Tecnologia nelle imprese: livello di digitalizzazione inadeguato, impennata del cloud

Nel 2020 secondo i dati Istat l’82% delle imprese con almeno 10 addetti non adotta più di 6 tecnologie tra le 12 considerate dall’indicatore europeo di digitalizzazione

Da un’indagine condotta dall’Istat sull’utilizzo della tecnologia nelle imprese, tra i mesi di giugno e agosto 2020, circa l’82% delle società con almeno 10 addetti si colloca a un livello ‘basso’ o ‘molto basso’ d’adozione dell’ICT, non essendo coinvolte in più di 6 attività tra le 12 considerate rilevanti dall’indicatore europeo di digitalizzazione. Il restante 18% svolge invece almeno 7 delle 12 funzioni, posizionandosi su livelli ‘alti’ o ‘molto alti’ di digitalizzazione.

Con riferimento ai 12 indicatori, nelle varie classi di addetti il divario maggiore si registra nella presenza di specialisti in ICT tra gli addetti dell’impresa e nell’utilizzo di robotica e di servizi cloud di livello medio alto. Inoltre, si evidenziano indicatori la cui presenza diventa significativa solo per livelli più alti dell’Index (ad esempio robot e stampa 3d) mentre altri vengono utilizzati anche in corrispondenza di un numero più limitato di attività adottate (ad esempio la fatturazione elettronica).

La dimensione aziendale e la complessità organizzativa sono in linea con il diverso grado di tecnologia nelle imprese che si distinguono anche per la tipologia di metodologie implementate. In base alle combinazioni dei 12 indicatori che compongono l’indicatore sintetico per classe di addetti, tra le imprese fino a 99 addetti i modelli più utilizzati includono al più una velocità di connessione almeno pari a 30 Mbit/s, l’invio di fatture elettroniche, il sito web, la presenza di specifici servizi offerti sul sito.

Il cloud di livello medio alto, l’intensità di utilizzo di computer e device mobili da parte della forza lavoro e la presenza di specialisti ICT sono più frequenti nelle imprese con almeno 100 addetti. Infine, alle attività relative alle innovazioni tecnologiche più avanzate, quali robotica, analisi di big data e stampa 3d ricorrono principalmente le imprese che hanno già adottato almeno 5 delle altre attività e quindi sono connesse soprattutto a gradi di digitalizzazione alti e molto alti.

Tecnologia nelle imprese, impennata del cloud

Nel 2020, il 97,5% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza connessioni in banda larga fissa o mobile. Rimane stabile la quota di imprese che fornisce ai propri addetti dispositivi portatili (ad es. computer portatili, smartphone, tablet, ipad) che permettono una connessione mobile a Internet per scopi aziendali/lavorativi (62,6%; era 62,4% nel 2019).

Aumenta la percentuale di addetti che utilizzano un computer connesso a Internet per svolgere il proprio lavoro (53,2%; era 49,9% nel 2019). Tale incremento è probabilmente dovuto anche alla risposta delle imprese alla pandemia iniziata a marzo 2020. A livello settoriale, le differenze maggiori tra il 2019 e il 2020 sono state registrate tra le imprese del commercio al dettaglio (dal 48,8% al 58,0%), dell’industria dei prodotti in legno e carta, stampa (dal 39,1% al 45,5%) seguite da quelle dei settori della ristorazione (dal 21,6% al 26,7%), della metallurgia (dal 38,0% al 43,2%).

L’indagine dell’Istat ha colto altri possibili segnali di reazione alle difficoltà indotte dall’emergenza sanitaria, il deciso aumento di imprese con sito web che rendono disponibili informazioni sui prodotti e servizi offerti (dal 34% del 2019 al 55% del 2020) e di quelle che utilizzano servizi cloud (dal 23% del 2018 al
59% del 2020).

La dimensione dell’utilizzo di dispositivi mobili e connessioni mobili forniti dalle imprese ai propri addetti rimane in linea con i livelli dell’anno precedente ed è pari al 62,6%, contro il 62,4% del 2019 (non è rilevato il ricorso allo smart working con mezzi propri). Tale quota sale fino al 96,0% dei casi (95,3% nel 2019) per le grandi imprese che dichiarano di fornire tali dispositivi a circa un terzo dei propri lavoratori (33,6%; 29,5% nel 2019).

