Genesis Mission, Trump lancia il  Manhattan Project dell’AI

Genesis Mission promette di raddoppiare la produttività scientifica americana entro un decennio attraverso l’intelligenza artificiale, uno sforzo paragonato da Trump a quello del Manhattan Projcet che portò allo sviluppo della bomba atomica. Scopri investimenti previsti, tempistiche, aspetti critici e il confronto con l’iniziativa cinese AI Plus in questo approfondimento sul programma firmato da Trump.


Il presidente Donald Trump ha firmato il 24 novembre 2025 un ordine esecutivo che lancia Genesis Mission, definendola come uno sforzo nazionale paragonabile per urgenza e ambizione al Progetto Manhattan della Seconda Guerra Mondiale. Già questa espressione e molto interessante e racconta dell’idea non troppo romantica che sta dietro all’AI.

Il Progetto Manhattan portò alla creazione della bomba atomica che non solo uccise centinaia di migliaia di persone, ma fu il centro del confronto di forza e di equilibrio delle nazioni, il baricentro della geopolitica, l’arma che garantiva una vera sovranità nazionale. Oggi quell’arma è l’AI, lo strumento che può garantire ad una nazione la supremazia negli equilibri di potere del futuro.

Genesis Mission Donald Trump blue

Genesis Mission, gli obiettivi

L’obiettivo dichiarato è raddoppiare la produttività e l’impatto della ricerca scientifica americana nell’arco di un decennio, sfruttando l’intelligenza artificiale per accelerare le scoperte in campi cruciali come l’energia nucleare, la fusione, i semiconduttori, i materiali critici e le biotecnologie. Ma dietro la retorica trionfale si nasconde un progetto dalle dimensioni ancora poco chiare, con investimenti non specificati e critiche crescenti su chi trarrà realmente beneficio da questa rivoluzione tecnologica.

Genesis Mission: l’architettura del programma

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Chris Wright

La Genesis Mission si propone di costruire quella che viene definita l’American Science and Security Platform, una piattaforma integrata che collega i supercomputer più potenti al mondo, sistemi di intelligenza artificiale avanzati e tecnologie quantistiche emergenti con gli strumenti scientifici più sofisticati della nazione. Il Dipartimento dell’Energia, guidato dal Segretario Chris Wright, coordinerà i diciassette laboratori nazionali americani in un unico ecosistema di ricerca.

L’architettura del programma prevede la fusione di decenni di dataset scientifici federali, la più grande raccolta di dati scientifici al mondo secondo il governo americano, per addestrare modelli di intelligenza artificiale specificamente progettati per la ricerca scientifica. Questi modelli dovrebbero generare agenti AI capaci di testare nuove ipotesi, automatizzare i flussi di lavoro della ricerca e accelerare le scoperte scientifiche trasformando anni di lavoro in mesi.

Michael Kratsios, direttore dell’Ufficio per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca, ha descritto la Genesis Mission come la più grande mobilitazione dell’apparato scientifico federale dai tempi del programma Apollo. Michael Kratsios ha scelto un paragone meno belligerante, mettendo in relazione la Genesis Missiona al programma che portò l’uomo sulla Luna…

Durante una conferenza stampa ha spiegato che la piattaforma utilizzerà l’intelligenza artificiale per automatizzare la progettazione sperimentale, accelerare le simulazioni e generare modelli predittivi per tutto, dalla delle proteine alla dinamica del plasma di fusione.

Il programma si concentra su sei domini prioritari che riflettono le preoccupazioni strategiche dell’amministrazione Trump:

produzione avanzata,

biotecnologia,

materiali critici,

fissione e fusione nucleare,

scienza dell’informazione quantistica

semiconduttori.

L’obiettivo è dare agli Stati Uniti un vantaggio duraturo in settori che, secondo la Casa Bianca, definiranno il prossimo secolo.

Tempi e tappe della Genesis Mission

L’esecutivo non si limita agli slogan: l’ordine su Genesis Mission contiene una serie di deadline ravvicinate per il Dipartimento dell’Energia, che danno un’idea molto concreta del ritmo che la Casa Bianca vuole imporre.

