Apre il primo teatro olografico al mondo: ecco come un milionario greco vuole cambiare l’intrattenimento nelle sale, con gli ologrammi 3D in movimento.

Teatro olografico

Teatro olografico: l’esibizione postuma di Billie Holiday

Hologram USA, il primo teatro con ologrammi 3D in movimento

Si racconta che durante la proiezione di uno dei primi film della storia, L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat realizzato nel 1896 dai fratelli Lumiere, il pubblico scappò dalla sala perché impaurito dall’immagine della locomotiva in movimento sullo schermo.

La storia pare sia falsa, ma aiuta a rendere l’idea di quale deve essere stata la reazione dei primi esseri umani ad andare al cinema, un’esperienza che noi oggi riteniamo normale. Una sensazione simile potrebbe colpirvi a breve, quando metterete piede nel primo teatro olografico.
Il primo locale con ologrammi tridimensionali in movimento ha aperto a Los Angeles, nel quartiere di Hollywood. Il teatro Hologram USA si trova proprio sulla Walk of Fame e la prima degli eventi con ologrammi è dedicata alla cantante Billie Holiday. Dopo di lei sarà il turno di Whitney Houston, Dean Martin e Nat King Cole. Non solo cantanti però: il teatro olografico ha intenzione di trasmettere anche eventi sportivi, talk show e documentari didattici tutti, realizzati con proiezioni olografiche.

Teatro Olografico

Teatro Olografico: il concerto di Billie Holiday

La persona che ha fondato il primo teatro olografico

A capo di Hologram USA c’è il milionario greco Alki David, che parla con entusiasmo quando si discute di ologrammi.

“Questa novità è qui per restare. Ho in programma di aprire qualche altra decina di teatri olografici negli USA e di espandere il franchise in tutto il mondo” spiega dopo essersi seduto in una delle poltrone del teatro, che sono più larghe e comode di quelle di un normale cinema.

Ologrammi eventi sorprendenti

“Ogni spettatore è rimasto entusiasta da quanto visto nello show di Billie Holiday e vogliamo ripetere lo stesso successo con gli altri artisti di cui abbiamo i diritti”.
Lo show per l’appunto: dopo un breve documentario sulla cantante deceduta nel 1959, si materializza, o sarebbe meglio dire si forma partendo dalle scarpe, l’immagine della cantante vera e propria. È alta come una persona normale e si muove con agilità, ma che cosa è esattamente? Un gioco di specchi è in un certo senso la risposta più corretta. Gli ologrammi sono creati grazie a un proiettore, delle lastre in vetro e a delle luci. L’effetto si chiama Fantasma di Pepper.

Teatro Olografico

Teatro Olografico: non solo concerti

Come funziona il Teatro Olografico

“Per questo show abbiamo scelto un’attrice cui poi in post produzione è stata aggiunto il viso di Billie Holiday preso dalle sue esibizioni. Lo stesso procedimento che abbiamo usato con Tupac Shakur a Coachella nel 2012”.

Fu proprio quello l’evento che fece conoscere a tutti le enormi possibilità degli ologrammi, fino ad allora solo un espediente visto nei film di Star Wars e Star Trek. E non fu solo il pubblico pagante a dirsi interessato alla novità: già da qualche tempo Hologram USA collabora con numerose aziende per promuovere prodotti e proiettare ologrammi di artisti. Gli ologrammi per eventi sono un altro business interessante.

Teatro Olografico

Teatro Olografico: il concerto di Tupac

Proiezioni olografiche

“Siamo in contatto con multinazionali di musica e cinema: le prime vogliono darci i loro artisti (non tutti, la famiglia di Prince si è già opposta), le altre sono molto interessate alla seconda vita che possiamo dare alle sale cinematografiche, visto che gli ingressi diminuiscono. Allestire un teatro per questo show costa molto meno della realizzazione di uno schermo IMAX” racconta David.

Oltre all’industria dell’intrattenimento, anche aziende di automobili, cellulari e altri prodotti sono entrate in contatto per capire come funziona il teatro olografico e se gli ologrammi possono avere un’applicazione per gli eventi aziendali.

La tecnologia degli ologrammi 3D in movimento è stata usata per eventi e presentazioni di nuovi oggetti, aggiungendo ancora più interesse alle novità di settore. L’effetto però non rischia di svanire quando gli ologrammi saranno maggiormente diffusi? “I fan adorano i propri idoli, quindi sono disposti a pagare anche per vedere un ologramma” è convinto il magnate greco.

Proiettare ologrammi di star

Mariah Carey, Jimmy Kimmel e i Black Eyed Peas sono già apparsi in forma di ologrammi: sia con esibizioni pre-registrate, sia trasmettendo in contemporanea uno show che avviene da qualche altra parte del mondo. E se il simbolo del dollaro comincia ad apparire un po’ troppo spesso in questa storia, il mai stanco David ha una risposta anche per questo. “Durante l’ultima campagna elettorale indiana, abbiamo portato l’ologramma del premier Narendra Mori in varie città d’India e questo ha favorito lo svolgimento di elezioni politiche normali. Julian Assange ha preso parte come ologramma a delle convention sulla libertà d’informazione”.

Teatro olografico ad un bivio

Come ogni novità tecnologica, gli ologrammi sono davanti a un bivio: diventare parte dell’esperienza quotidiana dell’umanità (vedi social media e smartphone) o restare solo una moda di passaggio (chi ha detto Google glass?). Il binomio soldi da guadagnare più interesse del pubblico fa pendere la risposta verso la prima opzione.

Andrea Indiano – Los Angeles / USA

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