Tra le imprese con almeno 10 addetti connesse a Internet in banda larga fissa, la velocità massima di connessione cresce con la dimensione aziendale, senza particolari divari territoriali a livello di macro ripartizione. A livello regionale si evidenzia una buona performance delle imprese del Mezzogiorno:
Sicilia, Basilicata e Campania si attestano tra le prime cinque regioni per quota di imprese connesse a Internet a velocità di download pari ad almeno 100 Mbps. La quota di imprese connesse con almeno 30 Mbps è pari a circa il 76% nel Mezzogiorno e nel Nord d’Italia mentre si attesta al 73,2% nelle regioni del Centro. Infine, le PMI (imprese con 10-249 addetti) connesse a velocità almeno pari a 30 Mbps sono il 75,0%, le grandi imprese il 90,5%.

Tecnologia nelle imprese, l’internet delle cose entra nei processi di una su cinque

L’Internet delle cose (IOT) riguarda dispositivi interconnessi che raccolgono e scambiano dati e possono essere monitorati o controllati via Internet. Nel 2020, li utilizza il 23,1% delle imprese con almeno 10 addetti.

In particolare, tra le imprese che hanno fatto ricorso a dispositivi Iot, sono più frequenti quelle che usano dispositivi, sensori intelligenti, tag RFDI o telecamere controllate da Internet per migliorare il servizio clienti (35,7%) e per ottimizzare il consumo di energia nei locali delle imprese (32,5%).

Tali strumenti sono utilizzati soprattutto nel settore dell’energia (35,8%), in alcune attività manifatturiere come nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (34,9%) e nelle industrie alimentari (27,0%), mentre nel settore dei servizi sono diffusi maggiormente nei servizi di postali (39,0%), nelle telecomunicazioni (32,0%) e nel trasporto e magazzinaggio (29,5%).

Le imprese che hanno adottato la stampa 3D nei processi produttivi, direttamente o tramite servizi forniti dall’esterno, sono il 4,7% (4,4% nel 2018). Il suo utilizzo è funzionale soprattutto alle imprese di maggiore dimensione (14,7% contro il 3,9% delle imprese più piccole) e a quelle manifatturiere: ha utilizzato le stampanti 3d il 40% delle imprese della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, il 27,6% di quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto e il 15,4% della fabbricazione di apparecchiature elettriche per uso domestico.

Solo 8 imprese su 100 hanno strumenti di intelligenza artificiale

strumenti intelligenza artificiale nelle aziende 2020

Tecnologia nelle imprese con strumenti di intelligenza artificiale? Nel 2020, l’8,6% delle imprese con almeno 10 addetti dichiara di aver analizzato nell’anno precedente grandi quantità di informazioni (big data) ottenute da fonti di dati proprie o da altre fonti attraverso l’uso di tecniche, tecnologie o strumenti software. I big data vengono analizzati dalle imprese soprattutto internamente (7,4%) mentre il 2,8% esternalizza i servizi di analisi.

I dati più analizzati internamente sono generati dai social media (46,5% delle imprese), da informazioni di geolocalizzazione derivanti da dispositivi portatili (45,3%) e da dispositivi intelligenti e sensori digitali (31,1%). L’analisi di grandi quantità di dati ha riguardato circa un quarto delle grandi imprese mentre solo il 6,2% di quelle di minore dimensione (10-49 addetti) ha estratto dai dati informazioni rilevanti.

E nel 2020, l’8,8% delle imprese con almeno dieci addetti usa robot industriali multiuso e riprogrammabili che si muovono almeno su tre assi o di servizio (8,7% nel 2018). Sono più diffusi i robot industriali (6,7%) rispetto a quelli di servizio (3,1%) e, per l’utilizzo dei primi, si distinguono le imprese che operano nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (26,2%), di mezzi di trasporto (25,5%) e di apparecchiature elettriche e/o per uso domestico (20,9%).

Invece i robot di servizio sono utilizzati (ad esempio per la sorveglianza, il trasporto, la pulizia) soprattutto dalle imprese attive nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (9,1%), nelle industrie alimentari (8,8%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (7,8%).

Foto di Gerd Altmann da Pixabay


Tecnologia nelle imprese: livello di digitalizzazione inadeguato, impennata del cloud - Ultima modifica: 2020-12-23T09:00:56+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

IQ Test Cyber Security

Non rimanere indietro, iscriviti ora

Ricevi in tempo reale le notizie del digitale

Controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Qui trovi la nostra Privacy Policy

Grazie! Ora fai parte di Digitalic!