I peggiori flop tecnologici del 2018, chi ha fatto peggio?

I flop tecnologici del 2018: tempo di tirare le somme su questo 2018, oltre alle tante innovazioni anche molti fallimenti della tecnologia, ecco i peggiori

Tante innovazioni tecnologiche nel corso di questo 2018 ormai verso la fine, ma altrettanti sono stati anche gli insuccessi di alcuni grandi leader del settore: ecco la lista dei peggiori flop di tecnologia di quest’anno.

 

Il 2018 ha visto davvero tanti progetti tecnologici spiccare il volo, anche in senso letterale: abbiamo già visto nel post dedicato quelle che sono state le innovazioni tecnologiche più interessanti e di successo, tra cui ricordiamo la sonda più veloce mai costruita, ma anche l’assistente digitale per astronauti, il visore per la realtà virtuale standalone o lo stunt robotico della Disney.

È tempo, però, di volgere lo sguardo anche a quelli che sono stati i peggiori nell’ambito della tecnologia di quest’anno, ripercorrendo i flop che hanno caratterizzato il 2018.
Con la speranza che possano essere di insegnamento per non commettere ancora gli stessi errori in futuro.

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I peggiori flop tecnologici del 2018

Abbiamo selezionato una lista di ciò che non ha reso proprio al massimo durante questo 2018, e ce n’è per tutti i gusti: dai social network che hanno toppato, alle aspettative di vendita non soddisfatte, dal progresso tecnologico che può rivelarsi anche fatale, ai tentativi di riconquistare mercati abbandonati, anche a costo di piegarsi alla censura.

Ecco quindi quali sono stati i peggiori fallimenti tecnologici del 2018:

  1. Facebook;
  2. Google Plus;
  3. I nuovi iPhone;
  4. Obsolescenza programmata
  5. Le auto a guida autonoma;
  6. Il progetto Dragonfly;
  7. Windows 10;
  8. Apple Homepod;
  9. Microsoft Skype;

La catastrofe di Facebook

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Primo e re indiscusso dei peggiori fallimenti nella tecnologia del 2018 non può che essere Facebook, che con i suoi scandali ha davvero dato il peggio delle reti sociali moderne.
La bomba mediatica è esplosa a marzo, quando è stato reso noto come, ormai diversi anni fa e a causa di un insufficiente controllo da parte di Menlo Park, erano stati venduti i dati di più di 80 milioni di persone iscritte. Da quel momento è stato un disastro su tutta la linea: utenti che hanno abbandonato in massa il popolare social network blu, divieti in nazioni intere, convocazioni dinanzi al Congresso degli Stati Uniti per render conto di condotte inammissibili.

Insomma, il 2018 è stato un anno davvero difficile per Facebook e per il suo fondatore, Mark Zuckerberg, che ha dovuto dare spiegazioni ai senatori americani che, al di là di tutto, hanno dimostrato di non avere le idee molto chiare sui meccanismi di funzionamento del social network – e di internet in generale.
Tuttavia, le pesanti violazioni di privacy – non ultima quella che ha esposto le foto non pubblicate di quasi 7 milioni di persone – hanno causato parecchi scontenti, e generato una sempre maggiore sfiducia anche nei mercati, con un grave crollo in borsa del titolo di Facebook.

Per non parlare delle multe e dei rischi post-GDPR: insomma, un anno davvero da dimenticare.

Google Plus

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Flop tecnologici 2018: Google+ chiude

Continuiamo a parlare di social network, ma questa volta si tratta di un altro gigante della tecnologia: il caro Google Plus ci lascia prematuramente, dopo un lungo, costante e progressivo abbandono dei suoi iscritti nel corso degli ultimi anni.
Ideato da Big G per offrire un’alternativa ai social network veterani, Google+ ha avuto una breve e poco brillante vita: amato soprattutto dai professionisti del web per il – presunto – vantaggio in termini di posizionamento, G+ non è stato forse mai davvero capito a fondo dalla maggior parte delle persone che, in effetti, non sapevano cosa farsene.

Dopo la forte perdita di appeal, è arrivato finalmente l’annuncio di Google di mettere fine all’agonia del povero Google Plus, ma non senza colpi di scena.
Anche in questo caso, infatti, sono state rese note delle falle nella sicurezza che hanno esposto i dati degli iscritti, costringendo Mountain View ad anticiparne la chiusura ad aprile 2019.

Le vendite di iPhone

Poteva restare fuori dalla blacklist la lussuosa Apple?
Nemmeno per sogno: dopo un record battuto dal dispositivo del decennale di iPhone, ovvero l’iPhone X, Apple ha dovuto abbassare l’asticella delle aspettative in termini di vendita.
Pare che le previsioni per la commercializzazione dei nuovi iPhone XS fossero un po’ troppo ottimistiche, ragion per cui si è reso necessario tirare il freno a mano e rallentare la produzione.
Anche i migliori sbagliano.