In particolare:

  • Entro 60 giorni: il DOE deve identificare almeno 20 “sfide scientifiche e tecnologiche di interesse nazionale” da affrontare con Genesis Mission, in aree come advanced manufacturing, biotecnologie, materiali critici, fissione e fusione nucleare, quantistica, semiconduttori e microelettronica.
  • Entro 90 giorni: mappatura di tutte le risorse di calcolo, storage e rete – federali e dei partner industriali – che possono alimentare la piattaforma.
  • Entro 120 giorni: individuazione del primo set di dati e modelli da utilizzare, con un piano per integrare dataset provenienti da altri enti federali, università e partner privati.
  • Entro 240 giorni: censimento dei laboratori robotici e delle strutture di produzione capaci di supportare esperimenti guidati da AI.
  • Entro 270 giorni: dimostrazione di una “initial operating capability” della piattaforma su almeno una delle grandi sfide nazionali individuate.

 

Genesis Mission gli investimenti

Qui emerge il primo problema significativo della Genesis Mission: nonostante i paragoni grandiosi con il Progetto Manhattan e il programma Apollo, l’ordine esecutivo non stanzia alcun nuovo finanziamento.

La frase “soggetta a stanziamenti disponibili” appare quattro volte nel documento, un dettaglio che non è sfuggito agli osservatori. Mentre il programma Apollo vedeva il budget della NASA salire da cinquecento milioni a cinque miliardi di dollari in sei anni, la Genesis Mission deve fare affidamento su risorse già allocate dal Congresso.

Secondo analisi indipendenti, gli Stati Uniti investono attualmente circa novecentoquaranta miliardi di dollari all’anno in ricerca e sviluppo totali tra settore privato, accademico e governativo, con le agenzie federali che conducono circa settantaquattro miliardi di dollari di quella ricerca. La Genesis Mission non aggiunge nuove risorse a questo ammontare, ma piuttosto riorganizza l’accesso e l’utilizzo delle infrastrutture esistenti.

Le partnership con colossi tecnologici come Nvidia, AMD, Microsoft, IBM, OpenAI, Google e Anthropic erano in realtà già state firmate prima dell’annuncio del programma. Quello che la Genesis Mission fa, secondo alcuni critici, è semplicemente ribattezzare come parte dell’iniziativa accordi commerciali già esistenti tra i laboratori nazionali e le aziende tecnologiche. Wright ha affermato che l’obiettivo finale è migliorare la vita dei cittadini americani, creando opportunità di lavoro e, nel settore energetico, aumentando l’offerta di energia, rendendo la rete elettrica più efficiente e invertendo gli aumenti dei prezzi che hanno irritato i cittadini americani.

Questa affermazione solleva sopracciglia scettiche considerando che i data center per l’addestramento e l’utilizzo di modelli AI sono tra i principali fattori di aumento della domanda di energia elettrica. Alcune proiezioni del Dipartimento dell’Energia prevedono che i data center potrebbero consumare fino al dodici percento dell’energia statunitense entro il 2028, un dato che contrasta nettamente con la promessa di Wright di far diminuire i prezzi dell’elettricità.

 

Genesis Mission, i vantaggi

Nonostante le criticità legate ai finanziamenti, la Genesis Mission presenta aspetti potenzialmente rivoluzionari. La possibilità di accedere a decenni di dati scientifici governativi rappresenta un vantaggio competitivo significativo. A differenza dei modelli commerciali addestrati su contenuti aperti di internet, i modelli della Genesis Mission attingeranno da dati scientifici sicuri e multi-dominio accumulati attraverso esperimenti che non sono disponibili altrove.

Per le piccole e medie imprese che operano in settori ad alta intensità di ricerca, la Genesis Mission altera fondamentalmente la struttura dei costi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’addestramento di modelli su larga scala richiede tipicamente risorse computazionali oltre il budget della maggior parte delle aziende. L’accesso all’infrastruttura di supercalcolo federale rimuove questa barriera, democratizzando in parte l’accesso a capacità di calcolo che fino a ieri erano prerogativa esclusiva di pochi giganti tecnologici.

