La quarta edizione di Rome Future Week si tiene a Roma dal 21 al 27 settembre con oltre quattrocento eventi candidati, i Future Hub e il tema “Materia Prima. L’alchimia dell’immateriale”. Digitalic è media partner; il 23 settembre Francesco Marino modera in NEURA la mattinata su AI e impresa, dalla governance ai processi.
Roma ospita dal 21 al 27 settembre la quarta edizione di Rome Future Week, oltre quattrocento appuntamenti candidati e distribuiti in tutta la città, ideati e organizzati da SCAI Comunicazione Società Benefit intorno al tema “Materia Prima. L’alchimia dell’immateriale”; Digitalic è media partner dell’edizione e il 23 settembre Francesco Marino modera in NEURA, il Future Hub dedicato all’intelligenza artificiale, la mattinata intitolata “AI e impresa, dalla governance ai processi”. La domanda che lo rende interessante viene subito dopo, e riguarda meno Roma che chiunque governi tecnologia dentro un’azienda: che cosa serve, oggi, perché una cosa immateriale diventi una cosa che funziona.
Il tema, sotto la formula alchemica, contiene una questione operativa. I prodotti più visibili dell’economia digitale nascono da elementi che non si toccano, dati, competenze, fiducia, relazioni, e diventano reali soltanto quando qualcuno ci mette sopra infrastrutture, energia, contratti, responsabilità; è lo stesso ragionamento con cui Arthur Mensch di Mistral ha avvertito che all’Europa restano due anni per costruire una sovranità digitale vera, perché senza data center, silicio ed elettricità l’immateriale resta di proprietà di qualcun altro. Materia prima, appunto.
Digitalic media partner, il 23 settembre dentro NEURA
Digitalic accompagnerà la settimana raccontandone tecnologie, protagonisti e conseguenze per imprese e persone, e porterà in NEURA la mattinata del 23 settembre con la moderazione di Francesco Marino, fondatore della testata e voce del podcast DigitMondo.
Il titolo della sessione dice il punto in cui siamo: l’intelligenza artificiale è entrata nelle aziende italiane per vie laterali, spesso senza un vero progetto e senza classificazione, e la questione ha smesso di essere l’adozione: è diventata il governo, cioè chi risponde di una decisione presa da un modello, quali sistemi girano già in produzione senza che nessuno li abbia mappati, che cosa accade quando scattano le sanzioni dell’AI Act e il responsabile IT si accorge di dover gestire due perimetri normativi anziché uno. Sono domande che a Roma finiranno in una stanza sola, con chi le sta affrontando davvero. Chi vuole capire in anticipo il taglio del confronto può ascoltare le puntate di DigitMondo pubblicate finora.
I Future Hub, la struttura di Rome Future Week
La novità organizzativa dell’edizione sono i Future Hub, spazi tematici che raggruppano gli eventi per ambito, dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, dall’e-commerce all’abitare, dal cinema allo spazio, dalle startup alla sostenibilità; servono a risolvere il difetto strutturale di ogni manifestazione diffusa, cioè il fatto che quattrocento appuntamenti sparsi in una città grande come Roma producono dispersione prima di produrre conoscenza. Sarà il programma definitivo, atteso per la fine di agosto, a dire quanti hub abbiano davvero un percorso verticale e quanti restino un contenitore con un buon nome.
Accanto agli hub torna la Rome Future Night, che porta locali e spazi cittadini dentro il circuito ufficiale, mentre dentro Origin, l’hub dedicato alle startup, il 22 e 23 settembre si tiene allo Zest HUB di via Marsala 29H la European Startup Pitch Session: candidature aperte a startup e scaleup europee, partecipazione gratuita, fino a due selezionate per Paese, un pacchetto di servizi del valore indicativo di diecimila euro alla vincitrice. Per chi in azienda si occupa di scouting e open innovation è probabilmente il punto a più alta densità della settimana; chi invece vuole entrare nella macchina organizzativa trova la pagina dedicata a organizzatori, sponsor e volontari.
Lavoro, cinema, Ostiense a Rome Future Week
Il lavoro è uno dei fili conduttori dichiarati di Rome Future Week 2026, con aziende che si presentano ai talenti e professionisti che provano a capire quali competenze verranno richieste; il tema regge soltanto se qualcuno accetta di dire anche la parte scomoda, quella che emerge quando un’azienda in crescita del trentaquattro per cento licenzia millecento persone e chiama l’operazione AI-agentic first. Sui convegni, di solito, ci si ferma un passo prima.
Torna Corti Futuri, il contest sui nuovi linguaggi audiovisivi, quest’anno ospitato in FRAME, l’hub dedicato a cinema e audiovisivo, con Rai Cinema, Lazio Film Commission e Regione Lazio; il cortometraggio vincitore potrà arrivare sui canali di Rai Cinema. Uno dei territori simbolo sarà Ostiense, con ROAD, Rome Advanced District come main partner, ora avviato al triennio 2026-2029. Il nome dice poco, il contenuto molto: ROAD è la rete di imprese nata nel maggio 2023 dentro i tredici ettari del Gazometro e formata da Eni, Acea, Autostrade per l’Italia, Bridgestone, Cisco, Gruppo FS e NextChem. Un distretto in cui siedono insieme una utility, un operatore autostradale e un vendor di networking non è uno spazio espositivo; è un banco di prova industriale, con tutti i vincoli che la parola industriale porta con sé.
La rete dei contributori dell’edizione comprende Confcommercio Roma, NextChem, IUL, INDIRE, DeepBlue, Banca d’Italia, Training Academy e FiberCop. «La risposta della città è la prima notizia di questa edizione. Il futuro si costruisce con chi sceglie di esserci», ha dichiarato in una nota Michele Franzese, fondatore della manifestazione.


