Festival del Podcasting 2026: dieci anni, il podcast italiano cerca la sua identità

Festival del Podcasting 2026: il 2 e 3 ottobre a Milano, Cascina Triulza, dieci anni di podcast italiano tra AI, video, brand e un mercato da sbloccare.


Il Festival del Podcasting arriva al decennale con due giornate a Milano: venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2026 Cascina Triulza, nell’area MIND Milano Innovation District, ospita l’edizione organizzata da Podstar e diretta da Ester Memeo. Prima delle giornate milanesi, dal 21 al 30 settembre, una rete di eventi diffusi porta la manifestazione a Milano, Genova, Rimini, Roma, Trieste, Piacenza, Viggiano, Rieti e Palermo. Il programma mette al centro intelligenza artificiale, video podcast, branded content e modelli di business; sotto questi temi corre però una questione più concreta, che uno dei talk dell’Industry Day enuncia senza giri di parole: secondo i relatori, in Italia il podcast si ascolta almeno quanto negli altri Paesi europei, mentre gli investimenti pubblicitari restano ridotti come in pochi altri mercati.

Festival del Podcasting

Maggio 2016: il primo Festival del Podcasting non aveva un palco

La prima edizione del Festival del Podcasting non aveva una sede. Si svolse dal 16 al 27 maggio 2016, interamente online e gratuita: una serie di talk con interviste a podcaster professionisti e lezioni di esperti, pensata per chi voleva migliorare il proprio podcast o crearne uno da zero. La organizzava Guida Digitale insieme a Spreaker e Radiospeaker.it, come si legge nell’annuncio pubblicato allora da Radiospeaker; a condurre era Giulio Gaudiano, autore del podcast Strategia Digitale. Gli speaker furono 22.

L’idea era nata da un esperimento. Giulio Gaudiano aveva appena lanciato un corso gratuito sul podcasting, andato molto meglio del previsto, e aveva deciso di pubblicare il suo podcast ogni giorno, scelta che all’epoca più di un collega aveva preso per una follia. Il suo intervento di quell’edizione aveva un titolo che fotografa il clima di allora: La seconda primavera del podcasting in Italia. La prima risaliva al 2006, quando musicisti, giornalisti e appassionati di radio avevano scoperto di poter parlare al proprio pubblico senza antenne né frequenze; dieci anni dopo quel pubblico andava ricostruito quasi da capo. Ricordando quegli inizi, Gaudiano li ha descritti come un mondo di “quattro gatti”. Il Festival resta online per due edizioni, poi diventa un evento dal vivo; da allora non ha mai saltato un appuntamento, nemmeno nel 2020. Proprio quell’anno entra nel progetto Ester Memeo, oggi direttrice artistica del Festival, che nel frattempo è passato sotto l’organizzazione di Podstar.

Festival del Podcasting 2026: dove, quando e con quale formula

Dieci anni dopo, il Festival del Podcasting (https://festivaldelpodcasting.it/)  ha un indirizzo preciso: venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2026 Cascina Triulza, nell’area MIND Milano Innovation District, ospita l’edizione del decennale organizzata da Podstar e diretta da Ester Memeo. Prima delle giornate milanesi, dal 21 al 30 settembre, una rete di eventi diffusi porta la manifestazione a Milano, Genova, Rimini, Roma, Trieste, Piacenza, Viggiano, Rieti e Palermo. Gli organizzatori, che definiscono il Festival il primo e più longevo evento italiano dedicato al podcasting, parlano di oltre 900 persone, più di 100 speaker e oltre 20 eventi locali. Il programma mette al centro intelligenza artificiale, video podcast, branded content e modelli di business; sotto questi temi corre però una questione che nel 2016 nessuno si poneva e che uno dei talk dell’Industry Day enuncia senza giri di parole: secondo i relatori, in Italia il podcast si ascolta almeno quanto negli altri Paesi europei, mentre gli investimenti pubblicitari restano ridotti come in pochi altri mercati.

Le due giornate hanno identità distinte. Venerdì 2 ottobre è l’Industry Day, rivolto a brand, piattaforme, produttori e agenzie: per la prima volta la Sala Auditorium ospita un palinsesto interamente dedicato all’industria, mentre la Sala Academy accoglie workshop pensati per i creator. Sabato 3 ottobre è il Creator Day, aperto al pubblico, con promozione, discoverability, monetizzazione e distribuzione in Auditorium; podcast live, presentazioni e laboratori in Academy.