L’ordine esecutivo prevede anche programmi per borse di ricerca, stage e apprendistati incentrati sulla scienza abilitata dall’intelligenza artificiale, con collocamenti presso i laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia per fornire formazione pratica e accesso alla piattaforma. Questo potrebbe creare una nuova generazione di ricercatori capaci di navigare l’intersezione tra scienza tradizionale e capacità computazionali avanzate.

L’integrazione tra sistemi di supercalcolo come Frontier e Aurora, che possono eseguire un quintilione di calcoli al secondo, con dataset unici e strutture sperimentali avanzate rappresenta effettivamente qualcosa di nuovo. La possibilità di creare un ciclo chiuso dove le simulazioni informano gli esperimenti e gli esperimenti affinano i modelli potrebbe comprimere le tempistiche di ricerca in modi che oggi possiamo solo immaginare.

Le zone d’ombra: chi paga e chi guadagna

Le critiche alla Genesis Mission si concentrano sul meccanismo di distribuzione dei benefici. La struttura del programma, secondo alcuni analisti, rappresenta un esempio perfetto di quello che viene definito socializzare i costi e privatizzare i profitti, un modello già consolidato in settori come la sanità e la ricerca universitaria, ora potenziato dalla massiccia potenza computazionale della Genesis Mission. Il meccanismo funziona attraverso tre fasi distinte.

Nella fase uno, i contribuenti americani pagano per costruire l’infrastruttura non trasferibile, inclusa la costruzione e il funzionamento della piattaforma, la gestione dei supercomputer e la cura di decenni di dataset federali unici. Questa è la fase a più alto rischio e costo, finanziata interamente dal budget pubblico.

Nella fase due, i contribuenti continuano a pagare stipendi e costi operativi mentre gli agenti AI sulla piattaforma generano nuovi progressi scientifici fondamentali in aree ad alto rischio come l’energia da fusione e la produzione avanzata. Il governo possiede formalmente i brevetti risultanti.

Nella fase tre, attraverso il Bayh-Dole Act del 1980 e meccanismi simili, quelle scoperte vengono trasferite al settore privato per la commercializzazione. Le aziende ottengono licenze esclusive, sviluppano prodotti e vendono ai consumatori americani a prezzi di mercato, trattenendo la maggior parte dei profitti. Il pubblico paga due volte: prima per la ricerca rischiosa, poi per il prodotto finale a prezzi di mercato che includono margini di profitto sostanziali.

I sostenitori del modello attuale affermano che senza l’incentivo del profitto, i prodotti non esisterebbero affatto e il pubblico non otterrebbe nulla dal suo investimento iniziale. Il beneficio primario del pubblico è la disponibilità della soluzione, che si tratti di un farmaco più veloce o di energia pulita ed economica, e questo beneficio supera la concentrazione di ricchezza.

I critici ribattono che a differenza di un nuovo farmaco contro il cancro, la tecnologia fondamentale della Genesis Mission, l’intelligenza artificiale avanzata e autonoma, è progettata per sostituire il lavoro umano costoso. Gli americani stanno finanziando una tecnologia che creerà un’onda massiccia di disoccupazione tecnologica in ruoli specializzati e da colletti bianchi, senza alcuna rete di sicurezza compensativa come un reddito di base universale o fondi massicci per la riqualificazione inclusi nel mandato.

La sicurezza dalla Genesis Mission

Concentrare decenni di conoscenza scientifica sensibile governativa, agenti AI all’avanguardia, calcolo ad alte prestazioni e sistemi di sperimentazione autonoma in un’unica piattaforma crea un obiettivo estremamente attraente per gli avversari, in particolare attori statali che vedono la ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale come una leva per il vantaggio geopolitico.

Gli esperti di sicurezza informatica avvertono che la Genesis Mission richiede criteri chiari per bloccare azioni non sicure, arrestare chiamate di strumenti ad alto rischio, segnalare output scientifici inspiegabili. Queste politiche devono essere applicate automaticamente, non lasciate all’interpretazione manuale, data la velocità e l’autonomia dei sistemi agentici.