Obsolescenza programmata

È stato uno dei fenomeni più chiacchierati dell’anno: con obsolescenza programmata si intende quell’insieme di pratiche atte a rendere volontariamente meno duraturi i prodotti in commercio. In altre parole, quel sistema, attuato dalle società produttrici, che ci costringe a comprare nuovi oggetti anche quando potrebbe non essercene bisogno.

Piuttosto recente è la vicenda che ha visto protagoniste loro malgrado le giganti Apple e Samsung: il garante italiano, in seguito a indagini condotte dall’Antitrust, ha multato le due compagnie a causa di pratiche scorrette. È una prassi diffusa, ma che ormai gli utenti conoscono e contro la quale si sono scagliati: Samsung e Apple dovranno ora pagare rispettivamente 5 e 10 milioni di euro, nonostante pentimenti e rassicurazioni generali sul fatto che queste pratiche non saranno più ripetute – almeno da parte loro.

Automobili a guida autonoma

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Neanche il progresso nel settore dell’automotive ha visto una buona annata, anzi: tre delle maggiori case produttrici del ramo hanno dovuto fare i conti con esperimenti e test su strada finiti male.
In questo 2018 le auto a guida autonoma di Apple, Uber e Tesla sono state coinvolte in incidenti a volte fatali. Il primo, quello di un’auto a guida autonoma di Uber, è avvenuto nel mese di marzo, travolgendo una donna che provava ad attraversare la strada, vittima dell’impatto.
Il safety driver alla guida era distratto e non ha evitato l’incidente, mentre il conducente di una Tesla solo pochi giorni dopo perdeva il controllo della sua auto con pilota automatico andando a sbattere in uno schianto fatale.
A fine agosto, inoltre, il SUV Lexus a guida autonoma di Apple è stato tamponato a bassa velocità: insomma, non proprio un anno fortunato per il progresso della guida autonoma.

Google e il motore di ricerca censurato

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Flop Tecnologici 2018: Google ritira Drangofly, il progetto di motore di ricerca con censura per la Cina

Ancora Google, ancora flop: nel mese di agosto Google è stata bacchettata dalle Ong, a causa del progetto segreto a cui sta lavorando da un periodo di tempo ancora imprecisato.
Voci di corridoio sostengono che Big G stia cercando di tornare all’assalto del mercato cinese ma che, per non inimicarsi il governo, abbia pensato di mettere a punto un motore di ricerca “limitato”, che non violasse le leggi vigenti. In poche parole, un motore di ricerca censurato.
Bocciato.

I pessimi aggiornamenti di Windows 10

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Flop Tecnologici 2018: gli aggiornamenti di Windows 10

Un anno da dimenticare anche per gli sviluppatori di Windows 10, che per quanto si stiano impegnando per offrire agli utenti un sistema operativo sempre stabile ed aggiornato, non riescono a scansare qualche flop.
Come ad esempio l’update di aprile, che ha riportato più danni che benefici: troppi bug, impuntamenti del browser Chrome, Cortana in crash, Edge KO, incompatibilità varie ed Avast in tilt.
Provaci ancora, Microsoft.

Italia chiama Homepod!

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Flop Tecnologici 2018: Apple HomePod non arriva in Italia

Ancora una volta l’azienda di Cupertino, ma in questo caso parliamo di uno speaker intelligente: presentato lo scorso anno, l’altoparlante intelligente che dà voce a Siri non è mai arrivato in Italia.
Abbiamo sperato durante tutto l’anno, ma di Homepod nel Belpaese ancora non v’è traccia ufficiale.

 

Microsoft Skype

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Flop Tecnologici 2018: il redesign di Skype poi subito ritirato per le proteste degli utenti

Quando vuoi essere giovane ma sarebbe meglio di no: da quando Skype è stata acquisita da Microsoft vi sono stati diversi rinnovamenti, tra cui anche un nuovo design, con alcune funzioni “ispirate” a Snapchat. Purtroppo, però, come prevedibile non è andata bene: la limitata usabilità ha scatenato le proteste degli utenti, che non riuscivano più a capire come effettuare operazioni basilari come, ad esempio, le chiamate. Una sollevazione popolare che ha portato ad un secco dietrofront: Microsoft ha dunque rimosso le funzionalità Highlights simil-Snapchat, affermando che il focus di Skype resterà sulle videochiamate, chiamate VoIP e sulla messaggistica, con un aggiornamento per eliminare i fronzoli inutili che non sono piaciuti.
Tutto come prima, insomma. O quasi.

Si chiude qui la brutta lista di flop tecnologici del 2018: cosa ne pensi di questi disastri?
Il nuovo anno ha aspettative più rosee, oppure i casi in questione hanno bisogno di più tempo per trasformarsi in successi?

 

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I peggiori flop tecnologici del 2018, chi ha fatto peggio? - Ultima modifica: 2018-12-19T12:11:07+00:00 da Maria Grazia Tecchia
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