RAI: l’innovazione digitale e social della TV

L’innovazione digitale della RAI, dalla realtà aumentata allo streaming, dai social ai nuovi modelli produttivi, un viaggio nella RAI digitale

La Milano Digital Week ha preso il via dagli studi Tv della Rai di Corso Sempione perché la Rai è un centro di innovazione continua, anche nel digitale, e fa parte integrante del tessuto urbano e sociale di Milano.

Enrico Motta, responsabile del centro produttivo di Milano della Rai, ha spiegato che il digitale sta trasformando profondamente il modo di fare televisione, ha reso più veloce tutta la produzione “ma non bisogna mai perdere la curiosità, andare dove nasce la notizia, interagire con la città rimangono delle attività imprescindibili per chi fa informazione”. Grazie all’innovazione continua Rai è all’avanguardia anche nelle nuove tecnologie, come la realtà aumentata.

RAI innovazione digitale Studio TV

RAI: la realtà aumentata

Davide Meda, esperto di AR, ha spiegato che la realtà aumentata è un nuovo linguaggio che si può usare per comunicare con
ogni tipo di produzione. “Noi la usiamo soprattutto per l’intrattenimento e l’informazione, ma si presta a comunicare qualunque cosa, è una continua scoperta”. Diversi programmi utilizzano questa tecnologia per aggiunger un nuovo livello visivo che si sovrappone alla realtà e aggiunge informazioni oppure effetti: da “Le Parole della settima” al “Giro d’Italia” sono tante le trasmissioni che già oggi Rai manda in onda “aumentate” e l’offerta crescerà ancora. Anche l’evento di apertura della Milano Digital Week è stato trasmesso in streaming in AR. Lo studio era inserito nel panorama di una Milano digitale e avveniristica.
Tecnologia che include
Roberta Coco, assessore per l’innovazione del Comune di Milano, che ha fortemente voluto questo evento, ha raccontato come la tecnologia debba essere sempre inclusiva e per farlo “tutte le innovazioni digitali devono essere pensate per il mobile, anzi, innanzitutto per il mobile; è in questo modo
che possono davvero diventare per tutti, perché praticamente ogni persona ha uno smartphone e inoltre devono essere semplici nell’accesso: ogni risorsa, ogni servizio dovrebbe essere raggiungibile con un solo clic”.

RAI innovazione digitale

Davide Meda, esperto di Realtà aumentata RAI

RAI: l’innovazione del Web e dei Social

 

RAI innovazione digitale Antonella Di Lazzaro

Antonella Di Lazzaro, vicedirettore di Rai Digital

Rai ha investito tanto ed è crescita molto sulle piattaforme digitali, è tornata ad essere presente su Youtube, ad esempio, con dei contenuti dedicati (e concentrati) che poi portano l’utente sulla sua piattaforma proprietaria, ovvero Rai Play, “che per la Rai rappresenta il proprio rinascimento digitale” ha sottolineato Antonella Di Lazzaro vicedirettore di Rai Digital. “Oggi Rai Play conta oltre 8 milioni di utenti registrati e più di 135 milioni di streaming al mese (erano 31 milioni nel 2015)
– ha raccontato Antonella Di Lazzaro – una forte crescita che ancora continua”.
Rai Play ha anche il grande merito di attirare utenti giovani “l’età media degli spettatori televisivi è di 61 anni, su rai Play si abbassa a 43 anni di media, un risultato importante che è ancora più forte per gli esperimenti come “Il collegio”, che ha saputo attirare anche la fascia dei ragazzi tra gli 8 e gli 11 anni. Sui Social l’impatto della Rai è particolarmente forte; Sanremo ad esempio “è l’evento televisivo non sportivo più coinvolgente – ha spiegato la Di Lazzaro – con 15.000 milioni di interazioni nei 5 giorni di trasmissione”.
Ci sono poi le Fiction prodotte da Rai, che sono molto richieste all’estero e che, grazie alla nuova apertura verso i grandi player di Internet, sono disponibili anche su Amazon Prime Video e Netflix. Il nuovo piano industriale dell’azienda definirà ulteriori sviluppi per l’innovazione e il digitale.


RAI: l’innovazione digitale e social della TV - Ultima modifica: 2019-04-07T11:10:21+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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