associati al tuo account quindi non dovrai pagare nulla.

3)    Riorganizza le app esistenti: su tutti i sistemi operativi mobile puoi creare delle cartelle. Usale per categorizzare le tue applicazioni ma fa’ attenzione a non inserire troppi elementi, altrimenti potrebbero diventare dei futuri luoghi di “sepoltura” per strumenti inutilizzati. Se hai dubbi su alcune app, crea una “zona cuscinetto”, ad esempio una cartella in cui inserire tutte quelle che non sai ancora se eliminare o meno. Fissati però una scadenza: oltre un certo periodo di tempo – possibilmente breve, ad esempio 10 giorni – elimina ciò che non hai usato o sposta quel che ti è utile.

Limitare le notifiche, primi passi con il mobile decluttering

Infine c’è un ultimo passo da fare: limitare le notifiche. Gli smartphone sono spesso causa di interruzioni, ma ci serve davvero essere notificati tempestivamente ad ogni nuovo WhatsApp ricevuto, ad ogni like sulle foto Instagram o quando un amico commenta un contenuto su Facebook o ci menziona su Twitter? Molto probabilmente no. Vale lo stesso criterio usato per le app: siate onesti e cercate di capire cosa vi serve davvero. Non solo, sfruttate le diverse tipologie di notifiche previste dai sistemi operativi: potrete decidere di riceverle anche con lo smartphone in stand by, con o senza suono, di visualizzare un badge sull’icona oppure di non ricevere nulla. Cercate di capire quale sia la migliore soluzione per voi, ricordando che la soglia di attenzione di ciascuno è limitata.

Tempo di bilanci

Adesso è tempo di bilanci: dopo una settimana dal mobile decluttering come è cambiata la tua esperienza? Può ancora migliorare? Io scommetto di sì.

 

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Mobile decluttering man

*Emanuela Zaccone: Digital Entrepreneur, co-founder e Social media Strategist di tok.tv. Ha oltre 7 anni di esperienza come consulente e docente in ambito social media analysis e strategy per grandi aziende, startup e università. Nel 2011 ha completato un dottorato di ricerca tra le Università di Bologna e Nottingham con una tesi su Social media marketing e Social TV.

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