Decreto semplificazioni e innovazioni digitali: digitalizzazione al servizio imprese e cittadini

Pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto “semplificazione e innovazione digitali” che promette di avviare un processo di digitalizzazione al servizio di imprese e cittadini, semplificando e velocizzando i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Un importante contributo al rilancio del Paese dopo l’impattante crisi dovuta all’emergenza Covid.

Con la pubblicazione del decreto Semplificazioni vede la luce la base normativa per velocizzare il processo di trasformazione digitale, come più volte annunciato dalla Ministra Paola Pisano. Tale processo introduce un sensibile snellimento delle procedure, con una riduzione di utilizzo della carta (aspetto green che non guasta), e sarà più economico sia per i cittadini e le imprese, sia per la pubblica amministrazione.

Scopriamo cosa prevede il decreto e quali sono i cambiamenti e i vantaggi previsti.

Decreto semplificazioni innovazione digitali

Alla scoperta delle novità del decreto che punta alla digitalizzazione del paese

Decreto semplificazioni: addio alle password

La prima importante novità è la modalità di accesso ai servizi: dal 28 febbraio 2021 solo l’identità digitale Spid (qui ti spieghiamo cos’è lo Spid) e la CIE  (la carta d’identità elettronica italiana), saranno le uniche credenziali riconosciute per ogni accesso ai servizi della pubblica amministrazione. Inoltre Spid e CIE saranno riconosciuti come documenti d’identità a tutti gli effetti, utili a svolgere qualsiasi tipo di pratica amministrativa, decretando così l’abbandono di scansioni e documenti cartacei.

Le vecchie credenziali, attualmente in vigore, in possesso di cittadini e imprese, saranno valide fino al 30 settembre 2021, in modo da agevolare il passaggio da vecchio al nuovo sistema. Su questo tema INPS annuncia il graduale passaggio dal Pin allo Spid già a partire dal primo ottobre 2020.

I vantaggi pratici di questo importante cambiamento sono evidenti in termini di costi e sicurezza: imprese e cittadini non dovranno gestire password diverse per ogni servizio della PA, basteranno le credenziali dello SPID. Le amministrazioni saranno anch’esse agevolate nella gestione e rilascio dei dati di accesso, rinnovo o smarrimento delle password.

Un’unica app per accedere ai servizi: IO

La digitalizzazione prevista dal decreto semplificazioni e innovazioni digitali, passa dagli smartphone degli italiani. Per questo la PA ha sviluppato IO (già esistente e funzionante), l’app dove trovare tutti i servizi e poter comunicare con le amministrazioni. Con il proprio telefono si potrà effettuare pagamenti (con la piattaforma PagoPa), ad esempio il bollo auto, presentare autocertificazioni e istanze. IO è l’app che ha snellito la gestione di pratiche e pagamenti, oltre ad aver semplificato la comunicazione con enti e amministrazioni.

Addio raccomandate cartacee: arriva la buca da lettere digitale sul cellulare

Per tutti i cittadini e le imprese dotate di domicilio digitale (ovvero di un idirizzo PEC, indirizzo elettronico certificato), le comunicazioni della pubblica amministrazione avverranno tramite comunicazione elettronica, non più con raccomandata cartacea: un sistema più sicuro, snello, green ed economico. Tutto questo nell’ottica di una migliore comunicazione tra enti e cittadini, risparmio delle spese di spedizione, riduzione dei casi di mancato recapito. Niente più file alla posta, basterà inviare una PEC dal tuo pc.

Un unico permesso di circolazioni per le persone disabili

Snellimento delle procedure anche per quanto riguarda il permesso di circolazione per le persone con disabilità. Il decreto stabilisce che non serviranno più permessi locali ma verrà erogato un unico permesso nazionale. La nuova piattaforma digitale sviluppata e gestita dal Ministero dei Trasporti e infrastrutture, che consentirà la verifica delle targhe associate ai permessi in maniera rapida e immeditata. Oltre alla semplificazione, questo nuovo sistema permetterà l’individuazione di eventuali frodi e abusi.

Decreto semplificazioni: La trasformazione digitale della pubblica amministrazione

Fino ad oggi uno dei maggiori problemi è stata la disomogeneità nell’erogazione dei servizi da parte della Pubblica Amministrazione, dal momento che ogni ente ha sempre operato in maniera autonoma e territoriale. Con il nuovo decreto si garantisce una trasformazione digitale diffusa a livello nazionale e non più locale. Non ci saranno più zone del Paese più o meno digitalizzate di altre.

Altro strumento indispensabile perché il processo di digitalizzazione prenda piede, è la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), una piattaforma interrogabile dove poter acquisire dati di tutte le amministrazioni italiane, così da semplificare per cittadini e imprese l’acquisizione dei dati, ora finalmente disponibili su un’unica piattaforma. Quindi se un cittadino comunicherà i suoi dati a un ente o a un’amministrazione, questi non saranno più chiesti in un secondo tempo, poiché acquisiti dal PDND.

L’emergenza Coronavirus ha evidenziato un ritardo dell’Italia sul cosiddetto lavoro agile: lo smart working prima del lockdown era applicato solo da poche aziende. Per questo il decreto semplificazione e innovazione si concentra anche su questo tema introducendo strumenti atti a far sì che la PA adotti beni, servizi e sistemi informatici idonei alla connessione da remoto dei dipendenti pubblici. Così facendo si semplificherà la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazioni, grazie a sistemi che la renderanno più fluida.

Il cloud nazionale: sempre più sicurezza dei dati pubblici

Il decreto semplificazioni e innovazioni si focalizza anche sulla questione sicurezza dei dati online. Il decreto introduce l’obbligo di migrazione dei dati in Centri di Elaborazione dati (Ced) per quelle amministrazioni che non hanno i requisiti di sicurezza fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid). Tale migrazione avverrà su un’infrastruttura altamente affidabile, localizzata sul territorio nazionale. Il cloud nazionale dà garanzia per la sicurezza dei dati oltre a fornire all’Italia un’indipendenza tecnologica.

Decreto semplificazioni: il diritto a innovare

La semplificazione e l’innovazione digitale devono essere un diritto per le imprese. In questa direzione, il decreto agevola imprese, start up, università ed enti di ricerca che intendono sperimentare iniziative di innovazione e digitalizzazione. Si permetterà ai soggetti di agire in deroga alle attuali norme vigenti, se le iniziative avranno impatto positivo a livello sociale. Oggi le sperimentazioni, infatti, devono fare spesso i conti con ritardi e impedimenti causati da norme, regole e divieti, o da processi burocratici farraginosi incidono negativamente sulla competitività delle aziende. La sfida all’innovazione tecnologica ha ora un documento ufficiale che potrà dare la spinta necessaria al Paese per la ripartenza.


Decreto semplificazioni e innovazioni digitali: digitalizzazione al servizio imprese e cittadini - Ultima modifica: 2020-09-17T20:08:22+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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