Per per migliorare la propria vita digitale occorre un po’ di Ecologia dei social media: bisogna  bonificare la propria vita digitale.

Migliorare la vita digitale

GDPR un’occasione per migliorare la vita digitale

Gdpr è la sigla di General Data Protection Regulation, un regolamento relativo alla privacy e trattamento dei dati personali dei cittadini europei, che ha avuto come effetto tangibile per gli utenti – tra l’altro – quello di riempire le nostre caselle email con richieste di consenso a proseguire la ricezione di newsletter. Ironicamente, per numerosi utenti è stata l’occasione per liberarsi di comunicazioni non volute e contatti di cui neanche si ricordava l’esistenza.

Migliorare la vita digitale: le distrazioni digitali

In effetti, quante sono le distrazioni digitali e i contenuti che ci raggiungono sui vari canali quotidianamente, riempiendo le nostre giornate e aumentando il tempo trascorso online? Come passiamo in rassegna le varie fonti di notizie?
Avete mai provato a verificare quanto tempo trascorrete sui diversi siti, social network inclusi ovviamente?
Se spesso si tende a risolvere il tema delle ore trascorse online suggerendo la necessità di una più o meno massiccia azione di digital detox,  bonificare invece contatti, canali e contenuti costituisce un’azione di lungo periodo.
La pulizia degli “amici” è ormai un’attività frequente per gli utenti e contribuisce a mantenere la loro rete interessante, ma non è l’unica attività utile da intraprendere per migliorare la vita online.

5 azioni per migliorare la propria vita digitale

Ecco dunque le cinque cose da fare per liberare il proprio tempo digitale e migliorare la propria vita digitale:

1. Eliminare le newsletter superflue: davvero avete bisogno di tutte quelle informazioni che ogni giorno affollano la vostra casella email? L’“inbox zero”, cioè la capacità di raggiungere una quota di email da leggere pari appunto a 0, è uno dei cardini della vita digitale, ed è spesso anche sintomo di una corretta gestione del proprio lavoro. Quindi perché affollare la casella di posta con email che neanche leggeremo? Ovviamente è difficile ricordare tutti i servizi a cui si è iscritti, quindi alla ricezione di una newsletter vale la pena arrivare fino in fondo ed eventualmente cliccare “unsubscribe”.

2. Selezionare le fonti di informazione: come utenti abbiamo a disposizione una quantità significativa di informazioni che ci consentono di rimanere aggiornati su fatti e ultime notizie. Di quali fonti possiamo però fidarci? Quali sono per noi le più autorevoli? In mezzo al mare magnum informativo in cui nuotiamo online, può essere utile identificare e organizzare le nostre fonti preferite e più affidabili. Ciò consentirà di informarsi rapidamente e in maniera sicura su ultime notizie e temi di interesse. Sono inclusi in questo ragionamento non solo i media in sé ma anche le persone ritenute più autorevoli su certe tematiche.

3. Passare in rassegna gli account social: la pulizia dei contatti è il problema a valle, ma a monte bisogna piuttosto chiedersi se sia il caso di (man)tenere attive più piattaforme social. Riuscite a ricordare a memoria tutti i canali su cui avete creato un account? E quanti ne usate quotidianamente? Limitatevi a questi ultimi, se necessario con un minimo di flessibilità (ad esempio per quei social network che per loro stessa natura potrebbero non implicare un’interazione quotidiana ma che comunque ritenete rilevanti per il vostro personal branding).

4. Usare strumenti di gestione del tempo: misurate quanto siete stati online in attività che non siano quelle lavorative. Esistono diversi tool utili allo scopo, che consentono ad esempio di capire sia come abbiamo parcellizzato il nostro tempo, sia come organizzarlo in maniera più efficace (un esempio su tutti, adottando la tecnica del pomodoro che scompone in intervalli di 25’ le varie attività intervallandole poi con una pausa di 5 minuti).

5. Usare piattaforme che consentano di bloccare momentaneamente alcuni siti favorendo la concentrazione: si legano al punto precedente invece tutti quegli strumenti che permettono agli utenti di elencare e bloccare alcuni siti web per favorire la produttività. L’importante è utilizzarli in ottica auto-educativa: ad esempio usare un tool per bloccare il mio accesso a Facebook da browser per i prossimi 60 minuti è utile se, giorno dopo giorno, diventa anche un modo per prendere consapevolezza di quanto tempo avrei speso su Facebook invece di completare attività più importanti.

Non si tratta dunque solo di seguire delle buone regole ma di trovarne di proprie e alla lunga di instaurare e acquisire nuovi e più sani comportamenti.
Bonificare è necessario appunto per coltivare corrette abitudini digitali.

 

di Emanuela Zaccone

** Emanuela Zaccone: Digital Entrepreneur, co-founder e Marketing & Product Manager di TOK.tv. Ha oltre 10 anni di esperienza come consulente e docente in ambito social media analysis e strategy per grandi aziende, startup e università. È autrice di “Digital Entrepreneur: principi, pratiche e competenze per la propria startup” (Franco Angeli, 2016) e di “Social Media Monitoring: dalle conversazioni alla strategia” (Flaccovio, 2015).

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5 azioni per migliorare la propria vita digitale ultima modifica: 2018-07-22T07:22:14+00:00 da Web Digitalic
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