Ogni azione su dati, modelli e agenti deve essere registrata, correlata e conservata. In un sistema in cui gli agenti autonomi possono modificare i flussi di lavoro o generare nuove direzioni di ricerca, la verificabilità è essenziale per capire cosa è successo, perché è successo e come impedire che accada di nuovo. I registri devono essere a prova di manomissione e progettati per supportare i flussi di lavoro di supervisione e indagine federale.

Alcuni ricercatori rimangono scettici sul fatto che gli strumenti di intelligenza artificiale generali siano capaci di fare intuizioni veramente nuove e avvertono che i loro difetti intrinseci rendono il valore degli agenti poco chiaro. I laboratori di tutto il mondo stanno già addestrando sistemi di intelligenza artificiale sui dati scientifici per aumentare le loro capacità nei domini scientifici e tentando di utilizzare modelli AI per fare scoperte, ma i risultati finora sono stati misti.

Genesis Mission le opinioni

Chris Wright, Segretario dell’Energia, ha dichiarato durante l’annuncio del programma che nel corso della storia, dal Progetto Manhattan alla missione Apollo, le menti più brillanti e le industrie della nazione hanno risposto alla chiamata quando il loro paese ne aveva bisogno. Oggi, gli Stati Uniti li stanno chiamando ancora una volta. Sotto la guida del presidente Trump, la Genesis Mission libererà la piena potenza dei nostri laboratori nazionali, supercomputer e risorse di dati per garantire che l’America sia il leader globale nell’intelligenza artificiale e per inaugurare una nuova era d’oro della scoperta americana.

Darío Gil, Sottosegretario per la Scienza e direttore della Genesis Mission, ha affermato che la missione rappresenta un momento decisivo per la prossima era della scienza americana. In un articolo pubblicato su Science il giorno dopo l’annuncio della Genesis Mission, Gil e la fisica dell’Università di Stanford Kathryn Moler hanno scritto che perché l’intelligenza artificiale sia un vero partner nella scienza, gli scienziati devono usarla per produrre risultati verificabili con dati, metodologie, codice e output disponibili per il controllo pubblico. Questo richiede che ricercatori, istituzioni, riviste accademiche e agenzie di finanziamento promuovano modelli open-source, strumenti standardizzati e dati pronti all’uso.

John Wagner, presidente del Consiglio dei Direttori dei Laboratori Nazionali, ha dichiarato che i laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia sono motori di scoperta che mantengono gli Stati Uniti competitivi e sicuri. La Genesis Mission sblocca il pieno potenziale di queste istituzioni dando ai nostri scienziati e ingegneri strumenti per lavorare alla velocità dell’innovazione.

Tuttavia, Arati Prabhakar, predecessore di Kratsios come direttore dell’Ufficio per la Scienza e la Tecnologia, ha detto a un pubblico di Harvard il mese scorso di non aver mai visto niente del genere riferendosi ai tagli ai finanziamenti della ricerca universitaria e lo ha definito estremamente distruttivo per l’impresa scientifica e tecnologica. Questa tensione tra il lancio di un’iniziativa scientifica federale e il simultaneo taglio dell’ecosistema di ricerca universitaria che alimenta i laboratori nazionali con talenti rappresenta una contraddizione che molti osservatori faticano a riconciliare.

Genesis Mission VS AI Initiative Plus cinese

Mentre gli Stati Uniti lanciano la Genesis Mission, la Cina ha già implementato da mesi il suo programma AI Initiative Plus, un’iniziativa nazionale per integrare profondamente l’intelligenza artificiale in tutti i settori dell’economia e della società. Il Consiglio di Stato cinese ha rilasciato nell’agosto 2025 linee guida per implementare l’iniziativa AI Plus, promuovendo l’integrazione estensiva e approfondita dell’intelligenza artificiale in vari campi per accelerare la coltivazione di nuove forze produttive di qualità.