L’edizione si svolge con il patrocinio del Comune di Milano. Tra gli sponsor figurano Acast, Audible, Audioboost, Steady, Yamaha Pro Audio, Banca Investis e ASSIPOD, l’Associazione Italiana Podcasting; Sony partecipa come sponsor tecnico. La location, dentro il Parco Experience dell’ex area Expo, è una delle cascine storiche milanesi (indicazioni per arrivare).

Industry Day: dati, intelligenza artificiale e la monetizzazione al Festival del Podcasting

La giornata si apre con la nuova ricerca NielsenIQ commissionata da Audible sui trend di ascolto e sul profilo degli ascoltatori italiani, presentata da Giorgio Pedrazzini, Customer Success Manager di NielsenIQ. I dati saranno resi pubblici sul palco; per questo qui non si anticipano cifre.

Il secondo blocco riguarda un tema che interessa chiunque faccia comunicazione B2B: il rapporto tra podcast, motori di ricerca e AI generativa. Il panel moderato dalla SEO specialist Luisella Curcio parte da un’idea precisa, cioè trasformare ciò che si dice al microfono in testo indicizzabile e in materiale che gli algoritmi generativi possano scegliere come fonte autorevole. L’audio, in questa lettura, smette di essere un contenuto chiuso e diventa la materia prima di un ecosistema; ne segue che il valore di un podcast si misurerà sempre più anche fuori dalle piattaforme d’ascolto.

L’intelligenza artificiale torna in un intervento meno tecnico e più scomodo. Manuela Grippi, attrice, doppiatrice e ricercatrice in semiotica e new media, racconta con Andrea Borgnino, responsabile dei podcast originali di RaiPlay Sound, l’esperienza di un co-conduttore artificiale costruito orchestrando quattro modelli diversi; la descrizione dell’intervento cita i mesi in cui la Rai ha dovuto decidere come trattare la proprietà intellettuale di una voce che non esiste. Per chi segue l’applicazione dell’AI Act, è un caso concreto di quello che le regole sulla trasparenza dei contenuti sintetici dovranno governare.

Il nodo economico arriva nel pomeriggio con “Cold Case: chi ha ucciso il valore del podcast italiano?”, fireside chat tra Giulio Gaudiano e Mirko Lagonegro, COO di SoundsGreat. La tesi dei due relatori individua tre responsabilità: una radio che in Italia, salvo eccezioni, ha respinto il podcast invece di integrarlo; inserzionisti che vivono il mezzo come una complicazione; un’industria che non ha spiegato al mercato le regole del gioco. Si tratta della loro lettura, non di un dato di sistema; ha il merito di spostare la discussione dall’entusiasmo per gli ascolti alla fatica di trasformarli in ricavi. Nella stessa giornata Class Editori e Banca Investis presentano il caso del podcast Lampi, esempio di branded content costruito con una testata, e Megan Davies, Managing Director International di Acast, parla di strategie multiformato tra video, social ed eventi dal vivo.

Ester Memeo

Ester Memeo

Creator Day: scrittura, distribuzione e Podcast Pitch

Sabato il baricentro si sposta su chi produce. Francesca Pozzo di Steady apre sulla monetizzazione tramite community; segue un panel sulla scrittura per l’ascolto con autrici e autori, tra cui Valentina Cambi, sceneggiatrice per Audible, e Giuseppe Paternò Raddusa. Nel pomeriggio un confronto sul podcast crime affronta un tema che il genere più ascoltato non può più rimandare: il confine tra interesse pubblico, qualità narrativa e voyeurismo, discusso anche con un avvocato penalista e con un’autrice di Chora Media. Nora Schmitz, Head of Audience Measurement di Ipsos Doxa, presenta la ricerca Media Passions sul ruolo del podcast nelle passioni mediali. In Sala Academy torna il Podcast Pitch: autori e autrici presentano i propri progetti a una giuria composta da Andrea Borgnino (RaiPlay Sound), Alessandra Scaglioni (Radio 24 e 24Ore Podcast) e Giuseppe Paternò Raddusa, con la moderazione di Ester Memeo. Poco dopo Newzgen porta sul palco Alessandro Vercellotti, noto come l’Avvocato del Digitale, per una guida su diritti, plagi e monetizzazione, con una riflessione sull’impatto dell’AI Act sul formato.

