Paola Pisano: Torino, una città aperta all’innovazione

Paola Pisano, Assessora all’innovazione del Comune di Torino, ha voluto trasformare la città in un laboratorio per l’innovazione tecnologica, perché la tecnologia è lo strumento più efficace per incrementare i servizi ai cittadini e per migliorare (almeno un po ‘) la società.

Paola Pisano crede nella tecnologia e nella Pubblica Amministrazione e ci crede così tanto che sta trasformando Torino in un laboratorio per l’innovazione aperto a tutti e sta rendendo il Comune la guida per la trasformazione digitale della città, delle imprese e anche delle persone.
Paola Pisano è l’Assessora all’innovazione della Città di Torino e, da quando è stata eletta, ha portato una ventata di innovazione, non solo perché sta realizzando progetti con droni, auto elettriche e robot, ma soprattutto perché ha messo la tecnologia e il digitale al primo posto nella strategia di rinnovamento della città, fino a ad immaginare una Torino che diventa una meta del turismo tecnologico, dove le persone arrivano non solo per la Mole Antonelliana, il Museo Egizio, Palazzo Reale, ma anche per vedere i droni che sorvolano il Po, portando i medicinali agli ospedali, le auto a guida autonoma per le vie cittadine e i robot che aiutano gli anziani.
Una visione che diventa un progetto concreto.

Paola Pisano Torino

Paola Pisano, la donna più influente nel digitale

Paola Pisano è stata inserita da Digitalic nella lista delle 15 donne più influenti per il digitale in Italia e i lettori l’hanno votata come la più influente in assoluto, con una percentuale significativa; ne hanno apprezzato la capacità di incidere sulla trasformazione di un’intera città e sulla mentalità della Pubblica Amministrazione.
Sono tante le innovazioni che Paola Pisano ha già portato nel comune di Torino, ma nella sua visione c’è ancora molto da fare.

L’Intervista

Se avesse la bacchetta magica cosa farebbe per l’innovazione a Torino?

Paola Pisano: Ci sono tre elementi che sono fondamentali per la trasformazione della città e che mi piacerebbe realizzare da subito.
L’infrastruttura tecnologica: quindi dotare la città di una rete 5G capillare, di un sistema nervoso digitale in grado di supportare tutte le altre innovazioni con tutta la sicurezza necessaria insita nel sistema.
Le auto elettriche e a guida autonoma. Molti sono spaventati da questa tecnologia, ma forse non valutano il grande impatto sociale che potrebbe avere. I veicoli a guida autonoma potrebbero, ad esempio, accompagnare gli anziani per le visite in ospedale, anche perché con le famiglie in cui tutti i membri lavorano è difficile che i figli possano farlo agevolmente. Questo si trasformerebbe in un servizio utile per gli anziani e anche per i loro figli, che potrebbero utilizzare il tempo risparmiato per stare davvero con i loro genitori e non semplicemente fare da accompagnatori per le incombenze di tutti i giorni. L’innovazione sociale è uno dei temi che mi sta più a cuore
Poi la robotica, con bot collaborativi in città in grado di svolgere funzioni ripetitive come lo spostamento di oggetti, ma non solo. Esistono robot in grado di aiutare le persone a camminare nuovamente, grazie alla possibilità di guidarle nella riabilitazione. E poi la semplificazione della Pubblica Amministrazione con tutti i servizi digitalizzati.

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Sono dei cambiamenti radicali, pensa che la città di Torino o che l’Italia sia pronta?

Paola Pisano: Viviamo in un’epoca in cui grandi cambiamenti si susseguono. In passato ogni generazione doveva fare i conti solo un grande cambiamento, oggi i cicli di innovazione sono molto più rapidi. La diffidenza delle persone, che ancora esiste, dipende dalla difficoltà ad adattarsi ad una evoluzione continua e profonda del mondo in cui non si smette mai di imparare cose nuove. Torino, anche da questo punto di vista, vuole essere un laboratorio non solo tecnologico ma anche sociale accompagnando i cittadini in questa continua trasformazione mirata a migliorare la vita delle città italiane.

La tecnologia secondo lei ha una funzione sociale?

Paola Pisano: Indubbiamente, anzi è uno degli aspetti che mi stanno più a cuore. Grazie alle innovazioni tecnologiche si può migliorare la vita delle persone, soprattutto nei quartieri che hanno meno servizi a disposizione. La Città di Torino vuole favorire questo tipo di sperimentazioni aiutando i privati e il no-profit a lanciare vere innovazioni nei servizi sociali che siano utili per le persone e, se fatti da privati, remunerativi per le aziende.
Per questo è nato Torino Social Factory che ha portato finanziamenti economici a 12 associazioni no-profit per la realizzazione di progetti in città, ma anche l’iniziativa Torino Social Impact: un’alleanza tra imprese e istituzioni pubbliche e private per sperimentare una strategia di sviluppo dell’imprenditorialità ad elevato impatto sociale e ad alta intensità tecnologica nell’area metropolitana torinese.

Torino quindi diventa un grande laboratorio aperto?

Paola Pisano: Proprio così, abbiamo già creato, ad esempio, un percorso di 35 km all’interno della città in cui si possono testare le auto a guida autonoma in un ambiente reale, è a disposizione delle aziende che vogliono portare reali innovazioni in questo campo, se hanno qualcosa di veramente nuovo da realizzare la Città di Torino mette questa infrastruttura a disposizione e segue le aziende nel percorso di sperimentazione. Lo stesso facciamo per i droni con l’iniziativa Doralab che promuove le sperimentazioni con i droni in città. Noi già li stiamo usando con la Polizia Municipale a supporto degli altri sistemi di vigilanza e sicurezza. Abbiamo anche un progetto per utilizzare il Po e gli altri fiumi come nuove arterie di trasporto per i droni che possono sorvolarli in tutta sicurezza per portare medicinali urgenti agli ospedali e poi in futuro anche per altre consegne.

…e i servizi tradizionali, quelli che le persone si aspettano, non è che vanno in secondo piano?

Paola Pisano: Come riparare le buche nelle strade? In realtà il progetto Smart Road, giusto per fare un esempio, con la mappatura dettagliata della città ci aiuta anche in quello, a capire dove le strade sono dissestate e ci permette di intervenire prima.
In generale molte persone pensano che prima un Paese o una città deve andare bene e solo dopo può mettersi ad innovare, in realtà è esattamente il contrario, un Paese o una città devono innovare per andare bene.

 


Paola Pisano: Torino, una città aperta all’innovazione - Ultima modifica: 2019-05-18T12:22:38+00:00 da Francesco Marino

Giornalista esperto di tecnologia, da oltre 20 anni si occupa di innovazione, mondo digitale, hardware, software e social. È stato direttore editoriale della rivista scientifica Newton e ha lavorato per 11 anni al Gruppo Sole 24 Ore. È il fondatore e direttore responsabile di Digitalic

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