Le somiglianze tra i due programmi sono notevoli ma anche le differenze sono significative. Entrambi riconoscono l’intelligenza artificiale come una tecnologia trasformativa paragonabile all’impatto di internet e come componente fondamentale di una rivoluzione tecnologica globale. Entrambi mirano a utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta scientifica, rafforzare la sicurezza nazionale e guidare la crescita economica. Entrambi coinvolgono la collaborazione tra laboratori governativi, università e industria privata.

Tuttavia, l’approccio cinese è notevolmente più dettagliato nelle sue tempistiche e obiettivi quantificabili. Entro il 2027, la Cina mira a raggiungere un’integrazione significativa dell’intelligenza artificiale in sei settori chiave, con il tasso di penetrazione di terminali intelligenti di nuova generazione e agenti AI che si prevede superi il settanta percento. Le industrie fondamentali dell’economia intelligente vedranno una crescita rapida e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella governance pubblica sarà significativamente potenziato.

Entro il 2030, l’intelligenza artificiale deve potenziare in modo completo lo sviluppo di alta qualità della Cina, con il tasso di penetrazione di terminali intelligenti di nuova generazione che supera il novanta percento. L’economia intelligente diventerà un importante motore di crescita per lo sviluppo economico del paese. Entro il 2035, la Cina entrerà completamente in una nuova fase di sviluppo dell’economia intelligente e della società intelligente, fornendo un forte supporto per la realizzazione fondamentale della modernizzazione socialista.

L’iniziativa cinese si concentra esplicitamente su sei campi chiave:

scienza e tecnologia,

industria,

consumo,

mezzi di sussistenza delle persone,

governance

cooperazione globale.

Include un’enfasi specifica sullo sviluppo di tecnologie alimentate dall’intelligenza artificiale per i consumatori al fine di stimolare la domanda sia di servizi che di prodotti, riconoscendo che l’economia cinese ha bisogno che i consumatori raccolgano una parte maggiore dell’onere della crescita mentre il mercato immobiliare è in crisi e le prospettive di esportazione diventano sempre più instabili.

La differenza più importante potrebbe essere nell’approccio al finanziamento e al coordinamento. Mentre la Genesis Mission deve lavorare entro i vincoli del sistema di stanziamenti congressuali americano e non ha nuovi finanziamenti dedicati, l’iniziativa cinese beneficia di un sistema di pianificazione centralizzato che può allocare risorse in modo più diretto. Il programma AI Plus fa esplicitamente parte del quindicesimo piano quinquennale della Cina per il 2026-2030, assicurando che sia integrato nelle priorità politiche nazionali del paese con finanziamenti corrispondenti.

La Genesis Mission si concentra principalmente sulla scoperta scientifica di frontiera e sulle applicazioni di sicurezza nazionale, con un’attenzione relativamente minore all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei servizi al consumo o nella vita quotidiana. L’iniziativa AI Plus cinese adotta un approccio più olistico, cercando esplicitamente di trasformare tutti gli aspetti della società cinese attraverso l’intelligenza artificiale, dall’agricoltura all’assistenza sanitaria, dall’istruzione alla governance pubblica.

La Cina sta anche affrontando più direttamente le preoccupazioni sulla dislocazione del lavoro causata dall’intelligenza artificiale, con l’iniziativa AI Plus che richiede esplicitamente programmi di formazione su larga scala sulle competenze AI, programmi di rioccupazione e orientare l’innovazione verso opportunità che creano lavoro. Questo contrasta con la Genesis Mission, che non affronta in modo significativo l’impatto potenziale sulla forza lavoro delle tecnologie che aiuta a sviluppare.

Entrambe le iniziative riflettono il riconoscimento che la leadership nell’intelligenza artificiale è diventata una questione di importanza geostrategica. La domanda rimane se l’approccio relativamente decentralizzato e guidato dal settore privato americano possa competere efficacemente con il modello di mobilitazione nazionale più coordinato della Cina in un settore che entrambi i paesi ora considerano critico per la loro posizione competitiva futura.

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Genesis Mission, Trump lancia il  Manhattan Project dell’AI - Ultima modifica: 2025-11-29T10:07:18+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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