I premi e il concorso per i podcast emergenti, con DigitMondo in gara

Quest’anno guardo il Festival del Podcasting da un punto di vista diverso dal solito. Di eventi ne ho raccontati e moderati molti, dal palco o dalla sala stampa; stavolta sono dall’altra parte, anche in gara: DigitMondo, il podcast di Digitalic che conduco, partecipa al concorso per i podcast emergenti dell’edizione che si tiene a Milano il 2 e 3 ottobre, a Cascina Triulza.

Il Festival del Podcasting 2026 assegna tre riconoscimenti. Venerdì debutta il Premio Audioboost per il Miglior Branded Podcast, dedicato ai progetti audio e audio video realizzati o commissionati da aziende, enti e organizzazioni; nella stessa giornata viene consegnato il Premio Media Key al miglior podcast emergente. Sabato 24Ore Podcast assegna il Premio POD24 ai migliori podcast indipendenti di inchiesta e reportage.

Il concorso per i podcast emergenti è uno degli appuntamenti storici della manifestazione: le candidature sono rimaste aperte da luglio al 15 settembre e la presentazione dei progetti è in programma venerdì sera, dalle 18.30, condotta dal consulente digitale e podcaster Giuseppe Sassano, con un Open Mic curato dagli associati ASSIPOD.

Tra i progetti in gara, come dicevo c’è anche DigitMondo. Il podcast racconta tecnologia, intelligenza artificiale e geopolitica digitale partendo da persone con nome e cognome, dove la tecnologia è il motore della storia e non lo sfondo: dalla vicenda di Joan Kinyua e dei data labeller kenioti alle altre puntate raccolte nella pagina DigitMondo, tutte le puntate. Il verdetto spetta alla giuria; il valore del confronto con progetti nati fuori dalle grandi case di produzione resta, qualunque sia l’esito.

Gli eventi diffusi a Milano prima del Festival

La settimana che precede le giornate a Cascina Triulza trasforma Milano in un calendario d’ascolto. Il 24 settembre l’Auditorium di Radio Popolare ospita Podcast in Circolo, a partire da Il Codice Berne di Matteo Neroni; il 25 una passeggiata sonora da Piazza Fontana al Museo del Novecento accompagna in cuffia La Sindrome di Baj di Daniele Vaschi. Il 28 Class Editori discute di informazione finanziaria tra podcast, YouTube e community; il 29 lo studio Giardino22 inaugura il PodCafè milanese di ASSIPOD con una puntata live di Mamme in Carriera; il 30 il Radio Meeting di Via Broletto 5 riunisce i professionisti su fiducia e informazione. Il 1° ottobre, infine, l’Accademia di Brera e l’Archivio di Stato di Milano dedicano il convegno Digitale in Voce all’uso del podcast da parte di musei, archivi e istituzioni culturali. Il calendario completo è sulla pagina degli eventi diffusi.

Biglietti, programma e accrediti

Il Full Ticket per entrambe le giornate costa 39 euro più IVA e comprende conferenze, workshop su prenotazione, area espositiva e Aperipodcast; si acquista dalla pagina biglietti. Il programma completo è pubblicato sul sito ed è indicato dagli organizzatori come ancora in fase di definizione. Giornalisti, blogger e podcaster possono richiedere l’accredito media.

Nel maggio 2016 il Festival del Podcasting doveva convincere qualcuno che valesse la pena accendere un microfono, e lo faceva senza nemmeno una sala. Oggi il suo programma chiede chi pagherà quella voce e quanta parte di essa potrà ancora dirsi umana: domande da mercato adulto, che due giornate a Milano non chiuderanno. Per un podcast nato a marzo, entrare in questa storia dalla porta del concorso per gli emergenti ha un senso preciso; si parte dal punto in cui partivano tutti, dieci anni fa.

Festival del Podcasting


Festival del Podcasting 2026: dieci anni, il podcast italiano cerca la sua identità - Ultima modifica: 2026-09-24T15:34:41+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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