La VERA differenza tra Apple e Samsung

Rudy Bandiera racconta la vera differenza tra Apple e Samsung attraverso l’esperienza di acquisto, in store e online, di un cliente (business) appassionato di tecnologia

L’esperienza di acquisto, in store e online, di un cliente (business) appassionato di tecnologia e la vera differenza tra Apple e Samsung.

di Rudy Bandiera

Prima di farmi insultare da mezzo mondo è necessaria una doverosa ma breve premessa.

Sono uno che pensa, con tutte le sue forze, che non esista una supremazia tecnologica assoluta ma esistano solo necessità che devono essere soddisfatte. Le persone comprano le cose (o almeno così dovrebbe essere) perché queste cose sono adatte a delle necessità, non il contrario. A questo aggiungo che se si comparano prodotti di fascia alta, che siano computer e telefoni, vanno TUTTI bene a prescindere dal brand, con buona pace di chi non riesce ad accettare questo semplice assioma.

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la vera differenza tra Apple e Samsung

L’esigenza

Ora, partendo da questo presupposto ho sempre comprato quello che pensavo facesse comodo nel momento in cui sorgeva una necessità, quindi ho avuto di tutto: iPhone, Windows phone, Mac, Pc, Linux e chi più ne ha più ne metta.

Questo è non solo un modo per essere liberi, ma anche un modo per essere consapevoli: se uno adopera il Mac tutta la vita come fa a sapere se Windows è peggio di Mac? Non lo sa, lo suppone corroborato SOLO dalle sue supposizioni (che potremmo definire “bias cognitivi”, volendo).
Dopo 2 anni dall’acquisto del mio Asus Zen Book (una meraviglia di 900 grammi di alluminio tenuti insieme da un prezzo di mercato di circa 2.000 euro) ho deciso di passare a qualcosa di fanless, ovvero senza ventola. Il motivo è semplice: voglio silenzio. Voglio silenzio in ufficio, a lezione o quando guardo un film a letto con il computer sulle gambe ma… il silenzio, in tecnologia, si paga.

L’esperienza Apple

Guardandomi in giro gli unici dispositivi molto performanti (e che fanno al caso mio per utilizzo) senza ventola sono i Microsoft Surface (macchine bellissime ma che arrivano a processori i5) e i MacBook, che arrivano a i7 con 16 giga di RAM. Così, scevro da pregiudizi, sono andato nell’Apple store di Milano piazza Liberty, una prodigiosa cattedrale in cui si deifica la Mela, per chiedere informazioni sul leasing da fare con la mia azienda.
Un ragazzo gentilissimo, in tempo reale, mi ha spiegato come fare il noleggio e mi ha generato un preventivo che mi sono trovato in mail mentre parlavamo. A questo aggiungo che Apple fa uno sconto notevole solo a chi fa noleggio, oltre a coprire il prodotto con tutte le assicurazioni possibili. Quindi in pochi minuti faccio tutto, vivo una esperienza piacevole (non frustrante come spesso avviene quando si vuole comprare roba tech) ed esco con la promessa da parte del commesso che qualcuno mi avrebbe chiamato dall’Apple store di Bologna il giorno successivo, per sapere se avevo deciso di procedere oppure no.
Così è stato, il giorno dopo sono stato contattato telefonicamente da una ragazza gentilissima che mi ha spiegato i passaggi che avrei dovuto fare. Ho accettato le condizioni, mi ha mandato i documenti per mail, la mia amministrazione ha valutato e firmato il tutto, e dopo 25 giorni vi sto scrivendo da un MacBook con 16 giga di RAM, senza ventola e con un processore Intel i7.

L’esperienza Samsung

Bene, penso. Visto che trovo che in questo momento Android sia migliore di iPhone (sono uno smanettone, per questo lo trovo “migliore”) tento di fare la stessa cosa con Samsung per prendere uno stupendo Galaxy S10 Plus, sempre a noleggio o leasing.
Siccome non ci sono negozi fisici come quelli di Apple, ho scritto al servizio clienti e mi ha risposto un ragazzo gentilissimo dicendomi che lui si occupa solo di “consumer” e non di area business, che non è possibile fare la formula noleggio privati anche per le aziende e quindi di rivolgermi a un altro indirizzo.
Ok, dico io, scrivo all’altro indirizzo chiedendo se è possibile acquistare uno o più telefoni aziendali con un noleggio, ma nessuno mi risponde. Dopo una settimana, rimando una mail chiedendo se è possibile avere risposta ma nessuno risponde. Allora sento di nuovo il ragazzo gentile il quale si scusa e dice che segnala la cosa alla business unit.
Dopo 4/5 giorni, ricevo una chiamata da un numero sconosciuto ma non rispondo perché sto facendo lezione e il telefono mi serve da hot spot e quindi, il giorno dopo, mi scrive un addetto di Samsung dicendo che mi ha cercato, non mi ha trovato ma che non è possibile fare la formula noleggio privati anche per le aziende, la stessa cosa che mi aveva detto il ragazzo gentile ormai 2 settimane prima.

La vera differenza tra Apple e Samsung

Credo che il senso del tutto sia già chiaro al lettore attento: la VERA differenza tra Apple e Samsung non sta nel prodotto, in questo caso, ma nel servizio che circonda il prodotto.
A Samsung non preoccupa di certo perdere una vendita ma nemmeno ad Apple, sicuramente, solo che il punto non è questo ma è come far “sentire” le persone che vogliono il tuo prodotto al centro di qualcosa.


La VERA differenza tra Apple e Samsung - Ultima modifica: 2019-05-19T18:36:03+00:00 da Rudy Bandiera

Rudy Bandiera è il mio vero nome e di mestiere sviluppo strategie e aiuto aziende e professionisti a generare fiducia e a comunicare in modo efficace online. Ho tenuto lezioni, master e seminari un po’ ovunque, tra questi a IED, Ca' Foscari, Università di Pisa, UNIBO e CUOA business school. Ho insegnato “teorie e tecniche di digital public relation” all’Università IUSVE, a Venezia e Verona.

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